Violenza femminile

Dagli studi più recenti veniamo a conoscenza di una presenza numerosa di ragazze appartenenti alle cosiddette baby gang.
La violenza non è più solo verbale ai danni di persone deboli ma diventa “operativa” perché le ragazze sembrano sostituirsi alla figura maschile, per accezione popolare depositaria della forza fisica.
La figura maschile nel corso degli anni si è indebolita sempre di più; le mamme hanno spesso preso le redini della famiglia diventando anche più dure e aggressive del genitore spesso assente.
Forse la nuova generazione ha perso i riferimenti genitoriali, entrambi indispensabili ma non sostituibili l’uno all’altro.
Le ragazze violente aggrediscono per noia e non c’è nulla di più distruttivo della mancanza di interessi perché tutto diventa un gioco fine a se stesso.
Le baby gang sono gruppi eterogenei sia come età che estrazione sociale, anche questo la dice lunga sul fenomeno perché il disagio non ha età e non è circoscritto alle fasce sociali più emarginate.
La violenza al femminile va dal bullismo che emargina e avvolge in una sottile ragnatela le persone diverse, alla provocazione o lo scontro diretto per affermare supremazia e potere.
La violenza come valore aggiunto ha trasformato la figura femminile, siamo ormai troppo lontani da quel mondo raccontato con armonia e delicatezza da M.Alcott in “Piccole donne”.
Forse leggendo oggi quel libro potremo solo immaginare eteree e sensibili ragazze che si accontentano del poco che hanno condividendo sentimenti di altruismo, amore e rispetto per il prossimo.
» Postato da Laura Alberico-------------------------------------------------------------------------------------------
