Liberare la libertà

Morti sulle strade, morti sul lavoro, morti per droga, morti per soldi e morti per legge di sangue, morti tutti per non curanza.
Un paese piagato dall’ingiustizia della violenza, prepotenza, arroganza, incapace di valorizzare ciò che è bene, disattento a smitizzare quanto è virtuale, ma assolutamente reale.
Ogni tragedia appare come una sequela di errori sfornati in serie, tutti uguali per quantità e qualità.
Un paese dalle interpretazioni sfumate, una società bullistica che non ha più niente da con-dividere, se non parole prive del Dna, atteggiamenti fotocopiati e impolverati.
E’ tutto così scontato e banale, che l’abitudine alla fatica, quella che accompagna il pensare al fare, ha cambiato residenza, non abita più la nostra struttura mentale, s’è dislocata altrove, a debita distanza.
Un paese di spari e di rapine, di morti per un’offesa che non scalfisce il viso, ma il portafoglio, di feriti e di umiliati dal primo venuto, un [… continua]



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