I neuroni specchio

La scoperta dell’esistenza dei neuroni specchio, avvenuta nel 1991 partendo da uno studio sulle scimmie, è da attribuirsi ad un’équipe dell’università di Parma, di cui fa parte Vittorio Gallese.
Durante i primi esperimenti sulle scimmie è stato possibile constatare che alcuni neuroni si attivavano sia quando il primate afferrava un oggetto sia quando vedeva uno dei ricercatori afferrare lo stesso oggetto.
Questo meccanismo simulatorio era determinato da un gruppo di cellule nervose a cui venne assegnato il nome di neuroni specchio.
La prima ipotesi fatta sul funzionamento dei neuroni specchio era di una attivazione dipendente dall’osservazione di un movimento altrui.
Successivamente, grazie agli studi sull’uomo, è apparso evidente che il meccanismo di simulazione riguardava anche le emozioni e le sensazioni tattili provate dagli altri; i neuroni specchio, infatti, si attivano esattamente nelle stesse aree cerebrali di chi vive l’esperienza in prima persona.
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I neuroni specchio si sono rivelati indispensabili nella comprensione dell’autismo.
I neuroni specchio si mostrano infatti particolarmente pigri e ciò potrebbe spiegare il perché del deficit sociale che caratterizza gli autistici.
L’autismo potrebbe allora essere letto come dovuto ad un cattivo funzionamento dei neuroni specchio.
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I neuroni specchio permettono di spiegare la capacità di relazionarsi agli altri e consentono di comprendere con facilità le azioni degli altri.
Grazie allo studio sperimentale di alcune emozioni primarie si è potuto rilevare che quando osserviamo negli altri una manifestazione emotiva si attiva il medesimo substrato neuronale; si tratta di un substrato collegato alla percezione, in prima persona, dello stesso tipo di emozione.
I neuroni specchio sarebbero quindi alla base dell’empatia, ovvero della capacità di comprendere e sentire il vissuto emotivo dell’altro.
Gli studi clinici su pazienti affetti da patologie neurologiche mostrano che una volta perduta la capacità di provare un’emozione non si è più in grado di riconoscerla quando viene espressa da altri; questo potrebbe essere preso a conferma del ruolo svolto dai neuroni specchio.
Infine, anche la comprensione del linguaggio potrebbe fare riferimento all’attivazione degli stessi circuiti motori responsabili dell’effettiva esecuzione di quell’azione.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli-------------------------------------------------------------------------------------------

I neuroni specchio contribuiscono a comprendere l’evoluzione del comportamento sociale della specie umana che ha nel tempo interiorizzato forme di comunicazione gestuali e, in seguito verbali (linguaggio). I neuroni specchio sono così chiamati perchè si attivano in seguito a situazioni che ci coinvolgono emozionalmente osservando gli altri e le varie situazioni in cui interagiamo con l’ambiente
Laura Alberico, April 13th, 2008