Lo Stalking - introduzione al fenomeno
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Recentemente è possibile evidenziare un cresciuto interesse per le forme di molestia, inseguimento e persecuzione, denominate Stalking, e per le conseguenze anche a lungo termine delle vittime.
Il termine inglese stalking indica persecuzioni, appostamenti, tentativi di comunicazione ripetute e indesiderate ( lettere, telefonate, e-mail, sms ) capaci di attivare ansia e paura nella vittima che non riesce più a svolgere normalmente la propria vita.
Le vittime, posso sviluppare severe e croniche forme di ansia, disturbi del sonno, stress.
Lo stalker, ovvero colui che mette in atto le molestie, può essere un conoscente o un estraneo, e spesso si tratta di un ex-partner.
Possiamo distinguere due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking, ovvero le comunicazioni intrusive (telefono, lettere, sms, e-mail, graffiti o murales) e i contatti (pedinare o sorvegliare, visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni).
Affinchè si possa parlare di stalking lo stalker deve agire verso una vittima scelta in base ad un investimento ideo-affettivo, su base reale o immaginativa; deve mettere in atto comportamenti ripetitivi, insistenti ed intrusivi, mediante comunicazione o contatto. Infine la stalking victim deve sviluppare uno stato di allerta, di emergenza e di stress.
Spesso lo stolker è un ex partner e spesso le vittime sono donne di età compresa tra i 18 ed i 24 anni. Ma in generale sono le donne ad essere più frequentemente vittima di molestie o le professioni d’aiuto, quali medici, psicologi, infermieri.
Sono state individuate alcune tipologie di stolker:
- il risentito: desidera vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito, in cerca di vendetta.
- il bisognoso d’affetto: desidera una relazione e attenzioni amorose o amicali.
- il corteggiatore incompetente: scarsa o inesistente competenza relazionale espressa con comportamenti opprimenti, espliciti, aggressivi e villani.
- il respinto: in reazione ad un rifiuto.
- il predatore: desidera avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata.
Dietro lo stolker vi è spesso un quadro psicologico compromesso e i comportamenti messi in atto possono essere davvero rischiosi per la vittima, con seria preoccupazione per la sua incolumità.
Come per altre forme di vittimizzazione è allora importante imparare a riconoscere il problema, senza negarlo, e a difendersi.
Assume massima importanza il riconoscimento del problema, senza minimizzazioni rischiose ma con adozione di precauzioni; bisogna informarsi, conoscere il fenomeno, e attuare comportamenti in grado di scoraggiare lo stolker.
Può essere fondamentale dire NO, modificare le abitudini e le routine o i comportamenti altamente prevedibili, raccolgiere dati e prove per potersi rivolgere alle forze dell’ordine, denunciare.
Dal 2002 è presente in Italia l’Osservatorio Nazionale sullo Stalking, con scopo di monitorare, attuare progetti di prevenzione, e fare ricerca. Ad oggi il centro di ascolto ha seguito circa 3000 casi di stalking.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli-------------------------------------------------------------------------------------------

Io ho persino cambiato città ma lui continua … ora sembra più educato rispetto all’inizio ma è tutta scena, lo conosco so com’è fatto. Il tutto dura da 3 anni ed è un anno che non abito più a Milano. Nessuno sa dove abito se non i miei cari e sono felice così. Spero solo che presto o tardi si scocci di scrivere e di chiamare e di ottenere solo dei gran silenzi perchè non rispondo nè ai messaggi nè alle chiamate. Io consiglio di cambiare tutte le abitudini, dalla fermata dell’autobus, al bar della colazione per esempio… e poi se lui continua informate i carabinieri di cosa vi sta accadendo.Grazie.
Simona, January 22nd, 2009
Lucia, per prima cosa è importante non risultare prevedibili modificando le abitudini, questo anche se il persecutore abita a poca distanza da noi.
Inoltre bisogna mostrare un atteggiamento sicuro e risoluto; bisogna far presenti al molestatore le conseguenze delle sue azioni ; bisogna rivolgersi ad un legale e solo a persone di fiducia.
Infine minimizzando o tacendo il problema non lo si risolve.
Se possibile tenere traccia e prova delle azioni subite e fare denuncia.
dott.ssa Nicoletta Iurilli, December 5th, 2008
Ma come posso difendermi o cambiare le abitudini, se il molestatore è il vicino di casa e la sua villetta è a dieci metri dalla mia?
Lucia, December 5th, 2008
Le persecuzioni per essere definite stalking devono proseguire per un periodo minimo di 4 settimane e replicate per un numero minimo di dieci manifestazioni.
dott.ssa Nicoletta Iurilli, December 3rd, 2007