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03. Dec '07    postato in Home

Lo Stalking - introduzione al fenomeno

Recentemente è possibile evidenziare un cresciuto interesse per le forme di molestia, inseguimento e persecuzione, denominate Stalking, e per le conseguenze anche a lungo termine delle vittime.

Il termine inglese stalking indica persecuzioni,  appostamenti, tentativi di comunicazione ripetute e indesiderate ( lettere, telefonate, e-mail, sms ) capaci di attivare ansia e paura nella vittima che non riesce più a svolgere normalmente la propria vita.
Le vittime, posso sviluppare severe e croniche forme di ansia, disturbi del sonno, stress.

Lo stalker, ovvero colui che mette in atto le molestie, può essere un conoscente o un estraneo, e spesso si tratta di un ex-partner.

Possiamo distinguere due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking, ovvero  le comunicazioni intrusive (telefono, lettere, sms, e-mail, graffiti o murales) e i contatti (pedinare o sorvegliare, visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni).

Affinchè si possa parlare di stalking lo stalker deve agire verso una vittima scelta in base ad un investimento ideo-affettivo, su base reale o immaginativa; deve mettere in atto comportamenti ripetitivi, insistenti ed intrusivi, mediante comunicazione o contatto. Infine la stalking victim deve sviluppare uno stato di allerta, di emergenza e di stress.

Spesso lo stolker è un ex partner e spesso le vittime sono donne di età compresa tra i 18 ed i 24 anni. Ma in generale sono le donne ad essere più frequentemente vittima di molestie o le professioni d’aiuto, quali medici, psicologi, infermieri.

Sono state individuate alcune tipologie di stolker:

  • il risentito: desidera  vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito, in cerca di vendetta.
  • il bisognoso d’affetto: desidera una relazione e attenzioni amorose o amicali.
  • il corteggiatore incompetente: scarsa o inesistente competenza relazionale espressa con comportamenti opprimenti, espliciti, aggressivi e villani.
  • il respinto: in reazione ad un rifiuto.
  • il predatore: desidera avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata.

Dietro lo stolker vi è spesso un quadro psicologico compromesso e i comportamenti messi in atto possono essere davvero rischiosi per la vittima, con seria preoccupazione per la sua incolumità.
Come per altre forme di vittimizzazione è allora importante imparare a riconoscere il problema, senza negarlo, e a difendersi.

Assume massima importanza il riconoscimento del problema, senza minimizzazioni rischiose ma con adozione di precauzioni; bisogna informarsi, conoscere il fenomeno, e attuare comportamenti in grado di scoraggiare lo stolker.

Può essere fondamentale dire NO, modificare le abitudini e le routine o i comportamenti altamente prevedibili, raccolgiere dati e prove per potersi rivolgere alle forze dell’ordine, denunciare.

Dal 2002 è presente in Italia l’Osservatorio Nazionale sullo Stalking, con scopo di monitorare, attuare progetti di prevenzione, e fare ricerca. Ad oggi il centro di ascolto ha seguito circa 3000 casi di stalking.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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