Cyberbullismo - tipologie

Il cyberbullismo è un fenomeno che coinvolge tutta l’Europa, dove compagni ed insegnanti sono sempre più frequentemente oggetto del cyber-mobbing.
Il numero maggiore di vittime sono i compagni di scuola, soprattutto le ragazze; tuttavia il numero di insegnanti vittime dei loro stessi studenti è in costante crescita.
Il cyberbullismo lo abbiamo già definito in precedenti articoli, come l’insieme di atti di bullismo e di molestia effettuati tramite mezzi elettronici come l’e-mail, la messaggeria instantanea, i blog, i telefoni cellulari, i cercapersone e/o i siti web.
I giuristi anglofoni hanno introdotto una distinzione tra cyberbullismo e cybermolestia (cyberharassment), intendendo con il primo temrine le molestie tra minorenni, e con il secondo quelle che tra adulti o tra un adulto e un minorenne. Il termine cyberbullismo può comunque riferirsi ad entrambe le tipologie.
Il Cyberbullismo, che è importante ricordare spesso costituisce una violazione del Codice civile e/o del Codice penale, utilizzando i mezzi di comunicazione elettronici, consente al molestatore di mantenere l’anonimato ( anche se solo nei confronti della vittima, ma rintracciabile dalle forze dell’ordine ), di rendere difficoltosa la sua rintracciabilità e di non avere un luogo specifico d’azione, ma una completa assenza di limiti spazio-temporali. Vi è inoltre l’ipotesi che il molestatore senta meno il peso della propria condotta, della propria morale, grazie al "filtro" del mezzo utilizzato per le proprie azioni.
Nancy Willard, direttore esecutivo del centro per uso sicuro e responsabile del Internet ed autorità riconosciuta sulle edizioni relative all’uso sicuro e responsabile del Internet, ha proposto una distinzione tra vari tipi di cyberbullismo:
- Flaming: messaggi online violenti e volgari, spesso all’interno di un forum.
- Molestie ("harassment"): invio ripetuto di messaggi di insulto.
- Denigrazione: "sparlare" di qualcuno tramite pettegolezzi o voci per danneggiare la sua reputazione.
- Sostituzione di persona ("impersonation"): farsi passare per un’altra persona per spedire messaggi o pubblicare testi che compromettano la reputazione della vittima o le sue amicizie.
- Rivelazioni ("exposure"): pubblicare informazioni o immagini private e/o imbarrazzanti su un’altra persona.
- Inganno: ("trickery"); pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate in segreto.
- Esclusione: escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per ferirla.
- "Cyber-persecuzione" ("cyberstalking"): molestie e denigrazioni ripetute e minacciose capaci di generare timore significativo.
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Da " Guida dell’Educatore al Cyberbullying " di Nancy Willard (www.csriu.org/):
• Flaming. Online fights using electronic messages with angry and vulgar language.
• Harassment. Repeatedly sending nasty, mean, and insulting messages.
• Denigration. “Dissing” someone online. Sending or posting gossip or rumors about a
person to damage his or her reputation or friendships.
• Impersonation. Pretending to be someone else and sending or posting material to get
that person in trouble or danger or to damage that person’s reputation or friendships.
• Outing. Sharing someone’s secrets or embarrassing information or images online.
• Trickery. Talking someone into revealing secrets or embarrassing information, then
sharing it online.
• Exclusion. Intentionally and cruelly excluding someone from an online group.
• Cyberstalking. Repeated, intense harassment and denigration that includes threats or
creates significant fear.
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grazie Laura per questo commento interessante.
La comunicazione si avvale di un mezzo, che sia vocale o meno, dipende profondamente dalla stessa scelta del mezzo, ne viene condizionata e plasmata, portando ad una evoluzione continua. La questione è se si stia inaridendo…
Non molto tempo fa ho scritto un articolo sul tema degli sms e della comunicazione e trasmissione degli affetti ed emozioni via sms; l’osservazione facile è che il linguaggio stia perdendo in qualità e quantità, con frasi secche e veloci. Tuttavia l’oggetto contiua ad essere attuale, intendo quello del sentire, dell’amare…
allora la domanda diventa se dove vi sia intento comunicativo, vi sia anche comunicazione, magari efficace.
dott.ssa Nicoletta Iurilli, July 18th, 2007
Il bullismo è un fenomeno che si serve anche dei mezzi di comunicazione della società moderna e come tale spesso “viaggia” su canali elettronici. Un articolo molto interessante di Vittorino Andreoli, psichiatra, parla proprio della comunicazione tra i giovani che è diventata scarna e contratta ( uso frequente dei messaggi s.m.s). Una società improntata all’immagine e al raggiungimento di soli beni materiali, svilisce l’importanza della comunicazione che viene privata spesso del suo scopo principale, quello cioè che è il suo significato etimologico cioè ” mettere in comune”con l’altro pensieri, riflessioni e idee.
Laura Alberico, July 18th, 2007