Progetti

Progetto disagio scolastico e bullismo

"SE LO CONOSCI… LO AFFRONTI"
di Iurilli N. e Corbani M.

Scuola

Introduzione

Negli ultimi anni il termine bullismo è comparso frequentemente nelle cronache dei giornali e della televisione, presentando dei nuovi adolescenti, capaci di gravi condotte sociali e sempre più vittime di disagio e abbandono scolastico; i ragazzi sono sempre più bulli, ed il fenomeno interessa anche il nostro Paese.
I ragazzi sono esposti a pressioni sociali, necessità di adeguarsi a nuovi ruoli ed identità imposti troppo rapidamente, cui non hanno il tempo di abituarsi; la via d’uscita è allora offerta dal gruppo, che permette di scaricare le tensioni all’esterno, semplificandole.
Ecco allora che prepotenze, minacce, offese, maltrattamenti sono sempre più frequenti non solo nei luoghi di svago, ma soprattutto a scuola.
Il gruppo rappresenta una risposta immediata alla domanda di un’identità socio-ambientale tutta da costruire nel momento in cui si comincia ad uscire dalla famiglia e permette di vivere in maniera semplificata tensioni che non hanno il tempo di essere elaborate e che vengono scaricate all’esterno.
Mancando modelli di riferimento, i ragazzi sono spesso isolati durante l’adolescenza, incapaci di elaborare emozioni complesse, ed il bullismo diventa allora la tipica risposta anche in società apparentemente complesse, che sono invece molto semplificate sulla questione emozioni/ valori.
Nei compiti di sviluppo cui è chiamato un adolescente, l’influenza esercitata dai fattori biologici, così come quella esercitata dai fattori socioculturali, vengono quindi mediate dall’azione della famiglia e del gruppo dei pari e dai processi psicologici ed emotivi che si sviluppano nel corso delle interazioni sociali.
Famiglia e scuola ricoprono quindi il ruolo centrale di agenzie di socializzazione e perciò anche di mediazione fra bisogni, problemi, risorse e rischi in età evolutiva.
La scuola è proprio una delle agenzie che più possono collaborare alla prevenzione del disagio psichico e alla salute mentale, realizzando una funzione educativa che contribuisce quindi alla prevenzione primaria; contribuisce inoltre alla prevenzione secondaria, in quanto può svolgere azioni vicarianti o correttive di carenze ed errori pedagogici familiari.
La ricerca di nuovi equilibri nel rapporto io-altri può avviarsi in varie direzioni che sono sostenute in ultima analisi dall’aggressività.
Essa è spinta all’autoaffermazione ed energia motrice per un’evoluzione maturativa, ma può assumere anche manifestazioni impulsive e poco controllate, quindi afinalistiche o eterolesive Troviamo,quindi, atteggiamenti di inibizione, nella relazione con l’adulto e coi compagni, fino a comportamenti di aperto rifiuto come il pianto o la chiusura, fobie, somatizzazioni, indicatori che consentono ad insegnanti, genitori ed esperti di cogliere il disagio.
Il disadattamento scolastico che consiste essenzialmente nella difficoltà dell’ alunno a realizzare una positiva interazione con la scuola per l’intervento di condizioni psicologiche sfavorevoli, può essere considerato come il risultato della mancanza, o del progressivo venir meno della scuola, a promuovere la maturazione personale di ciascun alunno; l’alunno tende a progettarsi, e si realizza solo quando le persone con cui avviene una relazione lo aiutano a mutare e a percepire il proprio vissuto e la realtà scolastica, senza eccessivi contrasti.
La scuola dovrebbe presentarsi come un fattore primario intenzionalmente finalizzato alla educazione degli alunni in difficoltà,attraverso una concreta e armonica programmazione della attività didattica.
Ciò significa porsi in relazione con il disadattato senza consce o inconsce previsioni del suo fallimento. L’alunno in difficoltà percepisce e vive la dicotomia tra vita e scuola soprattutto nell’impossibilità a rispondere alle nuove richieste e nella percezione frustrante della vita scolastica. La sollecitazione all’ impegno e all’interesse in un clima di pedagogia relazionale è il fattore fondamentale per tendere ad una educazione tesa ad eliminare il concetto di disadattamento scolastico.

Target

Studenti delle scuole medie e superiori

Obiettivi

Gli obiettivi dei progetti di prevenzione del disagio rivolti agli adolescenti hanno l’obiettivo generale di sostenere un processo di crescita durante il quale possono presentarsi momenti di blocco e di crisi.
Per prima cosa si propongono di offrire occasioni di confronto fra gli adolescenti sui compiti evolutivi di questa fase dello sviluppo e sulle modalità prevalentemente utilizzate per affrontarli, quale è per esempio la propensione ad agire.
In secondo luogo, i progetti preventivi, si preoccupano di incentivare l’acquisizione di capacità che aiutino l’adolescente a proiettarsi nel suo futuro, a renderlo realizzabile.
Inoltre, tutelano i processi di separazione dalla famiglia attraverso l’individuazione di aree di progressiva autonomia.
Tali progetti si occupano anche del sostegno degli adulti significativi, funzionali alla crescita dei ragazzi, ovvero genitori, insegnanti, operatori del settore. Sul piano operativo, l’obiettivo è quello di potenziare la collaborazione tra le diverse agenzie al fine di elaborare e attuare un intervento a più livelli, nella scuola e nella comunità, con iniziative specifiche rivolte alle famiglie e ai singoli bambini in difficoltà.
• Scopo comune agli interventi a livello individuale, finalizzati ai bulli, è quello di far nascere nei bulli un senso di empatia verso le loro vittime, nonché di sollecitare la responsabilità individuale attraverso un processo senza attribuzioni di colpa. Una volta ottenuti partecipazione e azioni positive di responsabilità, il fine diventa quello di assistere i partecipanti nella risoluzione di situazioni problematiche,lavorare con un gruppo responsabile al fine di risolvere il problema e controllare infine i futuri sviluppi dell’intervento e continuare ad incoraggiare comportamenti positivi.
• Un importante obiettivo rispetto alle vittime è quello di fare da cuscinetto tra lo stress delle esperienze negative subite e i conseguenti problemi di salute che la persona può avere.
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progetto di orientamento scolastico – professionale

"IL MIO DOMANI"
di Iurilli N. e Corbani M.

Introduzione

L’orientamento consiste in attività di couseling psicologico, di bilancio personale e professionale, di valutazione del potenziale e di iniziative che si propongono intenzionalmente di migliorare determinate caratteristiche delle persone al fine di renderle maggiormente in grado di attivare autonomi e consapevoli processi decisionali.

In tal senso non si tratta tanto di informare e sostenere i ragazzi nella presa di decisione, quanto piuttosto di realizzare un’attività preventiva e educativa in grado di ridurre le cause che rendono difficile e problematica l’attivazione di una scelta.

Il problem-solving professionale comporta la presenza di elementi cognitivi, affettivi, comportamentali e relazionali e l’attivazione di una serie di processi che includono il riconoscimento di uno stato di indecisione, l’analisi delle sue cause, la formulazione e l’identificazione di azioni alternative ed infine la scelta di una di queste per raggiungere un più definitivo stato di decisione e di sicurezza soggettiva.

L’attività di orientamento dovrebbe essere quindi intesa come un insieme di attività finalizzate all’erogazione di aiuti a loro volta finalizzati a supportare la persona nelle operazioni di raccolta, processazione ed uso delle informazioni di tipo formativo e professionale e nella pianificazione e realizzazione delle sue decisioni, tenendo costantemente presente che sono sempre possibili modificazioni, adattamenti e riadattamenti successivi.

Sulla base di questa concezione di orientamento è evidente che non si possa obbligare qualcuno a partecipare alle attività che perderebbero completamente di validità ed attendibilità se svolte da persone poco motivate a farlo o che le percepiscano come minacciose o imposte.

Inoltre, trattandosi di strumenti per l’orientamento, è evidente che i diretti interessati non possano essere tenuti all’oscuro dei risultati e che quanto emerge dalle risposte che forniscono deve essere trattato in modo riservato e restituito attraverso colloquio o relazione personalizzata.

Target

Il progetto di orientamento “Il mio domani” si è rivolto agli studenti delle classi quinte del Liceo Socio-Psico-Pedagogico e del Liceo Sociale, sezioni annesse del Liceo Classico ‘Racchetti’ di Crema, sia che essi intendessero proseguire gli studi frequentando corsi di istruzione universitaria o di formazione post-diploma o che prevedessero di entrare nel mondo del lavoro.

Obiettivi

I principali obiettivi proposti da questo progetto sono stati la promozione della consapevolezza nella scelta formativa o professionale, la scoperta delle proprie attitudini e interessi, il sostegno dei ragazzi nella ricerca della propria identità personale e sociale, l’individuazione dei riferimenti che consentano loro una scelta consapevole ed infine l’offerta di una dimensione di progettualità, attraverso una corretta informazione riguardo i possibili percorsi scolastici e professionali.
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Progetto accoglienza scolastica

"CONOSCIAMOCI, VUOI?"
di Iurilli N. e Corbani M.


Introduzione

La scuola è una comunità eterogenea di individui che devono imparare a crescere nel rispetto reciproco in un ambiente che deve offrire loro opportunità per maturare ed esprimere le proprie potenzialità.
Attraverso il “ Progetto Accoglienza” la scuola si propone di favorire l’inserimento degli studenti nella nuova realtà con un atteggiamento di disponibilità, ascolto, apertura, accettazione, che contribuisca a trasmettere il senso di appartenenza all’istituzione, evitando in tal modo il generarsi negli studenti di ansie eccessive che potrebbero compromettere il proseguimento degli studi.
Spesso infatti i giovani celano stati d’animo e malesseri che la scuola deve poter affrontare con interventi specifici per suscitare le motivazioni da cui dipendono il successo o l’insuccesso scolastico, la voglia di impegnarsi o la rinuncia e il lasciarsi andare, la fiducia nelle proprie capacità o la disistima di sé, la noia.
La prevenzione e il controllo della dispersione scolastica, il raggiungimento del successo formativo da parte del maggior numero di alunni e la consapevolezza di operare, come scuola, all’interno di un sistema di formazione integrata contribuiscono, in tal senso, all’ottimizzazione dei processi (efficacia) e dei risultati (efficienza) del percorso formativo proiettando il sistema- scuola verso il raggiungimento della qualità.
Lo stesso diritto allo studio implica, infatti, sempre più il diritto alla buona qualità della vita scolastica, condizione indispensabile per l’efficacia e l’efficienza del servizio offerto.

Target

Il progetto si rivolge alle classi prime della scuola primaria e secondaria

Obiettivi

Facilitare l’inserimento degli studenti nella nuova realtà scolastica; favorire il passaggio da una step formativo al successivo; prevenire e contrastare i fenomeni del disagio e della dispersione scolastica; favorire una prima conoscenza e socializzazione all’interno della classe; far maturare la consapevolezza della scelta scolastica operata, anche attraverso l’espressione, da parte degli alunni, di aspettative e timori; favorire negli studenti un’immagine positiva di sè, l’autostima, la responsabilità personale per arrivare ad avere una visione positiva del percorso formativo scolastico.