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Psicologia

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10. Oct '08    postato in Home

La persona come sistema “aperto”

Il termine generico di sistema indica un insieme comunque complesso e ben determinato formato da un gran numero di elementi funzionali connessi tra loro per formare un tutto organico e fornire un determinato valore. I sistemi possono essere chiusi o aperti.

Il primo è caratterizzato da rigidità e fissità strutturale che non presuppongono trasformazioni e cambiamenti tali da alterare il contenuto e l’organizzazione dello stesso.

Il sistema chiuso è destinato alla disorganizzazione perché non scambia energia e informazioni con l’ambiente esterno.

La persona può essere considerata un sistema aperto perché gli scambi suddetti contribuiscono a mantenere lo stato del sistema oppure ad alterarne l’organizzazione e la complessità.

La persona quindi è un sistema autoregolato e autocostruito fuso nel contesto, essa dispone di processi cognitivi, rappresentativi e linguistici che sono soggetti a cambiamenti e tendono a modificare nel corso del tempo le caratteristiche del loro contesto. [… continua]


08. Oct '08    postato in Home

Bambini, ragazzi e uso del cellulare

L’uso del cellulare da parte dei giovanissimi è una realtà in costante crescita.

Solo negli Usa il 57% tredicenni possiede un telefonino e all’età di 17 anni, lo possiede il 91% delle ragazze.

Il dato significativo è il costante abbassarsi dell’eta’ media in cui gli adolescenti ricevono il primo telefonino.

Infatti, più della metà dai bambini della scuola primaria ne possiede uno.

Le ragioni di questo trend solo facilmente ricercabili nel bisogno di controllo dell’adulto, del genitore e nella volontà di adeguarsi ai pari dei giovani.

Il rischio è la delega del controllo al telefono da parte del genitore.  Si deve tener presente infatti che la maggior parte dei bambini che ne possiede uno dichiara di averlo per esseres empre rtintracciabile dai genitori.

La conseguenza è l’illusione di vicinanza e controllo diventando in realtà strumento di relazione con i pari.


06. Oct '08    postato in Home

Nuova quotidianità del vivere civile

Ricordo le parole di  un grande Magistrato:, “ Il discorso sulla sicurezza è diventato un’ossessione, ma non bisogna aspettarsi la soluzione dei problemi da un maggior numero di caserme ( io aggiungerei di carceri ), e sebbene sia giusta e congrua l’azione delle Forze dell’ordine, non dovremmo mai perdere di vista l’essere umano, la fragilità della vita umana".

Quando penso al carcere, mi viene in mente quel nobile russo dell’era zarista a nome Oblomov, di cui mi ha raccontato don Franco Tassone della comunità "Casa del Giovane ": era una brava persona, non fece mai male ad alcuno, tanto meno lo si sentì mai lamentarsi. Semplicemente, non faceva nulla, sopravviveva a se stesso, nel più totale disconoscimento del fare, così tutto ciò che gli apparteneva decadeva per usura del tempo e nell’introvabilità di una scelta.

Questo immobilismo è oggi denominato come la patologia dell’ oblomovismo.
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03. Oct '08    postato in Home, Bullismo, Recenti ricerche

Le ragazze per aggredire usano il pettegolezzo

Secondo un recente studio dell’universita’ dell’Arizona realizzato su 74mila casi, le femmine sarebbero aggressive esattamente quanto i maschi.

La differenza sta nel modo di esprimere questa aggressività che vede una preferenza, nelle femmine, dell’uso dell’aggressività verbale e dell’uso del pettegolezzo.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Child Development.

Le donne utilizzerebbero una forma di aggressivita’ indiretta meno evidente di quella fisica, ma altrettanto dannosa.

….

In certi casi, le azioni offensive possono essere perpetrate anche senza l’uso delle parole o del contatto fisico : beffeggiando qualcuno, con smorfie o gesti sconci, escludendo intenzionalmente dal gruppo o rifiutando di esaudire i suoi desideri.
Si parla in questo caso di bullismo indiretto.

Le femmine sono maggiormente esposte a forme di bullismo indiretto.
Il bullismo agito attraverso mezzi fisici è quindi più frequente nei maschi; le femmine adottano infatti modalità di molestia più sottili e indirette.


01. Oct '08    postato in Home

MI CALO E BASTA, LA VITA E’ TUTTA QUI

 
In discoteca, al pub, alla festa sulla spiaggia, la droga “cala”, e un’altra ragazza è stramazzata a terra, in coma, è morta.

Questa volta la causa del decesso è l’Mdma, meglio conosciuta come ecstasy.

E’ incredibile come dopo anni e anni di over-dose, di esplosioni chimiche, di implosioni biologiche, siamo qui a manipolare le parole, a violentare la ragione, a abusare della compostezza di una coscienza annichilita.

C’è una maledetta disinformazione che parte da una comunicazione sonnolenta, ripetuta senza scalfire alcuna emozione, spesso didattica, già vecchia, troppe volte elargita da cattedre impolverate che nulla consentono alla possibilità di liberare la libertà, nel senso di immaginare un percorso di vita denudato dai falsi miti e dalle false aspettative, soprattutto da quella falsa normalità, che maschera nei migliore dei casi una avvenuta dipendenza.

“Non mi calo” per essere contro, per trasgredire e stupire con rumore, “ mi calo” per essere [… continua]


29. Sep '08    postato in Home

La gravidanza gemellare

La gravidanza gemellare è un momento magico: parenti, amici e conoscenti sono lì a preoccuparsi della tua salute, si premurano di non farti stancare, vigilano sulla tua alimentazione, vanno a procurarsi la rarissima Mela Azzurra delle Ande direttamente dagli ultimi Toltechi che resistono ancora e sempre all’invasore, come gli abitanti del piccolo villaggio gallico di Asterix.

Ma la gravidanza gemellare è diversa da quella singola.
Ergo, una mamma gemellare (da non confondere con una bi-mamma qualunque) è diversa da una mamma singola.

Spesso i due mondi sono in silenziosa antitesi e una chiacchierata sulle quisquilie dell’allevare figli diventa presto una colta discettazione sui massimi sistemi.

In generale la mamma gemellare ha la meglio, non perché sia più intelligente ma perché nei momenti topici tira fuori termini tipo monoamniotica, bicoriale, feto-fetale, vanishing twin, o magari hatching, progesterone ed eparina, e tanto basta usualmente a stendere l’avversaria.

Poi, una [… continua]