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02. Apr '08    postato in Home, Recenti ricerche

Anticoncezionali fai da te tra i giovani

Tra i metodi fai da te, o meglio tra le bufale, vi sarebbero lavande vaginali a base di coca-cola, e poi rapporti sessuali rigorosamente in piedi o in acqua e preferibilmente di durata brevissima.

Ben il 30% degli adolescenti li userebbe e penserebbe che siano efficaci.

Sono i dati diffusi dai ginecologi italiani che, in occasione del Congresso europeo di ginecologia e ostetricia in corso a Lisbona, hanno messo in guardia contro la disinformazione.

Tra i rischi conseguenti quello di un aumento di gravidanze indesiderate e del ricorso all’aborto tra le giovani.

Si tratta di dati gravi se pensiamo che solo lo 0,3% delle under-19 avrebbe una buona educazione sessuale, il 26,5% sufficiente e ben il 72,9% scarsa.

Serve l’intervento della famiglia, che possa accompagnare un figlio verso una corretta informazione sessuale e l’assunzione di condotte protette e responsabili.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

27. Mar '08    postato in Home, Recenti ricerche

Punire non porta alti benefici

Punire non porta alti benefici.
Questo è il risultato di un interessante studio secondo cui il castigo sarebbe un comportamento messo in atto solo dai perdenti.

Nello studio, della Harvard University e pubblicato su Nature, i ricercatori hanno valutato le diverse reazioni di un gruppo di volontari ai quali è stato chiesto di giocare al "Dilemma del prigioniero", gioco che crea crisi tra gli interessi individuali e quelli del gruppo, e la cooperazione.

Lo studio ha rivelato che sono i perdenti a punire, mentre chi colleziona più punti al gioco tende invece a non punire mai.
Il comportamento punitivo infatti si associa a un vantaggio ridotto dal punto di vista individuale, e inesistente per la collettività; i vincenti quindi non punirebbero perchè potrebbe generare una spirale di vendetta, con conseguenze distruttive per tutte le persone coinvolte.

Il castigo, concludono i ricercatori, non è una buona strategia [… continua]

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

25. Mar '08    postato in Home, Recenti ricerche

Nel DSM V potrebbe entrare la dipendenza da internet

Nel prossimo Dsm, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder, viene proposto l’inserimento della dipendenza da internet, come un particolare tipo di disturbo compulsivo-impulsivo.

Il disturbo non è necessariamente legato all’essere online, quanto allo stare davanti a un personal computer per chattare, giocare, mandare e-mail, frequentare siti porno.

I criteri sono: un uso eccessivo, l’astinenza ( che provocherebbe rabbia, frustrazione, depressione), l’assuefazione ( desiderio di una permanenza sempre maggiore davanti al pc) e le ripercussioni negative sulla vita sociale e sulla salute del dipendente.

L’internet addiction è spesso associata ad altre forme di dipendenza.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

21. Mar '08    postato in Home, Recenti ricerche

Stress anti-apprendimento

Lo studio è stato condotto dalla Irvine School of Medicine.

I risultati indicano che anche le ansie quotidiane, evento specifiche, di breve durata, influenzerebbero negativamente alcune capacità cognitive; sembrerebbe infatti che anche i piccoli momenti di stress e di ansia danneggiano la comunicazione tra le cellule cerebrali alla base dell’apprendimento e della memoria.

L’esperimento è stato condotto su topi da laboratorio nei quali sono state osservate le modifiche indotte nel cervello dalla somministrazione dell’ormone che stimola la liberazione della corticotropina (CRH).

Questo ormone ha anche un ruolo come neurotrasmettitore, ed è coinvolto nella risposta agli stress e nella regolazione dei livelli di cortisolo.

Già nel 1998 i ricercatori avevano infatti osservato come le situazioni di stress cronico inducessero il rilascio di dosi eccessive di cortisolo, e come ciò fosse associato a una riduzione dell’ippocampo e a significativi danni alla memoria e alle abilità cognitive.

Cos’è lo stress?

Lo stress è una reazione [… continua]

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

03. Mar '08    postato in Home, Bullismo, Recenti ricerche

Ricerca dell’ Università Cattolica: un alunno su due vittima del bullismo

Secondo una recente ricerca condotta dall’ Università Cattolica nelle scuole elementari e medie di Milano e provincia, un alunno su due è rimasto coinvolto in un episodio di bullismo.
I dati allarmanti sono stati presentati in occasione del seminario organizzato dal Tavolo provinciale sul bullismo nell’ Istituto Bertarelli.
La ricerca è stata condotta su un campione di 430 studenti, e mette in luce l’incidenza, la gravità e la necessità di indagare il fenomeno ed intervenire in modo puntuale nelle scuole. 
Si tratta di entrare nel gruppo classe, di mettere in luce dinamiche, ruoli e figure, senza limitarsi al ruolo di vittima e bullo, ma indagando anche le altre figure che erroneamente appaiono marginali ma che influiscono in modo determinante sulle dinamiche come fattori di rinforzo; si tratta di aiutanti e spettatori grazie ai quali il bullo e le sue azioni trovano ragione [… continua]

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15. Feb '08    postato in Home, Recenti ricerche

Pet therapy contro il dolore

La Pet Therapy fu proposta per la prima volta nel 1961 dal neuropsichiatra infantile Boris Levinson che scoprì causalmente quale effetto benefico possa avere un animale su un bambino malato di autismo.

I benefici del rapporto e dell’interazione con l’animale sono particolarmente visibili nei bambini e negli anziani.

La validità delle terapie con animali è stata riconosciuta nel 2003 dal Ministero della Salute.

In particolare la Pet Therapy sembra adatta ad anziani, bambini autistici o con handicap motorio ed inoltre per disabili fisici e psichici.
Buoni risultati si sono ottenuti anche con pazienti con trauma spinale, ictus cerebrale, Alzheimer ed epilessia.

Anche in ambito oncologico sono iniziati progetti con animali con funzione di coterapeuta che intendono consentire, attraverso la relazione animale-paziente, un miglioramento nei livelli di autostima, sicurezza, qualità delle relazioni, abilità psicologiche e motorie.

Sicuramente questa relazione con l’animale abbassa i livelli d’ansia, e del dolore, riducendone la percezione, [… continua]

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli