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12. Jan '09    postato in Home, Bullismo, Recenti ricerche

La TV influenza i comportamenti adolescenziali

Uno studio pubblicato su Journal of Youth and Adolescence dimostra che la Tv vista da piccoli ha la capacità di influenzare i successivi comportamenti in età adolescenziale.

Se quanto visto da piccoli ha un forte carico di violenza può allora indurre comportamenti violenti in età adolescenziale.

Non è certo il primo studio che ha evidenziato un legame tra programmi Tv, internet, videogame e comportamenti giovanili.

Lo studio ha interessato 820 ragazzi delle scuole superiori.

Indipendentemente da altri fattori interni o esterni, quali un ambiente svantaggioso, fattori psicologici, clima familiare coercitivo, si evince un forte legame tra i programmi preferiti a sette anni ed atteggiamenti in età adolescenziale; al crescere della violenza contenuta nei programmi preferiti, aumenta l’inclinazione alla violenza nei ragazzi.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

13. Oct '08    postato in Home, Bullismo, Recenti ricerche

Bullismo giovanile: colpa degli ormoni?

Una recente  ricerca inglese dimostrerebbe che il comportamento antisociale dipenda da un deficit di cortisolo

I comportamenti antisociali sarebbero da attribuire alla presenza nel sangue di bassi livelli di cortisolo, l’ormone della risposta allo stress.

Di fronte a una situazione stressante, la secrezione di cortisolo nel sangue aumenta e l’ormone aiuta una persona a controllare le emozioni; questo processo sembrerebbe deficitario negli adolescenti.

Il bullismo giovanile sembrerebbe poter essere spiegato anche alla luce di un disturbo di tipo organico.

I ricercatori hanno studiato un gruppo di studenti ai quali hanno prelevato campioni di saliva, misurato i livelli di cortisolo sia in situazioni stressanti che non.

I ragazzi con comportamenti anti-sociali sono risultati carenti nella secrezione di cortisolo.

 

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

03. Oct '08    postato in Home, Bullismo, Recenti ricerche

Le ragazze per aggredire usano il pettegolezzo

Secondo un recente studio dell’universita’ dell’Arizona realizzato su 74mila casi, le femmine sarebbero aggressive esattamente quanto i maschi.

La differenza sta nel modo di esprimere questa aggressività che vede una preferenza, nelle femmine, dell’uso dell’aggressività verbale e dell’uso del pettegolezzo.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Child Development.

Le donne utilizzerebbero una forma di aggressivita’ indiretta meno evidente di quella fisica, ma altrettanto dannosa.

….

In certi casi, le azioni offensive possono essere perpetrate anche senza l’uso delle parole o del contatto fisico : beffeggiando qualcuno, con smorfie o gesti sconci, escludendo intenzionalmente dal gruppo o rifiutando di esaudire i suoi desideri.
Si parla in questo caso di bullismo indiretto.

Le femmine sono maggiormente esposte a forme di bullismo indiretto.
Il bullismo agito attraverso mezzi fisici è quindi più frequente nei maschi; le femmine adottano infatti modalità di molestia più sottili e indirette.

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10. Sep '08    postato in Home, Recenti ricerche

Depressione under 14 - media sotto accusa

Depresse a 14 anni, per colpa dei media. Questa l’accusa di un rececente studio inglese, sugli effetti dell’esposizione ai media nelle giovanissime.

Secondo uno studio inglese la responsabilità della pressione vissuta dalle giovani teeneger inglesi, depresse e provate dal senso di inadeguatezza è anche a carico dei modelli sessuali ed estetici proposti da riviste e web.

Lo studio britannico è stato promosso dalla Girlguiding britannica e dalla Mental Health Foundation.

I media promuoverebbero una crescita accellerata ed una maggior vulnerabilità, con spinte alla perfezione, alla magrezza, alla fama a tutti i costi.

Secondo il sondaggio "Generazione sotto stress?", a cui hanno partecipato circa 300 adolescenti, due ragazze su cinque, subito dopo aver letto una rivista o dopo aver visitato un sito, avvertono un senso di ansietà, disagio e depressione.

Il 42% delle giovanissime tra i 10 e i 14 anni è stato oggetto di offese o prevaricazioni, il 32% ha [… continua]

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

03. Sep '08    postato in Home, Recenti ricerche

Accademic heroes - i non copioni

Una recente ricerca ha definito "accademic heroes" i ragazzi che che evitano di copiare.

Secondo la ricerca sarebbero più coraggiosi, ottimisti e amabili con il prossimo.

Lo studio è stato condotto da Sara Staats, Julie Hupp ed Heidi Wallace, ricercatrici di psicologia della Ohio State-Newark University.

Gli cademic heroes rappresenterebbero solo il 20% degli studenti; ben l’80% copierebbe o avrebbe copiato almeno una volta nella carriera scolastica.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

27. Aug '08    postato in Home, Recenti ricerche

Baby Gang - Al Regno Unito la maglia nera

Spetta al Regno Unito la maglia nera europea per la forte presenza di baby gang e del fenomeno del bullismo.

Il fenomeno è presente tra i giovani con una percentuale del 48%.

I dati provengono da una indagine condotta su adolescenti dei 27 Paesi europei, promossa dalConsiglio Europeo nel 2008.

L’Italia con il 33% si colloca poco al di sopra della media europea del 32%.

Tra le motivazioni che spingerebbero a compiere atti di prevaricazione vi sono il colore della pelle, il modo di vestire, la disabilità, la differenza di genere in ordine decrescente di frequenza.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli