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28. Jul '08    postato in Home, Recenti ricerche

Sigarette - se accessibili aumentano rischio di fumo nei giovanissimi

 

Secondo uno studio apparso sulla rivista Annals of Family Medicine, i ragazzini che hanno facile accesso alle sigarette hanno conseguentemente più probabilità di cadere nel vizio, soprattutto se hanno coetanei fumatori.

Lo studio è stato finanziato dal Substance Abuse Policy Research Program (SAPRP) della fondazione americana Robert Wood Johnson, dedicato alla ricerca di politiche efficaci contro alcol, tabacco e droghe.

I ricercatori hanno intervistato 1195 alunni dodicenni.
Il campione era composto da ragazzini non fumatori e da ragazzini che ne consumavano meno di una alla settimana.
Il campione è stato seguito per quattro anni, nel periodo gennaio 2002 - febbraio 2006.

177 studenti hanno provato almeno una sigaretta e 109 sono diventati regolari fumatori.
Il dato significativo è che coloro che sono diventati fumatori regolari avevano segnalato un accesso facilitato alle sigarette e avevano almeno un amico fumatore.

Lo studio evidenzia quindi che bambini [… continua]

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

03. Jul '08    postato in Home, Recenti ricerche

Il vero rischio nell’usare internet? Farlo usare agli adulti!

Si fa un gran parlare dell’uso delle nuove tecnologie da parte dei giovanissimi. Ci si divide rispetto al fatto che faccia bene o che faccia male favorirne l’utilizzo. Si elencano i rischi.

Eppure, dai dati emersi dal rapporto dell’ organizzazione svedese no-profit Bris, sarebbero i figli a preoccuparsi dell’utilizzo da parte dei genitori.

Il rapporto si basa sugli oltre 1.800 casi di adolescenti che lo scorso anno si sono rivolti all’organizzazione svedese no-profit Bris (Barnens Rätt i Samhället),  che lavora per far rispettare i diritti dei minori ed offre loro aiuto o sostegno.

Emerge un numero sempre maggiori di ragazzini svedesi preoccupati da ciò che i genitori fanno online, raccontanto di visite a siti porno, scambio di immagini soft porno, chat, sesso virtuale.

Ciò che maggiormente spinge questi giovani a rivolgersi al servizio di aiuto e sostegno è il timore della separazione dei propri genitori.

Viene spontaneo chiedersi se questo [… continua]

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

27. Jun '08    postato in Home, Recenti ricerche

I giovani rischiano il sesso non protetto

E’ sempre più allarmante il trend dei giovanissimi che segna un aumento delle condotte a rischio ed in particolare del sesso non protetto con conseguente aumento di consumi della pillola del giorno dopo tra under 20 e delle infezioni sessualmente trasmesse.

Secondo un’indagine della Società Italiana di Ginecologia il 50% fa sesso non protetto.

L’indagine è stata condotta su 1.100 ragazze; una su tre ha vissuto la sua prima volta senza protezione, il 30 % non utilizza nessuna protezione,e il 20 % spera nel coito interrotto.

La pillola del giorno dopo è oggi diventata il contraccettivo di prima scelta, e le infezioni sessualmente trasmesse sono decuplicate.

Le infezioni sessualmente trasmesse vanno dal papilloma alla Chlamydia, cresciuta da a 10 volte negli ultimi 10 anni.

Secondo alcuni recenti studi, in Italia ci sarebbe ancora poca informazione riguardo la contraccezione e il sesso sicuro.

Come conseguenza aumentano gli aborti tra le adolescenti e [… continua]

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16. Jun '08    postato in Home, Recenti ricerche

Causa-effetto tra esposizione al metallo e violenza

Uno Studio dell’università di Cincinnati ha riscontrato un rapporto di causa-effetto tra l’esposizione al metallo e i crimini violenti, dovuti alla presenza di piombo nel sangue.

Le ricerche sono iniziate nel quinquennio 1979-1984, misurando il livello di piombo presente nel sangue di 379 gravide.

I nascituri sono stati poi sottoposti ad analisi nel corso dei primi sette anni di vita e a ventiquattro anni di distanza.

Il 55 % di loro era stato arrestato almeno una volta per reati violenti e la relazione più forte era con i crimini violenti, omicidi, violenze sessuali, rapine e possesso di armi da fuoco.

Anche una quantità minima di piombo nel sangue comporta implicazioni sul cervello e sul comportamento; sono infatti sufficienti 4 microgrammi per decilitro per osservare le suddette conseguenze e 5 microgrammi per decilitro per osservare un aumento del 50 per cento nell’incidenza di crimini violenti nell’età adulta.

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13. Jun '08    postato in Home, Recenti ricerche

Allarme bevande energetiche

Le bevande che mettono "le ali" sono accusate di indurre, dopo consumo eccessivo, a comportamenti sfrenati, sesso non protetto, abuso di sostanze, violenza.

I dati provengono da una ricerca dell’università di Buffalo che spiega come il consumo smodato di questo genere di bibite tra gli adolescenti favorirebbe la predisposizione a prendere rischi per la salute e la sicurezza personale.

Stesso effetto dell’alcol.

Spesso, queste bevande vengono consumate in associazione all’alcol,peggiorandone gli affetti a causa della capacità della di ritardare la sensazione di aver superato il limite.

Questo dato potrebbe essere in linea con i recenti ed allarmanti dati del boom di consumo della pillola del giorno dopo, segnale di comportamenti sessuali a rischio e non protetti; sembrano essere in linea anche con il costante aumento di consumo, anche tra i giovanissimi, di sostanze; sembrano essere in linea con la continua crescita di violenza dentro e fuori dalla scuola; [… continua]

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09. Jun '08    postato in Home, Bullismo, Recenti ricerche

Prof a rischio Burnout

Di recente abbiamo affrontato la questione del bullismo ai danni dei prof e sempre più frequentemente si incontrano insegnanti che hanno difficoltà ad affrontare il compito insegnamento, a gestire e relazionarsi in modo efficace con i nuovi giovani.

Ad S.O.S scuola, presente su questo sito, si rivolgono numerosi insegnanti che portano non solo difficoltà ma un vero e significativo disagio, capace di compromettere la qualità di vita e la salute psico-fisica.

I problemi psichiatrici rappresentano il 70% delle cause dell’abbandono scolastico dei docenti; un Burnout causato dal disagio psichico e dalla difficoltà di fronteggiamento della nuova realtà scolastica e giovanile.

Il dato emerge da uno studio, condotto dall’Anp (l’Associazione nazionale dei dirigenti e delle alte professionalità della scuola) in collaborazione con la fondazione Iard.

Su 774 richieste di inabilità al lavoro presentate da maestre e prof, metà (49,8%) era causata da patologia psichiatrica.

Oggi la percentuale di richieste di [… continua]

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli