Bullismo e dintorni
Il fenomeno del Bullismo.

Il fenomeno del Bullismo.

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Il fenomeno del bullismo sembra lievitare e ingigantire gli aspetti relazionali di prevaricazione.
Gli esperti dicono che bisogna distinguere il bullismo dagli atti delinquenziali ma certamente la derisione, le offese a danno dei più deboli sono l’anticamera per una violenza crescente e gratuita.
Ormai non esiste un’isola felice in cui questi fenomeni non si verificano perché dagli studi risulta che la distribuzione geografica e territoriale non ha preferenze.
Come per la droga il fenomeno tende ad essere una manifestazione spesso condivisa dal gruppo che assiste ai fatti più o meno incresciosi e non assume un atteggiamento critico né si schiera a difesa del più debole.
Sembra purtroppo che i giovani hanno inconsapevolmente assunto il ruolo di protagonisti in prima linea o di osservatori annoiati di fronte alla violenza verbale e fisica.
Il bullo quasi sempre spiega il suo comportamento come reazione alla noia e non [… continua]
» Postato da Laura Alberico![]()
Un fermo di routine della Polizia di Stato ha consentito il ritrovamento di un tirapugni sull’auto di un ragazzo da poco diventato diciottenne, un tirapugni per incontrarsi dietro l’angolo.
Forse non è il caso di farne un dramma, di esagerare con le parole, di mischiare quel che è successo con ciò che non è possibile prevedere, ma la mia esperienza, unita a quella di tanti altri ragazzi che faticando, lavorando, impegnandosi, ritornano a vivere nella Comunità Casa del Giovane, mi spingono a pensarla diversamente, a tenere ben presente il rischio che possa accadere l’irreparabile, ciò che nessun padre e nessuna madre vorrebbero succedesse al proprio figlio, cìò che un adolescente non riesce neppure a immaginare, la vita a perdere di qualcuno, la propria esistenza gettata in pasto a una cella lontana dalla propria famiglia.
Troppe sono le storie anonime che mi rammentano come nasce una tragedia, [… continua]
» Postato da visitatore![]()
Oggi le aggressioni passano attraverso Facebook, Youtube o i messaggini sms.
E’ il cosiddetto cyber-bullismo, fatto di email offensive e video caricati sul Web.
Da quanto emerso nella giornata europea per la sicurezza della Rete in un seminario organizzato a Cagliari dall’Assessorato comunale delle Politiche scolastiche e dall’Ifos (l’Istituto formazione sardo), tredici studenti ogni cento sono vittime di violenza ‘tecnologica’.
Secondo Peter K. Smith, docente all’Università di Londra e coordinatore dei progetti europei in materia di cyber-bullismo, 13 studenti su 100 siano vittime di vessazioni di coetanei perpetuate attraverso i nuovi media.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli.jpg)
In Gran Bretagna, alcuni siti sociali molto visitati dal pubblico giovanile stanno pensando di introdurre un pulsante contro i contenuti rischiosi.
Facebook e Msn potrebbero presto dotarsi di un pulsante di aiuto chiamato panic button, grazie al quale i minori possono segnalare la presenza di qualche sospetto predatore sessuale, oppure casi di cyberbullismo.
La necessità di un controllo sui contenuti passati dalla rete, e di protezione nei ocnfronti dei minori, lasciati spesso soli ad utilizzare internet, impone di trovare soluzioni immediate e veloci.
Non deve certo venire meno la supervisione e la disponibilità dell’adulto, ma è anche necessario consentire al consumatore stesso, il minore, di proteggersi.
Segnalare non esclude il rischio di una vittimizzazione e di un adescamento, ma è un primo passo verso un utilizzo più protetto di un mezzo diffuso come internet.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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Sono stato invitato a parlare in una scuola, da un giovane che qualche tempo fa ha svolto opera di volontariato nella Comunità Casa del Giovane, per partecipare a un dibattito sul tema della violenza e della giustizia, sul disagio che incancrenisce la società intera.
In un momento così atomizzato dalle incurie educative, occorre davvero incontrarsi e discutere, soprattutto parlare e ascoltare, e ancora dapprima ascoltare e poi parlare, senza lesinare attenzione all’educazione che scaturisce dal confronto, educazione alla pazienza, educazione al rispetto altrui, educazione alla propria passione e fede, che non può permettersi di ammaccare né emarginare alcuno, solo perché meno numeroso o rumoroso.
Il mondo dei giovani adulti non è poi così chiuso e concluso, neanche sono vittime sacrificali di un assolutismo che non c’è più, piuttosto nel chiedere aiuto agli altri, c’è tutta la volontà a leggere bene ogni riga del libro della vita, scorrerne [… continua]
» Postato da visitatore
Gli episodi di bullismo sempre più frequenti preoccupano gli enti preposti al suo monitoraggio e in particolare l’Osservatorio regionale permanente.
Prima di tutto bisogna fare una distinzione tra fenomeni indicatori del disagio relazionale e quelli che invece per determinate caratteristiche si configurano come atti di prevaricazione protratti nel tempo intenzionalmente da uno o più compagni (Olweus).
Prima dell’età di 6-7 anni non si può parlare di bullismo perché la personalità del bambino è in evoluzione costante e alcune manifestazioni dimostrano soltanto un campanello d’allarme di problematiche aspecifiche.
Dalla dichiarazione di Kandersteg del 2007 si rileva che 200 milioni di bambini sono abusati dai loro compagni e questo la dice lunga sul fenomeno che si allarga a macchia d’olio. In ambito psicologico il primo passo per prendere coscienza del problema è la descrizione del fenomeno, un approccio superficiale ma necessario per evidenziarne gli aspetti più importanti. [… continua]
» Postato da Laura Alberico