Favola : CHE LAVORO FA IL TUO PAPA’?

Oggi a scuola la maestra dà un compito un po’ speciale:
- Bambini, oggi parleremo del lavoro dei vostri papà. Sandrino, tu sai che lavoro fa il tuo papà?
- Mm…non lo so bene. Fa delle cose…
- Io, io lo so… – dice Valentina – il mio papà lavora con una borsa grossa così.
- Bello – dice la maestra – Ma cosa c’è dentro la borsa?
- Non ci ho mai guardato – dice triste Valentina.
- E tuo papà Matteo che lavoro fa?
- Torna sempre tardi che noi abbiamo già mangiato, ma non mi racconta mai cosa ha fatto.
- Invece il mio papà mi racconta sempre quello che ha fatto al lavoro – dice Pietro.
- Davvero? – dice contenta la maestra – E ieri che lavoro ha fatto?
- Ieri ha costruito un camion…- comincia Pietro.
- Ah! Forse è un meccanico – dice la maestra – o un ingegnere?
- No! – spiega Pietro – Ha costruito un camion, poi ci ha messo della terra e l’ha portata lontano in un prato grandissimo. Poi ha preso dei legni, dei mattoni e del ferro. Ha scaricato la terra dal camion e ha costruito una città intera, ma tutta piccola per i bambini come noi, piena di giochi e di casette per dormire, nascondersi e invitare gli amici. E poi…
- Ma sei sicuro? – chiede stupita la maestra.
- Sì, sì…e poi è tornato a casa ed era stanchissimo ma contento.
Il giorno dopo i bambini tornano a scuola e la maestra curiosa chiede a Pietro: - E ieri tuo papà che lavoro ha fatto?
- Ieri ha preso un sacchetto di semi ed è andato lontano su una montagna. Poi ha scelto un posto tranquillo e ha piantato i semi… una noce qui, una ghianda là. E sono cresciute tante, tantissime piante ed è diventata una foresta grandissima e tutti prendevano il pullman dalla città per venirci a giocare a nascondino e a fare i pic-nic. E poi…
- Pietro… sei il solito esagerato. – dice la maestra.
- No! E’ tutto vero – piagnucola Pietro.
- Chiedi meglio a tuo papà e quando avrai capito davvero che lavoro fa ce lo racconterai.
Passano alcuni giorni e una mattina ancora la maestra chiede a Pietro: - E allora Pietro hai chiesto a tuo papà che lavoro fa?
- Sì, sì…ieri il mio papà ha preso un pentolone grande così e poi ci ha messo dell’acqua, delle erbe, delle polveri magiche e poi ha mescolato tutto ed è uscito un drago enorme di tutti i colori che sputava fuoco e volava sopra la scuola e la bruciava tutta. E tutti i bambini uscivano nel prato contenti e non dovevano più fare i compiti e le maestre non dovevano lavorare. E poi…
- E poi basta! – urla arrabbiata la maestra. – Basta con queste bugie! Domani vieni a scuola accompagnato da tuo padre e poi vediamo se ti passa la voglia di venirci a raccontare tutte queste storie.
A casa, la sera, Pietro aspetta suo papà. Mangiano insieme e poi Pietro gli si avvicina e gli chiede timidamente: - Papà, cosa hai fatto oggi al lavoro?
- Ah, oggi ho bevuto una pozione magica che mi ha fatto diventare piccolissimo e sono entrato nella tana di un coniglio e dopo…
- Papà! – urla Pietro – Non è vero! Perché non mi dici davvero che lavoro fai? A scuola quando racconto quello che mi dici tu non mi crede nessuno, mi prendono in giro e la maestra si arrabbia.
Il signor Augusto, così si chiama il papà di Pietro, si fa tutto serio e sta un po’ a pensare.
Poi dice: - Pietrino mio, hai ragione. Ti racconto sempre delle grandi favole. La realtà è che io vado tutti i giorni in ufficio e lavoro al computer e scrivo tutto il giorno, chiuso da solo dentro ad una stanza. Scrivo delle storie per i bambini come te, ma non sono cose che mi succedono realmente. E alla sera sono così stanco che sono contentissimo di poterti raccontare le mie storie. Mi dispiace se ti ho creato dei problemi a scuola. Domani vengo con te e vedrai che risolviamo tutto.
Pietro ora è piuttosto triste. E’ deluso di non avere un papà magico come credeva prima, ma solo un papà che lavora tutto il giorno al computer. Va a letto e aspetta con un po’ di paura il giorno dopo: deve incontrare la maestra arrabbiata.
La mattina dopo Pietro arriva a scuola nascosto dietro al suo papà. La maestra si avvicina, stringe la mano al papà e gli chiede: - Allora… saremmo molto curiosi di sapere lei che mestiere fa, signor Augusto, visto che Pietro ci racconta sempre delle storie diverse e un po’ troppo fantasiose.
- E’ colpa mia. – dice il signor Augusto – Ho raccontato tutte quelle storie a Pietro perché mi vergognavo di dirgli che lavoro tutto il giorno scrivendo al computer, chiuso in un ufficio da solo. Ma a dirla proprio tutta non sono proprio bugie perché in realtà io scrivo storie per bambini, ogni giorno una storia diversa e la sera arrivo a casa e la racconto a Pietro come fosse una cosa che mi è successa davvero.
- Ah! Ma bello… avete sentito bambini? Il papà di Pietro scrive delle storie per bambini come voi!
- E come si fa a scrivere le storie? – chiede curioso Paolino.
- Mah…è abbastanza facile. – dice il signor Augusto – Si può fare in tanti modi e ognuno può inventare un modo suo di scrivere storie.
- C’insegnerebbe anche a noi a scrivere le storie per piacere? – chiede Valentina.
- Volentieri. – dice il signor Augusto.
- Vi insegnerò un trucco che mi ha spiegato un signore molto vecchio tanti e tanti anni fa, quando voi non eravate ancora nati. Allora. Si prendono tanti fogli, uno per uno. Ognuno scrive sul foglio il racconto di una cosa che gli è successa, che ha sentito raccontare da qualcuno, anche dalla televisione o dalla radio. Una cosa che gli è successa, oppure un sogno, anche una cosa strana a cui non crederebbe nessuno. Poi si taglia il foglio in tante striscioline, ognuna con scritto una frase di racconto. E poi si mischiano le striscioline di tutti e si mettono in un grande sacchetto.
Adesso ognuno di voi pesca una strisciolina. Poi ognuno legge la sua frase e vediamo che storia viene. Proviamo, dai.
Tutti insieme provano a fare delle storie come ha detto il papà di Pietro e la mattina passa velocemente e in allegria.
Alla fine della giornata la maestra saluta il signor Augusto, felice di aver risolto il mistero. Tutti i bambini corrono a casa contenti, molti di loro convinti che da grandi scriveranno storie per bambini.
Pietro è finalmente felice perché la maestra ha scoperto che le sue non erano bugie e poi perché è molto fiero di avere un papà che lavora tutto il giorno al computer e la sera gli racconta tutte quelle storie meravigliose.
Ma lui da grande vuol fare l’astronauta!
Agostino Buzzetti nasce a Bergamo il 27/08/1974. Dopo studi letterari si dedica allo studio dell’arte. Nel frattempo scrive diverse fiabe per bambini partecipando a diversi concorsi nazionali. La favola "Che lavoro fa il tuo papà?" è infatti stata premiata al concorso "Un Roero da Favola" con la pubblicazione in una antologia.
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