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26. Jun '09    postato in Home

“The first Fall” - nuovo video della collezione Calvarium di Hagackure

“The first Fall” è il nuovo video della collezione Calvarium di Hagackure, progetto tutto italiano ideato e prodotto da Giuseppe Pisasale, che in meno di un anno ha coinvolto, emozionato, attratto e scandalizzato il mondo, con l’introduzione di un nuovo linguaggio artistico, un intelligente connubio di codici hacker e stimolazioni visive, in grado di formalizzare e concretizzare a livello inconscio un elegante studio delle paure e delle frustrazioni umane.

“The fisrt Fall” è la riuscita espressione di un inaspettato e scomodo format video-comunicativo che affianca programmate discontinuità visive, stimolazioni e richiami inconsci, ad una combinazione quasi ipnotica di tracce audio dissociate, frutto di una sperimentazione non sufficientemente lontana dalle fin troppo temute tecniche binaurali.

La frammentarietà delle sequenze sceniche dà vita ad un nuovo codice visivo che, deragliando dai binari della logicità della successione, innesca un processo psichico che deroga dalla legge del prevedibile e si affida unicamente all’apprendimento inconscio.
Il suono, in grado di stimolare in maniera mirata i due emisferi celebrali, evidenzia e ricalca la netta lacerazione tra l’esame morale e l’impulsività, creando un dimensione di sincera emotività a scapito dei timori razionali.
Il risultato è la sospensione di ogni processo cognitivo che lascia spazio all’interpretazione dell’ambivalenza dei pensieri e dei simboli comportamentali; richiami che riaffiorano dalla più pura rappresentazione del mondo che si staglia, immensa ed onnipotente nella solitudine che mesta riesuma i più profondi abissi dell’anima.

“The first Fall” concettualizza, in maniera incisiva e naturale, come l’anima irrazionale interpreta alcuni turbamenti o ignote malinconie tipiche della solitudine fino ad amplificarle e esteriorizzarle come inizio, primo passo, per l’appunto “prima caduta”, di alcuni umani disturbi e devianti propensioni.

Nell’opera, come se le costruite stimolazioni non fossero sufficientemente in grado di consacrare e rappresentare in pieno lo stile unico e inavvicinabile di Hagackure, non mancano gli elementi inconfondibili ed esclusivi della sua firma:  richiami orientaleggianti per la conferma di una oggettività comunicativa e di ricerca tanto intima  quanto universale, e, soprattutto, sequenze di dati, frutto illecito dell’opera di un hacker, che ruba dalla rete conversazioni di altri come concreta conferma e conforto all’esistenza del dolore; illegale e bandita provocazione che aggiunge un stimolazione semantica alla decodifica dell’input emozionale del video.

Per la realizzazione del video Giuseppe Pisasale, si è avvalso, oltre che della costante presenza di R.Giansiracusa (artPR e coordinatrice di Hagackure) e del pittore A.Latina (responsabile dei quadri di Hagackure), di un gruppo di artisti emergenti: M.Garro, S.Puccio e S.Spagnuolo, appartenenti all’associazione artistica la bottega delle luce, impegnata nella ricerca e nella rappresentazione dell’emotiva umana attraverso l’istintività dei comportamenti racchiusi nelle antiche radici culturali o nel misticismo abitudinario di piccole comunità.
La musica, è stata composta ed eseguita, come i precedenti lavori di Hagackure, da Antonio “OOL” Pisasale, musicista emergente, sperimentatore e ricercatore di nuove dimensioni sonore.
L’attrice è una modella non professionista siciliana, C. Marra.

      Scritto da G.Pisasale e R. Giansiracusa

=========== presentazione Progetto ==============

Progetto artistico, ideato e prodotto da Giuseppe Pisasale, unico nel suo genere, che ha la peculiarità di aver introdotto, in maniera del tutto inaspettata nel mondo dell’arte, un nuovo linguaggio comunicativo, che è il risultato del preciso ed elaborato intreccio di codici sorgenti hacker (funzionanti e ai limiti della legalità) e tratti grafici a forte impatto subliminale.
Un connubio quindi di intelligenza e istinto completamente dedicato allo studio dei dolori e delle frustrazioni della solitudine, un linguaggio graditamente espressivo che racchiude una serie di provocazioni informatiche, artistiche, psicologiche che quasi mai passano inosservate.

Il progetto, Hagackure, in nemmeno un anno di vita, è stato incredibilmente apprezzato nel campo dell’arte moderna, soprattutto all’estero (il sito risulta visitato da oltre 30 nazioni estere), e come confermato dalle varie mostre (Roma, New York, Mosca, Sofia, Parigi, Praga,ecc).
Oltre a blog internazionali e riviste specializzate, il progetto è stato trattato anche da numerosi blog italiani, sia naturalmente blog di cultura e spettacolo, che blog di psicologia e anche Hi-tech, insolite ma pregiate vetrine per un progetto artistico; oltre ai blog naturalmente diverse riviste specializzate e quotidiani.

Il nome Hagackure è l’incontro tra "hagakure" che è l’essenza del samurai puro e l’anagramma di  "hacker", entrambi esternalizzazioni di due mondi completamente agli antipodi che però lottano contro le stesse frustrazioni mentali.
Il connubio degli opposti è proprio il filo conduttore artistico sperimentale della mia ossessiva ricerca espressiva.

La prima collezione di dipinti ad olio, si chiama "solitude 08", studia e dimostra la più intima solitudine  attraverso l’evoluta rabbia e gli umani istinti degli hacker , ed è il segno evidente che il progetto ha alla base una precisa, innovativa  e provocatoria ricerca interiore e una forte componente psicologica (tanto da scomodare e trasformare psicologi in critici).

La prima collezione di opere di videoart si chiama “Calvarium”, e “The first Fall” è il primo video.
(In passato è stato prodotto un altro video indipendente: “Reset”)

……

Intervista a Giuseppe Pisasale

1)      il tema della solitudine si declina in varie forme nella società
odierna…il progetto come utilizza il tema? è una denuncia

 

La solitudine per me è una grande ispiratrice di sensazioni, le amplifica, le trasforma, le valorizza; il percorso artistico-emotivo  finora fatto da Hagackure si basa molto sul tema della solitudine, e la analizza, tra tutte le possibile sfaccettature con cui la vita odierna  la presenta, da due punti di vista completamente, istintivamente e apparentemente opposti: il punto di vista del samurai e quello dell’hacker.

In realtà la solitudine, secondo me è uno stadio così interno alla psiche, all’essenza dell’uomo, che è comune ad ogni essere indipendentemente dal suo stile di vita o dalla sue propensione culturale.

Proprio quindi dalle sensazioni comuni a questi due mondi che hanno esternalizzazioni  comportamentali diametralmente opposit, nasce il cuore, il nome, la linea di ricerca di Hagackure.

La prima collezione di quadri si chiama per l’appunto “solitude 08”, perché studia, rappresenta e presenta varie fasi e vari disturbi o esigenze della solitudine, vista appunto come senza ione comune, e pertanto nel pieno della conferma si una ricerca di oggettività dell’espressivita intima umana.

Anche la collezione delle opere di videoart, “Calvarium”, riprende con la stessa ossessiva e spastica ricerca di epressione e comunicazione incoscai, il tema della solitudine.

Il primo video , “ the first fall”, ad esempio dimostra come da alcune sensazioni o maluomori della solitudine, scaturiscano poi dei disturbi, delle malizie, dei comportamenti più gravi. Quindi le difficoltà della solitudine rappresentano il primo passo, la prima caduta (da qui il titolo del video), verso alcuni problemi della societò di oggi.

Lo studio di Hagackure  è sicuramente una forma di denuncia, o più che denuncia, di auto-denuncia, nel senso che Hagackure, attraverso l’uso di un linguagigio in grado di stimolare l’inconscio più che l’emisfero razionale, fa uscire determinate sensazioni solo a chi veramente le sente, le ha provate, o non sa di averle, quindi è un richiamo interiore, una provocazione e un stimolo a ciò che si ha dentro.


2) cosa significa essere soli nel 2009…e come le nuove forme di comunicazione
complicano o semplificano la solitudine?
Essere soli oggi è come essere soli anche mille anni fa, proprio come ho detto prima, le sofferenze sono le stesse, che sia a soffrirne il duro samurai o il furbo hacker.

Naturalmente la società in cui si vive aiuta o condiziona i rapporti umani.

Non saprei dire se le nuove forme di comunicazione complichino o no, perché dipende molto dalla persona.

Le nostre opere comunque esaltano, lasciando come al solito la chiave interpretativa al soggetto che osserva, il contrasto tra la voglia di usare la comunicazione per ricontattare gli altri vincendo le paure che uno ha, oppure semplicemente per vedere gli altri restandosene in disparte e quindi confortando le proprie paure: nel primo caso ovviamente le forme di comunicazione sono una salvezza, nell’altro invece sono in grado di fare un danno tremendo.

Le nostre opere giocano molto su questo fattore, l’hacker vince la propria solitudine con delle rivincite a distanza grazie alla rete, così come il samurai le vince uscendo dal proprio dojo perché non vedendo nessuno ne ha l’esigenza, altre volte invece l’hacker si conforta a vedere gli altri e non esce nel mondo, mentre il guerriero rimane completamente solo perché non sa come sono e come si comporterebbero le persone fuori.

Paradossi e stimolazioni che sono la fonte principali e la peculiarità delle provocazioni di molte nostre opere.

 

3) sperimentare nuovi linguaggi significa promuovere un cambiamento
culturale…questa esigenza da cosa nasce?

Bhe diciamo che cambiare approccio comunicativo può essere dovuto a migliaia di ragioni, l’esigenza che ha portato Hagackure ad elaborare forme comunicative completamente nuove e inaspettate è il frutto di diversi fattori, primo fra tutti, il voler amalgamare esperienze e filosofie culturali completamente agli antipodi, con la voglia di valorizzarli allo stesso modo e soprattutto di trovarne il punto comune.

In ogni cosa partiamo sempre da punti totalmente opposti e raggiungiamo poi un punto comune, quello per noi è ciò che se rappresentato può essere compreso oggettivamente da molti.

Di conseguenza il tutto è venuto da solo, ho semplicemente messo in un contenitore due esperienze diverse quella del programmatore e quella marziale, e mischiato con animo e cuore, ed il risultato è stato particolare per il semplice fatto che il contenitore era la mia vita, la mia esperienza, la mia anima.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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