DALL’ALTRA PARTE DELLA STRADA

La strada è affollata, i negozi aperti, una giornata di festa, dove il tempo a disposizione finalmente non è tiranno, non corrode la possibilità di camminare lentamente, consentendo agli occhi di vedere ciò che accade intorno.
Il marciapiede non è di quelli stretti, possono transitarci comodamente tre pedoni, una coppietta mano nella mano è costretta a fermarsi, innanzi a loro c’è un capannello di ragazzi che sbarra il passo, parlottano e ridacchiano, mani in tasca e gambe larghe.
I due giovani chiedono sottovoce di potere passare, educatamente interrogano il gruppetto dei nuovi “frontalieri”, ma questi persistono a comandare alle orecchie di non udire, al corpo di informare quelli dietro del pericolo incombente.
Dall’altra parte della strada osservo la scena, la coppia retrocede qualche passo, stralunata si guarda intorno, poi riprova a superare l’ostacolo, ma non resta che la ritirata strategica, la fuga come salvezza al famigerato diverbio che [… continua]
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