La valenza dell’aggressività

In passato, milioni di anni fa, l’uomo primitivo ha dovuto affrontare situazioni che mettevano a rischio la sua sopravvivenza; l’aggressività contro gli animali e i propri simili rappresentava un mezzo necessario per poter adattarsi alle situazioni più varie che mettervano a dura prova la sua vita.
Konrad Lorenz, padre dell’etologia, afferma che "la pulsione aggressiva è un vero istinto, indirizzato prima di tutto alla conservazione della specie".
Il meccanismo di selezione naturale ha determinato, nel corso degli anni, la sopravvivenza del più adatto, di colui cioè che è riuscito a usare l’aggressività, puntando le armi, fisiche e psicologiche, per un fine sociale.
Per questo motivo le prime società dei nostri lontani antenati hanno dovuto difendere il proprio territorio e cambiare le proprie abitudini passando da una vita prevalentemente nomade a una stanziale.
Oggi, nella società moderna, l’aggressività può essere paragonata a un boomerang, un’arma cioè che si ritorce contro la stessa persona che la utilizza.
La comunità degli uomini tende alla frammentazione e non esiste più il valore adattativo della sana aggressività ; questo istinto naturale ha cambiato radicalmente il suo orientamento indirizzando le sue pulsioni sempre verso i simili ma, cosa molto importante, non migliorando la sopravvivenza nè le regole sociali su cui si basa la cultura.
L ‘aggessività dell’uomo moderno è repressa e spesso esplode in forme irrazionali e ingiustificate come riportano le cronache quotidiane.
L’istinto aggressivo sembra aver perso la sua valenza adattativa e conservativa e rischia di disgregare e danneggiare gli stessi rapporti sociali e le istituzioni che l’uomo stesso ha creato nel corso della storia.
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L’emozione di rabbia e l’agito aggressivo predispongono l’individuo alla difesa della sopravvivenza, all’attacco.
Ciò ha origini nell’evoluzione della specie, in primis animale.
La nostra è una cultura che muove molti dei sui sitemi sui meccanismi competitivi ed antagonisti.
Diventa facile sperimentare emozioni quali rabbia, vergogna, ansia e cadere nell’agito aggressivo ed ostile.
dott.ssa Nicoletta Iurilli, March 31st, 2008