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31. Mar '08    postato in Home

La valenza dell’aggressività


 
In passato, milioni di anni fa, l’uomo primitivo ha dovuto affrontare situazioni che mettevano a rischio la sua sopravvivenza; l’aggressività contro gli animali e i propri simili rappresentava un mezzo necessario per poter adattarsi alle situazioni più varie che mettervano a dura prova la sua vita.

Konrad Lorenz, padre dell’etologia, afferma che "la pulsione aggressiva è un vero istinto, indirizzato prima di tutto alla conservazione della specie".

Il meccanismo di selezione naturale ha determinato, nel corso degli anni, la sopravvivenza del più adatto, di colui cioè che è riuscito a usare  l’aggressività, puntando le armi, fisiche e psicologiche, per un fine sociale.

Per questo motivo le prime società dei nostri lontani antenati hanno dovuto difendere il proprio territorio e cambiare le proprie abitudini passando da una vita prevalentemente nomade a una stanziale.

Oggi, nella società moderna, l’aggressività può essere paragonata a un boomerang, un’arma cioè che si ritorce contro la stessa persona che la utilizza.

La comunità degli uomini tende alla frammentazione e non esiste più il valore adattativo della sana aggressività ; questo istinto naturale ha cambiato radicalmente il suo orientamento indirizzando le sue pulsioni sempre verso i simili ma, cosa molto importante, non migliorando la sopravvivenza nè le regole sociali su cui si basa la cultura.

L ‘aggessività dell’uomo moderno è repressa e spesso esplode in forme irrazionali e ingiustificate come riportano le cronache quotidiane.

L’istinto aggressivo sembra aver perso la sua valenza adattativa e conservativa e rischia di disgregare e danneggiare gli stessi rapporti sociali e le istituzioni che l’uomo stesso ha creato nel corso della storia.
 

» Postato da Laura Alberico
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