Lo stress e lo stress cronico
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Tutti noi usiamo comunemente la parola stress quando ci sentiamo in difficoltà e con risorse in esaurimento sul lavoro, nello studio, pieni di impegni familiari ed extra familiari.
Ma che cos’è lo stress?
Si tratta sostanzialmente di una risposta di adattamento dell’organismo ad un cambiamento che può essere fisico o psichico.
Quando ci si trova in una situazione in mutamento ecco che tentiamo di reagire al segnale di allarme che il corpo ci invia e attraversiamo una transitoria fase di stress.
Alla normale fase di rilassamento, un corpo esposto a cambiamento risponde con uno stato di allarme, una successiva fase di tensione e di reazione; apprare evidente che il prolungarsi di una di queste fasi non porta alcun beneficio all’organismo e potrebbero anzi seguire tensione emotiva, affaticamento e disturbi del sonno.
Se la condizione di stress è persistente o troppo prolungata possono anche esservi conseguenze gravi e danni fisici; si parla in questo caso di stress cronico.
Lo stress cronico causa frequentemente affaticamento, insorgenza di malattie, caduta di capelli, acne, variazioni ormonali, irregolarità mestruale, tachicardia, dolore al petto, ipertensione, infarto, asma, iperventilazione, colon irritabile, diminuzione del desiderio sessuale, eccessiva sudorazione, tricotillomania.
La persona può presentare inoltre difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, facilità al pianto, depressione, attacchi di ansia, disturbi del sonno, dolori muscolari, diarrea, crampi allo stomaco, difficoltà ad esprimersi, frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione mentale, irritabilità.
A lungo termine le principali conseguenze possono essere la mancanza di tono ed energia, stanchezza, difficoltà di concentrazione, difficoltà di riposo.
Ciò che differenzia quindi due persone sotto stress è la loro capacità di rispondere agli stressor, ovvero ai fattori stressanti, ai fattori di cambiamento, con ripresa rapida dell’omeostasi ( equilibrio ) o incapacità di coping ovvero di fronteggiamento e sviluppo di cronicità.
Saper far fronte a, reagire allo stress non è semplice e diversi fattori intervengono come facilitatori o fattori di rischio, come per esempio l’età, il tempo di reazione e il tempo richiesto dall’evento per ottenere un adattamento adeguato.
Inoltre più un evento è prevedibile, conosciuto e non particolarmente grave, maggiore è la probabilità di un buon adattamento.
Più un soggetto è rigido, maggiore è la probabilità di non saper rispondere in modo adeguato agli stressor.
La maladattatività può portare a quadri clinici con sintomi emotivi o comportamentali tali da causare sofferenza soggettiva e una significativa compromissione nel funzionamento sociale e lavorativo del soggetto.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli-------------------------------------------------------------------------------------------

Lo stress può essere distinto in “distress” ed “eustress”. Il primo è sicuramente uno sforzo di adattamento a situazioni critiche che determina conseguenze negative per lo stato generale di salute. Il secondo, invece, risulta funzionale alle varie situazioni in cui l’individuo viene a trovarsi ed è compatibile e quasi necessario quando deve agire operando scelte che a volte richiedono flessibilità e adattabilità
Laura Alberico, March 1st, 2008