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18. Feb '08    postato in Home

Binge Eating Disorder - Disturbo da Alimentazione incontrollata

Il Binge Eating Disorder, ovvero Disturbo da Alimentazione Incontrollata,  viene diagnosticato in persone che di solito sono in sovrappeso e che manifestano alcuni sintomi di patologia del comportamento alimentare, senza però rientrare nella diagnosi di Bulimia Nervosa, e presenta:

  •  Abbuffate simili a quelle presenti nella Bulimia Nervosa oppure frequenti pasti o spuntini nel corso della giornata. I pasti possono essere più o meno consistenti, ma si susseguono in continuazione;
  • Assenza di vomito compensatorio, motivo per cui le persone che soffrono di BED tendono con il passare dei mesi e degli anni ad evolvere verso forme di obesità di grado estremamente variabile;
  • Presenza di un senso di vergogna, ma non di colpa, per il fatto di non riuscire a controllare la propria alimentazione.

Perché si possa parlare di Binge Eating Disorder occorre che le abbuffate avvengano almeno due volte alla settimana, per un periodo di almeno sei mesi, indipendentemente dallo stimolo della fame, in solitudine, senza gratificazione e senso di colpa e senza meccanismi di compensazione, tipici della bulimia, quali vomito, lassativi, esagerato esercizio fisico.

Il fatto che non vengano messi in atto meccanismi compensatori rende il soggetto in netto sovrappeso; il Binge Eating Disorder sembra colpire il 2-3% della popolazione, ma il 30% degli obesi. In genere non colpisce adolescenti, ma soggetti fra i 30 e i 40 anni.

Il BED è presente nell’1-4% dei soggetti obesi e nel 20-30% degli obesi che richiedono un trattamento specialistico per la loro obesità e la probabilità di soffrire di un BED pare aumentare con l’aumentare della gravità dell’obesità dell’individuo.

Il binge eater nel momento dell’abbuffata riesce a valutare solo il beneficio momentaneo dato dal cibo, che viene usato come valvola di sfogo per allontanare sentimenti di rabbia o frustrazione, ma non è in grado di ragionare sulle conseguenze a lungo termine del suo comportamento, che quasi nella totalità dei casi porta ad un’evitabile aumento di peso, che a sua volta, può essere l’esordio di ulteriori patologie quali ansia e depressione.

Nei soggetti BED è frequente la presenza di un quadro psicologico problematico caratterizzato dalla depressione, dall’insoddisfazione corporea e da un comportamento alimentare variamente disturbato.
Negli obesi BED i disturbi dell’umore e altri quadri psicopatologici sembrano essere presenti in circa l’80% dei casi.

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Criteri diagnostici per il Disturbo da Alimentazione Incontrollata o Binge Eating Disorder (BED) -  DSM IV

1. Episodi ricorrenti di abbuffate compulsive. Un’abbuffata compulsiva è definita dai due caratteri seguenti (entrambi necessari).
a. Mangiare,in un periodo di tempo circoscritto (per esempio nell’arco di due ore), una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo in circostanze simili.
b. Senso di mancanza di controllo sull’atto di mangiare durante l’episodio (per esempio sentire di non poter smettere di mangiare o di non poter controllare cosa o quanto si sta mangiando).

2. Gli episodi di abbuffate compulsive sono associati ad almeno tre dei seguenti caratteri:
- Mangiare molto più rapidamente del normale;
- Mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di troppo pieno;
- Mangiare grandi quantità di cibo pur non sentendo fame;
- Mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite;
- Provare disgusto di sé, depressione o intensa colpa dopo aver mangiato troppo.

3. Le abbuffate compulsive suscitano sofferenza e disagio.

4. Le abbuffate compulsive avvengono, in media, almeno due giorni la settimana per almeno sei mesi.

Il disturbo non si riscontra soltanto nel corso di anoressia o di bulimia nervosa.

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L’espressione Binge eating è stata inventata da Hyman Cohen, professore di liceo in cura presso Stunkard per un problema d’obesità. Può trovare la traduzione italiana con "abbuffata compulsiva", anche se letteralmente, significa cedere alla tentazione di mangiare. Oggi giorno, è usata in medicina e in psichiatria per definire uno stimolo e per comporre il nome di una diagnosi, ossia il Binge Eating Disorder (Disturbo d’Alimentazione Incontrollata).

  

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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