Pet therapy contro il dolore

La Pet Therapy fu proposta per la prima volta nel 1961 dal neuropsichiatra infantile Boris Levinson che scoprì causalmente quale effetto benefico possa avere un animale su un bambino malato di autismo.
I benefici del rapporto e dell’interazione con l’animale sono particolarmente visibili nei bambini e negli anziani.
La validità delle terapie con animali è stata riconosciuta nel 2003 dal Ministero della Salute.
In particolare la Pet Therapy sembra adatta ad anziani, bambini autistici o con handicap motorio ed inoltre per disabili fisici e psichici.
Buoni risultati si sono ottenuti anche con pazienti con trauma spinale, ictus cerebrale, Alzheimer ed epilessia.
Anche in ambito oncologico sono iniziati progetti con animali con funzione di coterapeuta che intendono consentire, attraverso la relazione animale-paziente, un miglioramento nei livelli di autostima, sicurezza, qualità delle relazioni, abilità psicologiche e motorie.
Sicuramente questa relazione con l’animale abbassa i livelli d’ansia, e del dolore, riducendone la percezione, consentendo di alleviare le difficoltà del bambino ospedalizzato.
La vicinanza di un animale incide quindi sul fattore stress e ciò comporta una migliore risposta alla cure.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli-------------------------------------------------------------------------------------------

Io, tra fino luglio ‘98 ed inizio sett.’99 fui ricoverata in una comunità torinese perchè allora sofferente di schizofrenia paronoide delirante. Come terapie all’interno della Comunità furono utilizzati anche la terapia con i cavalli, nonchè quella con i cani. Fui ripetutamente invitata a parteciparvi, ma non facevano proprio PER NIENTE al caso mio. Durante 1 solo incontro di terapia con i cani, c’erano un cano di taglia grossa ed uno minutissimo. Io non ho mai avuto paura dei cani, essendo da bambina cresciuta con un cane in casa, a cui ero parecchio affezionata. Beh, cosa mi è successo? Vengo morsa PROPRIO dal cane piccolissimo! Basta terapia con i cani per me.
Per la terapia con i cavalli venivamo trasportati fuori città in pulmino per recarci in una cascina e restarvi tutto il giorno. Ci sarò andata 3 volte, credo. In tutta la giornata lì sarò stata a dorso di cavallo 10-13 min. circa e tutto il resto della giornata mi sentivo in dovere di dare una mano ad apparecchiare, ad aiutare in cucina per scaldare il cibo, a lavare i piatti 8CON ACQUA FREDDA!) , mentre parecchi altri pazienti (soprattutto uomini) non alzavano un dito. Bella roba, proprio! Un vero diletto! Preferivo passare le mie giornate in lunghissime passeggiate solitarie e in lettura private, io.
Lia, March 19th, 2008
Volevo segnalare l’incontro che si terrà a Milano il 22 febbraio alle 19 presso il negozio MIOBIO. Si parlerà di Pet Therapy con la Dott.ssa Elena Gori dell’Associazione “Cani Sociali”
anna, February 18th, 2008
Gli animali che letteralmente significa “che hanno un’anima” hanno sempre rappresentato nell’antichità i simboli del sacro e del mistero, dell’obbedienza e remissività, della forza e della potenza. Gli uomini hanno nel tempo accolto nella loro vita quotidiana gli animali tipici che oggi sono diventati amici fedeli e inseparabili. L’istinto che li guida spesso viene confuso con l’”intelligenza”, in realtà il loro sentire così particolare e unico, riesce a trasmettere positive emozioni e conforto nell’uomo, sano o malato che sia.La pet therapy riesce, attraverso la vicinanza dell’uomo con l’animale, a stimolare la produzione di endorfine che sono sostanze chimiche capaci di contrastare il dolore
Laura Alberico, February 15th, 2008