
La Pet Therapy fu proposta per la prima volta nel 1961 dal neuropsichiatra infantile Boris Levinson che scoprì causalmente quale effetto benefico possa avere un animale su un bambino malato di autismo.
I benefici del rapporto e dell’interazione con l’animale sono particolarmente visibili nei bambini e negli anziani.
La validità delle terapie con animali è stata riconosciuta nel 2003 dal Ministero della Salute.
In particolare la Pet Therapy sembra adatta ad anziani, bambini autistici o con handicap motorio ed inoltre per disabili fisici e psichici.
Buoni risultati si sono ottenuti anche con pazienti con trauma spinale, ictus cerebrale, Alzheimer ed epilessia.
Anche in ambito oncologico sono iniziati progetti con animali con funzione di coterapeuta che intendono consentire, attraverso la relazione animale-paziente, un miglioramento nei livelli di autostima, sicurezza, qualità delle relazioni, abilità psicologiche e motorie.
Sicuramente questa relazione con l’animale abbassa i livelli d’ansia, e del dolore, riducendone la percezione, [… continua]
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli