Bullismo - alcune riflessioni

Il termine bullismo è la traduzione italiana dalla lingua inglese "bullying", In Italia lo usiamo per spiegare il comportamento di una singola persona o di un gruppo di persone le quali mettono in atto comportamenti di umiliazione nei confronti di altri. Tali comportamenti di dominio possono anche non esplicitarsi per forza con atti fisicamente violenti. Spesso cio’ che viene messo in atto dall’aggressore è una vera e propia violenza psicologica che sfocia in comportamenti persecutori a danno della vittima o delle vittime designate.
Riassumendo possiamo dire che esistono tre tipi di comportamento con una stessa identica radice. In prima battuta riscontriamo la prepotenza che si perpetua verso un soggetto più debole incapace di mettere in atto strategie di difesa, in secondo luogo questa stessa prepotenza ripetendosi nel tempo prende la forma di persecuzione, infine possiamo dire che in ogni atto di bullismo messo in essere c’e’ sempre l’intezione di fare del male fisico o psicologico che sia.
Le soluzioni su cui lavorare sono su due fronti:
La prima : Bisogna rieducare i nostri figli ed alunni ad una cultura delle emozioni e dei sentimenti
La seconda : Bisogna creare a casa e a scuola momenti e situazioni in cui i ragazzi siano chiamati ad agire attivamente e creare con loro veri e propri percorsi creativi nei quali siano chiamati finalmente in prima persona a dire la loro ad esprimere le loro idee e soluzioni senza piu’ pretendere che accettino da noi adulti la nostra esperienza ed insegnamenti.
I nostri ragazzi sono una fonte inesauribile di creatività, di idee, hanno al contrario di noi una visuale delle cose spesso che include punti di vista innovativi. Loro più di noi conoscono il mondo adolescenziale e giovanile perché è il loro mondo è il loro quotidiano. Diamo loro la possibilità di esprimerlo e cerchiamo insieme a loro strategie per combattere il dolore dell’anima che molti loro coetanei hanno.
Proviamo questa strada, mai abbandonadoli ma creando momenti di condivisione vera dei sentimenti, ascoltandoli ed aiutandoli sempre ad imparare a gestire il cumulo di emozioni che alla loro età arrivano prepotenti ed intensi. Smettiamola di dire loro come devono sentirsi e come devono agire, percorriamo invece insieme a loro questa strada alle volte troppo pesante da gestire in maniera razionale per chi come loro stà varcando la solglia della vita.
Mariangela berretti
Presidente di Aquilone blu Onlus
-------------------------------------------------------------------------------------------
