Oncologia - i bisogni del dopo guarigione

L’oncologia da qualche anno non si occupa più solo della malattia oncologica, ma anche dei bisogni di chi il cancro lo ha superato.
Il cancro essendo oggi una malattia curabile origina circa un milione e mezzo di survivors, ovvero di persone che hanno superato la malattia.
Come riprende la vita di queste persone? Quali sono le esigenze e i bisogni di chi è guarito?
Per rispondere a queste importanti domande negli USA è nata una specialità che si occupa di aiutare questi pazienti e che prende il nome di survivorship ( = sopravvivenza).
La sensibilità per le problematiche legate al dopo guarigione si avvale di una equipe psico-oncologica, che si occupa prevalentemente dei problemi inerenti la vita sessuale di questi pazienti, delle ripercussioni della malattia sui rapporti familiari, degli effetti collaterali, dei problemi psicologici, della qualità di vita.
Spesso vi sono un insieme di problemi secondari alla malattia e alla guarigione, dovuti ad esempio dall’uso di particolari farmaci, quelli usati per la chemioterapia, che possono causare anche sterilità, nell’uomo e nella donna.
Questo aspetto è molto importante nella persone più giovani con desiderio di maternità e paternità, ed è importante che venga affrontato in modo adeguato.
Anche le terapie ormonali possono lasciare il segno, causando impotenza nell’uomo, con conseguente peggioramento della qualità di vita del paziente.
Altri effetti si riscontrano sulle ossa, rese più fragili.
Gli effetti più importanti sono ovviamente quelli connessi agli interventi demolitivi, che comportano mutamento dell’immagine corporea.
Il quesito diventa allora se i nostri medici siano pronti e capaci di affrontare questi aspetti e se abbiano la giusta sensibilità e capacità di accoglienza in ambito sanitario del paziente che ha superato il cancro.
I disturbi di cui abbiamo parlato sono evidentemente invalidanti, e possono comportare l’insorgenza di depressione, ansia, stress, problemi di coppia, problemi relazionali, fobia sociale, isolamento.
Si tratta allora di pensare l’evoluzione della malattia su un continuum che necessita prevenzione, cure adeguate e interventi di sostegno.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli-------------------------------------------------------------------------------------------

L’aiuto, non solo al paziente, ma alla famiglia che vive un dramma quotidiano, diventa un supporto necessario e fondamentale. Le malattie come questa lasciano “cicatrici” profonde nei rapporti familiari perchè gli affetti sono sottoposti a dura prova e spesso i sentimenti diventano deboli e precari come il cammino incerto e difficile verso la guarigione
Laura Alberico, February 4th, 2008