Studenti a rischio bocciatura ed abbandono scolastico

I dati forniti dall’Istat parlano chiaro, il 30% degli iscritti al primo anno degli istituti superiori italiani sarà bocciato o abbandonerà la scuola prima del periodo estivo.
Un tredicenne su tre non concluderà l’anno scolastico, oppure sarà bocciato. Il secondo tredicenne su tre verrà invece promosso con riserva.
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Famiglie e ragazzi hanno necessità di essere accompagnati verso una scelta consapevole; servono percorsi di orientamento alla scelta della scuola secondaria.
Non solo. Il problema dell’orientamento si pone in vista della maturità quando il problema è quello di un orientamento allo studio o al lavoro.
Investire come scuola e come famiglia in percorsi di orientamento che consentano di prendere consapevolezza della proprie motivazioni, attitudini, propensioni limiterebbe il numero imbarazzante di abbandoni e droop out scolastici a cui stiamo assistendo.
Informarsi è la prima regola.
Rivolgersi ai centri informagiovani, prendere le giude dello studente, visionare i programmi dei vari percorsi formativi, frequentare gli open-days potrebbero essere azioni efficaci.
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L’orientamento consiste in attività di couseling psicologico, di bilancio personale e professionale, di valutazione del potenziale e di iniziative che si propongono intenzionalmente di migliorare determinate caratteristiche delle persone al fine di renderle maggiormente in grado di attivare autonomi e consapevoli processi decisionali.
In tal senso non si tratta tanto di informare e sostenere i ragazzi nella presa di decisione, quanto piuttosto di realizzare un’attività preventiva e educativa in grado di ridurre le cause che rendono difficile e problematica l’attivazione di una scelta.
Il problem-solving professionale comporta la presenza di elementi cognitivi, affettivi, comportamentali e relazionali e l’attivazione di una serie di processi che includono il riconoscimento di uno stato di indecisione, l’analisi delle sue cause, la formulazione e l’identificazione di azioni alternative ed infine la scelta di una di queste per raggiungere un più definitivo stato di decisione e di sicurezza soggettiva.
L’attività di orientamento dovrebbe essere quindi intesa come un insieme di attività finalizzate all’erogazione di aiuti a loro volta finalizzati a supportare la persona nelle operazioni di raccolta, processazione ed uso delle informazioni di tipo formativo e professionale e nella pianificazione e realizzazione delle sue decisioni, tenendo costantemente presente che sono sempre possibili modificazioni, adattamenti e riadattamenti successivi.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli-------------------------------------------------------------------------------------------

Dopo la scuola media… cosa fare? Dopo le superiori… cosa fare? Dopo l’università… cosa fare? Il percorso scolastico-professionale è segnato da tappe e cambiamenti in cui ci si ritrova a compiere scelte importanti. A volte è necessario un supporto che permetta di comprendere e analizzare le proprie inclinazioni, aspirazioni e capacità.
L’obiettivo di un percorso di orientamento è aiutare la persona a individuare e rafforzare i propri punti-forza nell’affrontare le scelte. Partendo da un’analisi della domanda si delineano le attività da svolgere: informazioni, conoscenza delle proprie attitudini, conoscenza dell’offerta formativa e professionale, conoscenza del mercato del lavoro, ricerca attiva (supporto nello scrivere il curriculum vitae, come e dove cercare il lavoro, come presentarsi, come sostenere un colloquio…).
Reputo importante usufruire di tale consulenza in quanto la scuola e il lavoro sono momenti importanti della vita: una scelta consapevole permette di realizzare il proprio potenziale e il proprio sé creando le basi per una condizione di benessere.
Annalisa De Filippo, February 20th, 2008
Famiglia e scuola, due insiemi che si intersecano e contribuiscono a migliorare il clima educativo dell’adolescente. Funzionali l’uno all’altro questi ambienti dovrebbero lavorare in sinergia per orientare e formare l’adolescente. Spesso questa concomitanza di intenti e di integrazione non esiste: si demanda alla scuola la formazione in toto e un progetto di vita che può essere attuato solo quando c’è una comune e positiva visione delle potenzialità individuali e una prospettiva
culturale che rispetti i valori educativi essenziali per la crescita personale
Laura Alberico, February 2nd, 2008