sos

Psicologia

e dintorni

21. Jan '08    postato in Home

Le emozioni - teorie, ruolo, espressione

Cosa sono le emozioni?

Le emozioni sono processi complessi e multifattoriali, sintesi tra la valutazione della situazione, l’attivazione (arousal) dell’organismo, l’espressione delle risposte emotive e la prontezza all’azione: esperienza emotiva.

Quali e quante teorie?

Teoria periferica di James: l’evento emotigeno determinerebbe una serie di reazioni viscerali e neurovegetative che sono avvertite dal soggetto e la percezione di queste modificazioni fisiologiche sarebbe alla base dell’esperienza emotiva.
Si passa dall’evento semplicemente percepito all’evento emotivamente sentito.
A sostegno di questa teoria vi è l’ipotesi del feedback facciale (le espressioni facciali forniscono informazioni propriocettive, motorie e cutanee che influenzano il processo emotivo) e la teoria vascolare dell’efferenza emotiva.
Cannon ha dimostrato l’infondatezza di tale teoria in quanto i visceri hanno una sensibilità molto scarsa ed una risposta lenta, non potendo quindi essere la fonte principale delle emozioni.

Teoria centrale di Cannon: i processi emotivi sono localizzati centralmente nella regione talamica.
L’ Arousal simpatico produce la reazione di emergenza, si tratta di una configurazione di risposte neurofisiologiche che covariano simultaneamente alla comparsa dell’emozione (aumento della frequenza cardiaca).
Secondo Cannon è interessato il Circuito di Papez checomprende ipotalamo, talamo anteriore, giro cingolato, ippocampo come centri di elaborazione e controllo delle emozioni.

Teoria cognitivo-attivazionale delle emozioni di Scharter
( anche detta teoria dei due fattori) : l’emozione è la risultante dell’interazione tra due componenti una di natura fisiologica, con attivazione diffusa dell’organismo (arousal), l’altra di natura psicologica con la percezione di questo stato di attivazione e con la sua spiegazione in funzione di un evento emotivo plausibile.
Occorre quindi un’attribuzione causale che stabilisca la connessione tra le due componenti in modo da etichettare la propria esperienza emotiva in maniera adeguata.
Se l’arousal non viene spiegato si inducono risposte emotive negative come ansia e paura (ved paradigma dell’attribuzione erronea con diminuzione dell’attivazione con attribuzione a cause neutre; ved informazione preparatoria in grado di ridurre le reazioni di ansia; ved paradigma del transfert di eccitazione da A a B con attribuzione erronea a B di Zillmann poiché l’arousal non si esaurisce subito).

Teorie dell’appraisal: le emozioni dipendono dal modo con cui gli individui valutano ed interpretano gli stimoli del loro ambiente fisico e sociale.
Importanza della valutazione cognitiva; le emozioni sono conseguenza di un’attività di conoscenza e di valutazione della situazione in riferimento alle sue implicazioni per il benessere ed il soddisfacimento di scopi e desideri.
Sorgono in risposta alla struttura di significato e valore di una situazione, dove per significato situazionale si intende la dimensione soggettiva dell’esperienza emotiva, influenzato da fattori disposizionali e stili cognitivi.
Le emozioni appaiono come risposte soggettive dotate di flessibilità di fronte a differenti situazioni, mediazione fra stimolo e risposta, distinte dai riflessi che sono geneticamente determinati, automatici ed involontari in quanto neurtofisiolocicamente attivati e regolati.

Teorie psicoevoluzionistiche di Tomkins
: le emozioni sono strettamente associate alla realizzazione di scopi universali, connessi con la sopravvivenza della specie e dell’individuo (evoluzionismo darwiniano).
Ekman e Izard propongono la tesi innatista delle espressioni facciali, avanzando ipotesi delle emozioni primarie o di base rispetto alle altre considerate miste o secondarie o complesse, miscela di differenti emozioni primarie (teoria tavolozza).
Questa tesi rientra nella prospettiva categoriale delle emozioni, che appaiono separate e distinte, dove le primarie sono processi neurofisiologici unitari e precodificati, geneticamente predeterminati non scomponibili o modificati in fase di attivazione.
Le espressioni facciali di queste sarebbero universali, ad insorgenza rapida durata breve e involontarie.
Si tratta di una concezione evoluzionistica (darwiniana) innatista e strutturalista (essenzialista) delle emozioni umane, intese come processi fissi e naturali.

Che ruolo hanno le emozioni?

Le emozioni assumono un fondamentale valore di adattamento attivo dell’individuo al proprio ambiente.
Ogni emozione sarebbe attivata da una determinata relazione e da uno specifico incontro fra individuo ed ambiente, con una circostanza attivante che funge da antecedente emotigeno.
Viene effettuata una valutazione primaria che valuta la pertinenza motivazionale rispetto al benessere dell’individuo, ed una valutazione secondaria, che valuta la congruenza motivazionale, ovvero un esame delle differenti possibilità con cui l’individuo può far fronte (coping) alla situazione emotigena, come può controllarla.

Coping:
•    Primario: capacità di controllo evento emotigeno
•    Secondario: capacità di gestire le proprie reazioni emotive
•    Attivo: prontezza e preparazione tonica dell’organismo all’azione
•    Passivo: preparazione alla difesa
•    Intrapsichico: tendenza a valutare evento emotigeno come più favorevole, tollerabile attraverso l’intellettualizzazione, la negazione lo humour.

Teorie sulla espressione delle emozioni

  • Tesi dell’universalità sostenuta da Darwin: riconoscimento universale grazie a programma neuromuscolare di natura genetica
  • Approccio culturale: il comportamento espressivo saprebbe appreso ed avrebbe origine culturale.

Si è giunti a sostenere che esisterebbe un segnale panculturale distintivo per ogni emozione: le emozioni si configurerebbero come il risultato di un apprendimento filogenetico e costituirebbero delle forme di adattamento specie-specifico.

Si può quindi parlare in una interazione fra le componenti biologiche e le influenze culturali nel manifestare le emozioni.
•    Ipotesi molare o globalista: le configurazioni espressive sono Gestalt unitarie e chiuse, universalmente condivise, fisse, specifiche per ogni emozione.
•    Ipotesi molecolare o componenziale: prevede un programma sequenziale e cumulativo in ogni espressione emotiva, frutto della progressiva valutazione della situazione emotigena che comporta la sincronizzazione dei cambiamenti nei vari sottosistemi dell’organismo, dotate di flessibilità e variabilità, modali.
Manifestano sia processi cognitivi che emotivi.

L’ espressione vocale

Parlando di espressione vocale delleemozioni sono segnali importanti la modulazione del ritmo, l’intonazione, l’intensità dell’eloqio.
1.    fase di encoding: esamina e misura i correlati acustici
2.    fase di decoding: capacità dell’ascoltatore di riconoscere o inferire correttamente lo stato emotivo del parlante prestando attenzione solo alle caratteristiche vocali.

Cosa comportano le emozioni?

Le emozioni sono all’origine di modificazioni della propria condotta e di azioni.
Il sistema culturale delle credenze fornisce ad ogni individuo il quadro di riferimento e i criteri in base ai quali interpretare e valutare un determinato evento.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
-------------------------------------------------------------------------------------------

Articoli Correlati

Tratto dal Corrierre Cervello: scoperto il legame tra scelte morali ed [...]CORSO DI ADDESTRAMENTO ALLA COMUNICAZIONE ASSERTIVA  del dott. Gianni Lanari diciassettesima [...]Il Webster international dictionary definisce l'emozione come una deviazione fisiologica [...]