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16. Jan '08    postato in Home

Ergonomia - obiettivo benessere

Nasce come scienza nella prima metà del nostro secolo con l’esigenza di individuare leggi e norme specifiche per la costruzione di macchine e di sistemi utili al miglioramento delle relazioni uomo-oggetto-ambiente e capaci di assicurare comfort e sicurezza durante il lavoro, per eliminare le caratteristiche capaci di provocare gli errori umani.

L’ergonomia oggi si occupa di tutte le forme di attività che producono risultato e lo fa con un ottica antropocentrica che mette al centro l’analisi progettuale di qualsiasi ambito il benessere globale dell’uomo, la qualità della vita, la tutela dell’ambiente, il contenimento dei costi e degli sprechi.

Per sistema uomo-macchina si intende un sistema di attrezzature in cui almeno uno dei componenti è un essere umano che interagisce o interviene nel funzionamento delle componenti meccaniche del sistema.

Aspetti considerati dall’ergonomia:
•    Relazione
•    Motorio
•    Cognitivo: percezione, apprendimento, memoria.

Essendo impossibile prevedere e controllare gli errori umani si è spostata la riceca sulla tolleranza degli stessi.

Contemporaneamente si è assistito al progressivo allontanamento fisico dell’uomo dal processo produttivo e all’incremento delle mansioni di controllo e della responsabilità individuale degli operatori, anche grazie allo sviluppo dei personal computer.

Nascono quindi problemi di ordine non più strutturali ma psicologici e sociali.
Nasce l’ergonomia cognitiva che si occupa dell’interazione della cognizione con i sistemi informatici di elaborazione.

Rispetto al grande tema dello Stress ambientale l’obittivo è quello di trovare e offrire soluzioni utili per l’intervento sull’ambiente, la ricerca in questo senso comprende sia studi di laboratorio che sul campo e si interessa di fattori quali l’illuminazione, il rumore, la temperatura, l’affollamento.

I fattori ambientali definibili come stressor rappresentano condizioni ambientali croniche e globali e giocano un ruolo primario sia nei processi con i quali l’individuo valuta e interpreta le richieste ambientali sia nel processo di coping, grazie al quale la persona cerca di far fronte a tali richieste.
 
Le ripercussioni possono essere sia a livello fisiologico, che comportamentale, che psicologico o adattivo.

Una delle possibili cause dell’errore umano potrebbe essere la mancanza di un buon feedback o su erronee stime di probabilità soggettivamente percepite. Le pressioni sociali possono spingere ad interpretazioni e comportamenti errati.

Norman:
•    Rendere visibili le cose
•    Semplificare la strutture dei compiti
•    Usare le funzioni obbliganti e i vincoli
•    Impostare bene le correlazioni
•    Lasciare un certo margine di errore
•    Standardizzare

Con l’approccio psicosociale si mette in evidenza il ruolo dei fattori psicosociali sul rendimento.
È stato riscoperto l’effetto incentivante che il lavoro di gruppo possiede in sé, ed il valore del riconoscimento dei lavoratori quali attivi protagonisti del loro ambiente lavorativo.
Nasce l’ergonomia relazionale che nello sviluppo del comfort e nella relazione uomo-macchina considera non solo gli aspetti fisiologici e tecnici ma soprattutto quelli relazionali, sociali, psicologici.

È noto come le norme sociali, i valori condivisi ed il clima organizzativo possono influenzare i comportamenti.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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