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07. Jan '08    postato in Home

L’invecchiamento: fattori neurologici e socioambientali

A tutti è noto che il cervello va incontro a una riduzione volumetrica con l’avanzare dell’età, che si accompagna a sua volta ad una diminuzione del peso del cervello.

A livello microscopico l’aumentare dell’età porta a una perdita di neuroni in vari starti della corteccia a una diminuzione delle arborizzazioni dendritiche e a una demilinizzazione della sostanza bianca e a una riduzione di neurotrasmettitori come la dopamina e l’acetilcolina.

Durante l’invecchiamento questa asimmetria evolitiva si manifesterebbe in una più precoce involuzione dell’emisfero dx e delle competenze cognitive visuospaziali.

Tuttavia sia l’ipotesi di cambiamenti strutturali generali sia la sottoipotesi relativa all’emisfero dx non sono sostenibili come spiegazione dei cambiamenti psicologici e cognitivi legati all’invecchiamento.

Gli anziani mostrano una ridotta capacità di apprendere informazioni nuove, correlata al grado di atrofia ippocampale misurata con tecniche di bioimmagine. Vi è un parallesimo inoltre tra le alterazioni anatomiche riscontrate con l’età nelle aree prefrontali e le numerose funzioni legate a prestazioni mnemoniche e le funzioni esecutive; le aree prefrontali hanno chiaramente mostrato l’importanza di queste strutture nella pianificazione di compiti complessi.

In generale tutti gli studi sono concordi nel rilevare che le perdite cognitive interessano compiti in cui le persone devono fare uno sforzo x iniziare un processo mnemonico, mentre non si evidenziano effetti dell’età se non si richiede uno sforzo palese in compiti di richiamo, oppure in compiti che richiedono una semplice conoscenza di parole, ma nessun attivo processo di recupero delle parole.

Per ogni abilità il declino più modesto comincia a 60 anni e quello più severo a 80 anni, eccetto per l’abiltà numerica e per la velocità percettiva per le quali il declino incomincia a 50 anni ( il declino è più pronunciato x gli uomini ).

L’invecchiamento è un fenomeno ecologico che implica il patrimonio biologico di un individuo tanto quanto l’ambiente fisico e sociale in cui egli vive così come i cambiamenti individuali che ha gestito la stessa persona.

Possiamo distinguere tra:
•    invecchiamento primario: relativo allo studio di alcune modalità di cambiamento tipico della maggioranza delle persone senza specifiche diagnosi di malattia. Comporta la perdita di velocità di elaborazione dell’ informazione e nella risposta di azione, il rallentamento di certe abilità visuospaziali, l’arricchimento di certe competenze verbali con l’età, e la stabilità di certi tratti di personalità. 
•    Invecchiamento secondario: è utile distinguere malattie età dipendenti e malattie associate all’età. Concezione dell’invecchiamento come dissociato dalla malattia.
•    Invecchiamento terziario: indipendente dall’età cronologica, connesso all’ipotesi del declino terminale. Invecchiamento psichico misurato come distanza dalla morte. Deterioramento significativo rispetto ai livelli di performance precedenti, in aspetti psichici sensibili e non sensibili all’età. Destabilizzazione e vulnerabilità aumentata dell’intera organizzazione della personalità dovuta all’interferenza dell’invecchiamento secondario con il primario, interazione che produce l’invecchiamento a cascata.
•    Invecchiamento differenziale: processo altamente individualizzato. C’è un dato generalizzato: la variabilità interindividuale non è età-specifica, ne dominio specifica e comprende il versante biologico,cognitivo,e della personalità. Lo sviluppo procede da una minima ad una massima differenziazione. Produttività, capacità adattiva, cognizione, affetto e perseveranza sono tra le variabili che possono fare emergere le differenze individuali nell’invecchiamento e che regolano l’organizzazione del comportamento.

L’ invecchiamento è un processo complesso e differenziato.
Proprio nelle situazioni di perdita o limitazione una persona impara nuove strategie di progresso e di dominio sulle perdite.

Fattori socioambientali responsabili dell’invecchiamento

Tra le cause acceleranti ci sono le malattie acute e non legate al patrimonio genetico, le condizioni socioculturali ed economiche, gli eventi di vita.
Vi è alta correlazione tra salute fisica e depressione e tra depressione e competenze quotidiane di base.
Sono variabili importanti il livello di istruzione e il livello socioeconomico, oltre al supporto familiare.
Caratteristiche funzionali ( socialmente desiderabili) per unbuon invecchiamnto sono l’estroversione, l’affetto positivo, il controllo internoCostituiscono invece delle caratteristiche disfunzionali il neuroticismo, ‘affetto negativo, il controllo esterno.

L’invecchiamento richiede adeguate strategie di coping e adattabilità all’ invecchiamento.
Lazarus e Folkman definiscono il coping come uno sforzo cognitivo e comportamentale in evoluzione per far fronte a domande specifiche sia interne che esterne valutate dall’individuo come richieste che mettono alla prova, perché eccedono le risorse della persona.

Varie ricerche hanno identificato i tipi di eventi che verificatisi in poco tempo richiedono risposte adeguate allo stress (eventi che portano alla fossa) :
•    morte coniuge
•    morte persona intima
•    propria malattia
•    malattia di una persona che si ama
•    essere obbligato e ricoverarsi in casa di riposo

La chiave per un buon invecchiamento starebbe quindi nel non rifiutare il declino fisico, ma nel dominarlo affettivamente e cognitivamente.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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