
A tutti è noto che il cervello va incontro a una riduzione volumetrica con l’avanzare dell’età, che si accompagna a sua volta ad una diminuzione del peso del cervello.
A livello microscopico l’aumentare dell’età porta a una perdita di neuroni in vari starti della corteccia a una diminuzione delle arborizzazioni dendritiche e a una demilinizzazione della sostanza bianca e a una riduzione di neurotrasmettitori come la dopamina e l’acetilcolina.
Durante l’invecchiamento questa asimmetria evolitiva si manifesterebbe in una più precoce involuzione dell’emisfero dx e delle competenze cognitive visuospaziali.
Tuttavia sia l’ipotesi di cambiamenti strutturali generali sia la sottoipotesi relativa all’emisfero dx non sono sostenibili come spiegazione dei cambiamenti psicologici e cognitivi legati all’invecchiamento.
Gli anziani mostrano una ridotta capacità di apprendere informazioni nuove, correlata al grado di atrofia ippocampale misurata con tecniche di bioimmagine. Vi è un parallesimo inoltre tra le alterazioni anatomiche riscontrate con [… continua]
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli