sos

Psicologia

e dintorni

19. Dec '07    postato in Home

Mobbing - cause e conseguenze

Se nella scuola osserviamo il Bullismo, nella vita militare il Nonnismo, e nelle aziende il Bossing, nel mondo del lavoro cresce il Mobbing.

La sua prima descrizione è stata fatta dallo psicologo Leymann che in uno studio del 1992, ha osservato due tipi di violenza psicologica, quella con comunicazione ostile e quella con comportamento ostile, perpetrate in modo continuo e sistematico, suscitando sentimenti di impotenza nella vittima, incapace di difendersi.

Definizione di Mobbing:

“forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte dei colleghi
o superiori, attuati in modo ripetitivo e protratti per un periodo di almeno sei mesi”.
Harald Ege (psicologo del lavoro)

Perchè si parli di mobbing è necessario che vi sia continuità nel tempo: almeno 1 volta a settimana per almeno 6 mesi continuativi (criterio della persistenza e sistematicità)

Chi è il Mobber? Il side mobber?

Distinguiamo quattro diverse tipologie: il frustato, l’istigatore,il megalomane ed il narcisista perverso.

Spesso il mobber non agisce solo, ai danni della vittima, e spesso c’è chi osserva, senza intervenire, fungendo da spettatore: il side mobber.
A carico della vittima incontriamo sindromi e patologie che costringono ad assenze, anche prolungate, dal posto di lavoro.

Forme del Mobbing

  • Prepotenze e vessazioni
  • Isolamento sociale
  • Mancanza di informazioni inerenti il lavoro
  • Voci negative e calunnie

Queste vessazioni portano quasi sempre a prestazioni lavorative scadenti e ad una probabile compromissione della personale reputazione lavorativa, alla quale seguono incarichi privi di senso, isolamento lavorativo, familiare e sociale. Ovviamente diventano conseguenza logica l’espulsione dall’azienda e la perdita del lavoro.

Cosa succede sul posto di lavoro?

  • Sulla vittima viene fatta massima sorveglianza e controllo su tutti gli atti lavorativi;
  • boicottaggio e sabotaggio del lavoro;
  • pettegolezzi sulla vittima e sulla sua famiglia;
  • retribuzione inferiore;
  • voci e diffamazioni;
  • demansionamento e dequalificazione;
  • disinformazione dolosa;
  • sanzioni amministrative e disciplinari;
  • provocazioni, intimidazioni e molestie sessuali;
  • visite fiscali a raffica durante il periodo di malattia.


Perchè?

Spesso origina da un conflitto non risolto con i colleghi a cui seguono attacchi continui con atteggiamento difensivo della vittima; compare stress cronico, sintomi da stress e si effettuano assenze per malattia.
Le prestazioni diminuiscono e la vittima assume il ruolo di capro espiatorio per i problemi legati all’ambiente di lavoro.
Iniziano i comportamenti vessatori che portano la vittima all’uscita dal mondo del lavoro e al disagio.

La sindrome

esordio: 1 – 6 mesi, con ansia, nervosismo, insonnia
Stato clinico: 6 – 24 mesi, con depressione, somatizzazioni, attacchi di panico, diminuzione libido
Cronicizzazione: dopo i 24 mesi, con sintomi fobici ed ossessivi, isolamento affettivo, bulimia, alcolismo, farmaco- dipendenze, ideazione suicidiaria

Conseguenze:

Sulla persona: patologie organiche e psicopatologiche
Sulla famiglia: conflitti familiari, isolamento sociale
Sul lavoro: aumento degli infortuni, aumento delle assenze per malattia, errori

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
-------------------------------------------------------------------------------------------

Articoli Correlati

Analizzato oggi nel convegno "Mobbing: un fenomeno in crescita", organizzato [...]Il fenomeno del Mobbing sta assumendo una portata allarmante e [...]Gli effetti sulla vittima causati dal mobbing sono spesso pesantissimi [...]