Indagine shock tra gli studenti il 70% ha assistito a violenze

Il fenomeno del bullismo nelle scuole è in costante aumento nel nostro Paese, con un aumento della percentuale di studenti che ha assistito a prepotenze dal 65,8%, al 72%.
A rivelarlo l’indagine sulle abitudini e gli stili di vita degli adolescenti condotta nel 2007 dalla Società italiana di pediatria, realizzata su un campione nazionale di 1.200 studenti della scuole media inferiori di età compresa fra i 12 e 14 anni.
Secondo questi dati sono soprattutto i maschi (75,6%), ad aver assistito a episodi di bullismo e che il bullismo non è solo maschile.
Secondo il 26,6% chi compie angherie è un tipo in gamba, ammirato, leader, attraente.
Solo secondo il 45% degli intervistati il bullo è colui che si diverte alle spalle di qualcuno.
Una buona percentuale (79%) considera giusto denunciare a un adulto gli atti di bullismo, mentre secondo il 20,5% chi lo fa è una spia.
I dati allarmanti arrivano rispetto al ruolo di vittima; se fossero loro a subire prepotenze, il 64% non lo riferirebbe nè a insegnanti nè ai genitori; il 47,3% si difenderebbe da solo, il 10% informerebbe al massimo un amico e il 4,6% subirebbe in silenzio le prepotenze se non dovessero essere eccessive.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli-------------------------------------------------------------------------------------------

Il punto di “forza” del ragazzo che esercita prevaricazione sui più deboli è proprio trovare un “pubblico” consenziente che in un certo senso approva tacitamente i soprusi. Spesso il bullo riesce ad agire perchè sa di trovare un terreno fertile nel gruppo. Per questo motivo è necessario isolare questi comportamenti facendo leva sugli altri rendendo così inefficaci gli atti di prevaricazione
Laura Alberico, December 17th, 2007
La difficoltà della vittima a segnalare, raccontare e denunciare i fatti e i bulli, continua ad essere il nucleo problematico per insegnanti, genitori ed esperti.
Riconoscere ed aiutare una vittima non è semplice; è necessario monitorare i cambiamenti, le modifiche ad abitudini, le modifiche comportamentali, le perdite e le dimenticanze, il corpo, il sonno, il rendimento scolastico, la chiusura, il ritiro sociale e molti altri fattori. L’obiettivo è cioè quello di capire se dietro improvvisi e spesso radicali cambiamenti vi sia il timore per le prevaricazioni subite.
dott.ssa Nicoletta Iurilli, December 17th, 2007