Piranha - insegnamento tra pari
Lo spettacolo Piranha nato dalla ripresa di un saggio di Campo Teatrale della classe di Recitazione Under 18 - corso Avanzato e dal suo sviluppo in una direzione di maggior approfondimento, ha visto in scena, nei giorni del 30 novembre e 1 dicembre, 17 ragazzi tra i 16 e i 18 anni.
In scena il mondo dei ragazzi descritto dai coetanei, chiamati a rappresentare se stessi e a parlare ai propri pari.
Il fenomeno del bullismo è stato presentato in tutte le sue forme, toccando l’aggressione fisica, e verbale, l’estorsione, le dinamiche di gruppo, l’emarginazione, la calunnia, la sessualità, l’affettività, lo status, l’accettazione,l’omologazione, i diversi ruoli ( bullo, vittima, spettatore, aiutante, gregari ).
L’esplosività del linguaggio dei ragazzi tra ragazzi, arriva come un lampo, prima e più forte di qualunque insegnamento, progetto o percorso che un adulto, un esperto, possa fare.
Il linguaggio nudo di chi non descrive la realtà ma la vive.
Piranha è un progetto esportabile nelle scuole, nelle comunità, nei posti dove i giovani incontrano altri giovani, e diventa occasione di riflessione e di analisi della realtà, identificandosi con i diversi ruoli in scena, empatizzando, e comprendendo prospettive diverse dalla propria grazie alla rappresentazione dei vari protagonisti, dell’altro-diverso-da-me, senza l’occhio giudicante della società.
Spesso all’aggressore manca proprio la capacità di empatizzare, di comprendere il sentire dell’altro, della vittima, ed aggredire diventa più semplice.
Entrare in contatto con la vittima, sebbene in modo indiretto, narrato, mi sembra possa favorire la comprensione del vissuto altrui, il decentramento e lo sviluppo morale.
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