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07. Dec '07    postato in Home

Adolescenza: chi sono?

L’adolescenza è una fase dello sviluppo caratterizzata dalla complessità, in cui le modificazioni somatiche, le vicende intrapsichiche e le dinamiche psicosociali sono intrecciate e interdipendenti; comporta una forma di cambiamento in cui coesistono elementi di continuità e di rottura, di armonia e di crisi.
Tali cambiamenti sono riconducibili a molteplici aspetti. Mentre il fanciullo vive prevalentemente nell’ambito familiare, l’adolescente tende al raggiungimento di una autonomia psicologica che lo porta a una certa indipendenza dalla famiglia e ad assumere come schema di riferimento anche altri gruppi. La struttura mentale del fanciullo è generalmente rivolta verso l’esplorazione del mondo esteriore, al contrario nell’adolescente diventa l’esperienza soggettiva, ovvero la vita interiore, l’oggetto di maggiore interesse. Mentre nella fanciullezza gli interessi riguardano il presente e il funzionamento mentale si basa prevalentemente sui dati di fatto, nei processi psichici che caratterizzano l’adolescenza, gli obiettivi a lunga prospettiva temporale cominciano ad assumere importanza ed emerge l’utilizzo delle ipotesi. Infine un altro cambiamento può ricondursi alla socialità che nel fanciullo corrisponde a bisogni di sicurezza, appoggio e di avere dei compagni mentre nell’adolescente si evidenziano identificazioni più selettive e personali come l’amicizia e l’innamoramento.
Molti approcci teorici si sono occupati dell’adolescenza: i modelli fisiologici che hanno studiato le modificazioni morfologiche, neuroendocrine e fisiologiche della pubertà, i modelli sociologici che approfondiscono l’aspetto culturale e ambientale, il modello psicoanalitico che ricostruisce le travagliate vicende delle pulsioni e delle identificazioni e infine i modelli cognitivi che si focalizzano sull’evoluzione delle funzioni intellettive.
Ciascun orientamento teorico, tuttavia, si occupa di un aspetto parziale del fenomeno che rimane incomprensibile nel suo complesso. E’ necessario adottare un approccio eclettico che consideri l’interdipendenza dei molti fattori integrando i contributi di ciascuna scuola di pensiero.
Secondo S. Freud l’avvento della pubertà sancisce il raggiungimento della capacità orgasmica e riproduttiva determinando un’esplosione libidica che riattiva tutti conflitti e le pulsioni sottoponendo l’Io, impegnato nel controllo dell’Es e nella mediazione con Super Io e realtà, ad una pressione potenzialmente destabilizzante, che può indurlo alla sperimentazione di meccanismi di difesa quali l’ascetismo, l’intellettualizzazione  e la scissione.
Mentre la scuola psicoanalitica ha approfondito gli aspetti affettivo-relazionali, Piaget ha illustrato gli aspetti cognitivi dell’adolescenza sostenendo che intorno ai 12-13 anni compare una nuova forma di intelligenza di tipo operatorio-formale, caratterizzata dall’acquisizione del pensiero ipotetico-deduttivo.
Per quanto riguarda la sfera sociale si può affermare che l’adolescenza è il momento in cui si ha la possibilità di cimentarsi in diversi ruoli, procedendo per tentativi ed errori e in modo trasversale rispetto ai differenti contesti e gruppi sociali. Inoltre l’adolescente è alla ricerca della propria identità cercando una risposta alla domanda “Chi sono?”
Pertanto qualsiasi sintomo o problema di adattamento, dai disturbi alimentari agli insuccessi scolastici, deve essere contestualizzato all’interno di un quadro di personalità complesso. E’ fondamentale, inoltre, valorizzare le risorse, le potenzialità individuali e di rete, lavorando nella direzione di un’alleanza costruttiva con l’adolescente e la sua famiglia.
L’adolescenza di un figlio rappresenta un evento critico per tutta la famiglia che è chiamata a confrontarsi con la necessità di realizzare un percorso di co-costruzione, intesa come compito evolutivo congiunto che richiede ai genitori di riconsiderare la loro stessa adolescenza, di gestirne gli aspetti irrisolti e di ridefinire i confini generazionali.

» Postato da dott.ssa Annalisa De Filippo
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