Vorrei indicarti la strada…

Ti ho conosciuta questo anno scolastico e poi ho saputo il tuo problema.
Tua madre ha avvisato gli insegnanti che durante le lezioni potevi avere un mancamento per mancanza di zuccheri e che dovevamo tempestivamente intervenire. Non è mai successo ma le tue assenze metodiche sono la testimonianza delle cure che hai intrapreso per l’anoressia.
Sei la più brava della classe ma forse non lo sai.
Nell’ultimo compito ho notato che la calligrafia era diventata più piccola, quasi incomprensibile pur nella sua regolarità e correttezza.
Ti alzi rare volte dal banco ed esegui i compiti in silenzio, come assorta.
Non intervieni mai e solo se interrogata rispondi.
Il tuo corpo è quasi trasparente ed assumi sempre una posizione eretta, mai un movimento fuori luogo.
Sembri una fortezza, una torre e per contrasto uno stelo di un fiore che non si piega.
Quando ti avvicini alla cattedra ti chiedo timidamente come stai e mi rispondi sempre che stai bene.
E’ iniziata la cura che a intervalli regolari ti impedisce di venire a scuola.
Mi dicono che lentamente la situazione migliora e che hai iniziato a mangiare.
Sono contenta e vorrei vederti almeno una volta sorridere ma credo che sia ancora troppo presto.
La strada è lunga anche se un anno scolastico è solo un frammento della tua vita, della tua adolescenza che mostra i segni della sofferenza e del rifiuto della vita.
Sei la più brava della classe ma questo non ti aiuta a volerti bene perché sei sola di fronte a te stessa e non riesci a uscire fuori da quell’angusto spazio vitale che vorresti cancellare e annullare.
Vorrei indicarti la strada ma sicuramente ci sono persone che riescono a farlo meglio di me perché possiedono le nozioni e le competenze necessarie.
Io posso solo correggere sulla carta i tuoi “errori” che poi sono quasi inesistenti ed usare gli strumenti del mio mestiere per dirti ogni volta che sei stata brava. Ma anche questo non basta e allora bisogna aspettare, aspettare che la tua malattia diventi sempre più debole e che questa lotta che hai intrapreso ti veda finalmente vincitrice e allora, forse il tuo corpo non sarà più rigido e statuario ma diventerà come quello delle altre compagne che sorridono troppo e chiacchierano durante le ore di lezione. Anche allora sarai la più brava e lo capirai senza soffrire.
Laura Alberico
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Queste righe mi hanno toccato il cuore per l’empatia dimostrata ed evidenziano la condizione di sofferenza a cui porta l’anoressia
Annalisa De Filippo, December 8th, 2007