PIRANHA Ragazzi in scena contro il bullismo
PIRANHA
Ragazzi in scena contro il bullismo

Teatro Guanella
Via Dupré 19 - Milano
Venerdì 30 Novembre a Sabato 1 Dicembre - Ore 21.00
con Simone Bacuzzi, Dario Cappuccio, Viola Di Lauro, Francesco Esposito, Joe Falcone, Sara Giovannoni, Chiara Marzorati, Alessandra Mazzeo, Nicole Moller, Chiara Morelli, Emanuela Nadin, Ylenia Proietto, Natalia Sangiorgio, Davide Scalenghe Migliarini, Miriam Tavano, Maria Terruzzi, Roberto Virgilio
regia di Carlotta Calò
aiuto regia Marco Bolla
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Note di regia
Lo spettacolo Piranha nasce dalla ripresa di un saggio di Campo Teatrale della classe di Recitazione Under 18 - corso Avanzato e dal suo sviluppo in una direzione di maggior approfondimento.
Il progetto si avvale della partecipazione di 17 ragazzi tra i 16 e i 18 anni, in un lavoro, fuori dalle logiche della produzione teatrale consueta, profondamente corale, dove l’esperienza del gruppo esprime la condivisione di energie creative, ludiche ed improvvisative: i ragazzi vanno a rappresentare se stessi, o meglio il mondo dei loro coetanei, sia pure nella sua chiave più deteriore ed esasperata.
Infatti il linguaggio utilizzato nella rappresentazione riporta al realismo senza mediazione e alla quotidianità di un vissuto molto vicino agli attori sulla scena.
La messa in gioco di parti di sé, di frammenti di storie vissute o partecipate, rende l’esperienza dello spettacolo una rappresentazione di fatti, molto vicini alla cronaca contemporanea, ma anche espressione di atteggiamenti e disagi, trasversali ai tempi attuali e riconducibili alla difficoltà di un’età della vita critica per antonomasia: l’adolescenza.
Si è scelto di rappresentare il tema caldo del ‘bullismo’, non solo nelle sue manifestazioni più evidenti e violente, ma in tutte le sue forme più subdole e sotterranee, scoprendo forse che esso costituisce proprio una cifra nelle relazioni fra persone che si trovano ad intraprendere il loro passaggio di crescita più delicato: quello dell’accettazione da parte del gruppo all’interno di un contesto sociale tipicamente urbano e già irrigidito da regole pre-imposte, ora necessarie, ora non comprese.
In questo gioco relazionale fluido e in continuo pericoloso divenire ognuno si rivela a tratti vittima, a tratti carnefice, talvolta contemporaneamente.
Bullismo, dunque, come sudditanza psicologica, senso di umiliazione ed inadeguatezza, imposizione di una leadership basata sul timore, fino alla degradazione della violenza fisica.
Alcune scelte si impongono: posso emergere come leader oppure arruolarmi fra i gregari; per non essere scelto quale vittima designata, spesso senza neppure un motivo giustificato, mi confondo nell’omologazione dei modi, dei costumi, del linguaggio.
Alla domanda sulle possibili vie d’uscite lo spettacolo non vuole rispondere, preferendo il racconto della realtà, alla soluzione di una condizione complessa in cui tante dinamiche intervengono, e rilanciando allo spettatore la palla dell’azione.
Tuttavia, una risposta possibile risiede nello stesso agire teatrale.
Infatti crediamo che il bullismo, certo non nasca oggi, ma ora più di sempre conosca una stagione di successo proprio perché può essere rappresentato con estrema facilità da mezzi di comunicazione di immediata disponibilità, rapido consumo e confortante anonimato.
A questa modalità violenta di espressione si oppone, crediamo, l’esperienza di un gruppo di ragazzi che investe il proprio tempo e impegna la propria fisicità nella pratica scenica, elaborando così una risposta costruttiva sia pure non definitiva. Ancora una volta, dunque, il teatro, luogo della compresenza fisica ed emotiva fra interlocutori sociali diversi, si riscopre spazio dell’incontro non casuale, tempo dedicato all’investimento di pensiero, ring ove intraprendere un corpo a corpo mai anonimo, magari rivelatore, certamente significativo.
Carlotta Calò
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COMUNICATO STAMPA PIRANHA
Prendo in prestito la presentazione dell’ultimo libro di Umberto Galimberti: L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani.
“Si è nel mondo della tecnica e la tecnica non tende a uno scopo, non produce senso, non svela verità. Fa solo una cosa: funziona. Finiscono sullo sfondo, corrosi dal nichilismo, i concetti di individuo, identità, libertà, senso […]. Chi più sconta la sostanziale assenza di futuro […] sono i giovani, contagiati da una progressiva e sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell’esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona. I giovani rischiano di vivere parcheggiati nella terra di nessuno dove la famiglia e la scuola non "lavorano" più, dove il tempo è vuoto e non esiste più un "noi" motivazionale. Le forme di consistenza finiscono con il sovrapporsi ai "riti della crudeltà" o della violenza (gli stadi, le corse in moto ecc…).”
Piranha non è un progetto per i giovani, è un progetto di giovani. Diciassette adolescenti, diciassette giovani persone, hanno scelto che sia il Teatro un luogo in cui coltivare passioni, manifestare l’urgenza di dire o il disagio da urlare, far fiorire la propria gioventù. Hanno scelto di salire su un palco e raccontare a noi tutti e ai propri coetanei alcune storie di bullismo, come abbiamo imparato a chiamare questa violenza idiota.
I ragazzi fanno ciò che si fa a teatro: si pongono domande. Nessuna soluzione, dunque, ma un’alternativa possibile.
La TV e i media propongono modelli di spettacolo fondati sull’utopia del successo facile, e conseguente al puro e semplice apparire. In cui per comunicare non occorre avere qualcosa da dire, e in cui il dono di sé che l’artista offre al suo pubblico è spesso povero di autenticità e assume a volte contorni volgari.
Per realizzare Piranha i nostri ragazzi hanno assunto un impegno con noi e con le proprie famiglie, si sono imposti una disciplina e qualche rinuncia, hanno lavorato insieme, si sono appassionati e divertiti.
Sappiamo che il Teatro può essere un’importante occasione di crescita personale, ma oggi forse il suo valore pedagogico è inestimabile. Per tutto questo, oltre che per la valenza artistica dello spettacolo, abbiamo deciso di ospitare Piranha nella stagione del nostro teatro. I ragazzi sentono l’importanza di salire sul palco. Per noi è importante che siate nostri ospiti. Vi aspettiamo.
Per la Direzione Artistica
Donato Nubile
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LA SCUOLA CAMPO TEATRALE E LA PROPOSTA FORMATIVA UNDER 18
Nell’ampio panorama delle proposte formative di Campo Teatrale, uno spazio di grande attenzione è dedicato al settore dei ragazzi che ha sviluppato negli anni una costante ed approfondita riflessione didattica con i corsi Under 18 e Under 14.
Questi corsi rivolti a preadolescenti e adolescenti, in una fase delicata della crescita personale, tengono conto dell’immaginario emotivo relativo a queste fasce d’età specifiche e propongono la pratica attorale come mezzo verso un attento esercizio della creatività individuale e di gruppo, quale via privilegiata per lo sviluppo delle capacità espressive personali e stimolo alla volontà di collaborazione e alla coralità dell’esperienza.
A tale fine, il primo approccio è ludico e verte su un lavoro di creazione del gruppo attraverso esercizi di conoscenza, contatto e fiducia per garantire un ambiente adatto al lavoro espressivo e fortemente socializzante.
Nelle fasi successive del percorso grande attenzione è dedicata alla conoscenza ed appropriazione degli alfabeti minimi dell’attore: uso del corpo, del movimento e della vocalità per accedere alle prime tecniche della recitazione (l’improvvisazione, la comunicazione non verbale, la parola agita) e alle dinamiche sceniche (il ritmo, lo spazio della scena, l’interazione) e giungere così ad un lavoro teatrale più profondo fino alla creazione del personaggio e l’interpretazione di un testo.
Ogni corso si conclude con la preparazione di un saggio finale presentato in teatro, quale compendio del lavoro svolto: le scelte tematiche e testuali così come i materiali scenici elaborati sono sempre frutto di un’esigenza e di un interesse specifico del gruppo di lavoro, dando così vita ad una creazione nuova ed originale ogni volta.
Tutti i dettagli scenografici a quelli musicali, vengono studiati e realizzati dagli allievi, in modo da valorizzarne le singole peculiarità oltre che il lavoro corale.
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Carlotta Calò
Direzione Didattica
Campo Teatrale
Via Roggia Scagna, 7 – 20127 Milano
Tel./Fax 02/26.11.31.33
http://www.campoteatrale.it e-mail: info@campoteatrale.it
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Come la medicina omeopatica che cura le malattie con lo stesso principio attivo che le provoca rappresentare le diverse facce della prevaricazione e del bullismo serve a oggettivare il fenomeno e renderlo pubblico. Mediante la “spettacolarizzazione” di tali comportamenti si riesce ad esorcizzare questo male sottile e a renderlo visibile e valutabile nei suoi aspetti deteriori. Sentimenti come la paura o il dolore si riescono ad assorbire se non vengono rifiutati o ignorati ma “razionalizzati” anche mediante la loro rappresentazione che può fungere da fenomeno catartico e liberatorio
Laura Alberico, November 25th, 2007
La trasmissione tra pari è molto più efficace di un qualunque altro tipo di insegnamento o di intervento esterno, poichè ne condivide linguaggio, interessi, codici, valori.
Questa è dunque una interessante iniziativa capace di utilizzare la risorsa adolescenti per comunicare ai giovani e non solo.
dott.ssa Nicoletta Iurilli, November 21st, 2007