Il comportamento aggressivo

I fatti di cronaca, lo sguardo con cui valutiamo alcune delle nostre realtà sociali, dallo stadio alla scuola, ci impongono di interrogarci rispetto alla natura e causa del comportamento aggressivo e delle sue varie manifestazioni.
Con il termine aggressività si intende la manifestazione di comportamenti fisici o verbali mossa da una volontà di provocare danno o sofferenza ad un altro.
Dove nasce l’aggressività?
L’ etologia postula l’esistenza di un istinto all’aggressività, con il fine di accrescere la probabilità di sopravvivenza e la conservazione della specie.
S’ipotizza che in ciascun individuo vi sia un’energia latente che è specifica del comportamento e che è immagazzinata automaticamente.
La forza di questa energia latente, condiziona la probabilità che si verifichi un’azione aggressiva e la sua intensità.
Gli antropologi ritengono che l’aggressività sia una predisposizione del genere umano che si manifesta nei diversi popoli in modo diverso.
Perchè un individuo è maggiormente aggressivo di un altro? Che ruolo gioca l’educazione?
In un’ottica di influenzamento sociale, Bandura affermò che alla base dell’acquisizione di una nuova forma di comportamento aggressivo c’è il modellamento.
Gli individui cioè acquisiscono comportamenti osservando tali comportamenti e le loro conseguenze nelle altre persone.
Un modello è in grado di ridurre le inibizioni associate al comportamento aggressivo in determinate situazioni.
Che ruolo giocano le immagini violente?
Una serie di ricerche hanno dimostrato che vi è associazione fra la visione di programmi televisivi di carattere violento e la tendenza ad agire in modo aggressivo, producendo effetti a breve termine sulle tendenze aggressive degli spettatori.
La visone aumenta le tendenze aggressive negli spettatori con maggiore probabilità se l’aggressione è presentata come uno strumento efficace che permette di raggiungere i propri scopi e rimanere impuniti, se è rappresentata indipendentemente dalle sue conseguenze negative ed è mostrata come giustificabile, se chi agisce è mostrato con caratteristiche simili allo spettatore ed infine se lo spettatore osserva la rappresentazione della violenza in uno stato di eccitazione emozionale che impedisce un atteggiamento più distante e critico.
La violenza in televisione influenza sia la prontezza ad agire in modo violento che gli atteggiamenti degli spettatori verso la violenza.
Che ruolo hanno il gruppo e le dinamiche interne al gruppo?
Il comportamento aggressivo è maggiore quando gli individui si trovano in un gruppo.
Alla base vi sono i meccanismi di disimpegno morale proposti da Bandura che favoriscono un processo di deindividualizzazione.
La teoria della norma emergente, invece, vede le forme di comportamento estreme più probabili in un gruppo o in una folla perché all’interno del gruppo emergono norme nuove approvate dagli interessati e condivise nelle specifiche situazioni.
L’aggressività è una reazione naturale?
Alla base del comportamento aggressivo potrebbe esserci la frustrazione, una condizione psicologica di sofferenza che nasce dalla impossibilità di soddisfare un’esigenza fondanentale di natura psicologica o fisica e ciò a causa di un ostacolo esterno.
Inoltre se il soggetto interpreta la situazione come pericolosa, per esempio in presenza di armi, dove il rischio di perdita è riferito alla vista, ovvero alla condizione stabile della morte, vi è maggiore predisposizione all’aggresssività.
Quindi?
L’aggressività, come naturale predisposizione legata all’istinto di sopravvivenza, ha un ruolo fondamentale e accomuna ogni individuo ed ogni animale.
La manifestazione e l’intensità del comportamento aggressivo, sono invece profondamente mediati e modulati dagli stimoli esterni e dalla qualità dei modelli a cui veniamo esposti.
Diventa fondamentale accompagnare lo sviluppo aiutando il bambino prima, e l’adolescente dopo, a modularne la manifestazione, in linea con la cultura di riferimento e la morale.
Significa sviluppare un consumo critico dei media, e favorire lo sviluppo di una cultura che non abbia in seno la valutazione positiva della violenza, utilizzando il gruppo come risorsa positiva di scambio e sviluppo.
Questo è possibile in ogni contesto, ma soprattutto ideale a scuola dove il gruppo assume ruolo cruciale.
-------------------------------------------------------------------------------------------
