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19. Oct '07    postato in Home

Disturbi dell’Umore nell’infanzia

Tristezza e disperazione sono sentimenti diffusi nell’età dello sviluppo ed è importante capirne l’origine e coglierne la persistenza al fine di intervenire sia a livello scolastico che famigliare. Tali sentimenti possono portare anche ad atti gravissimi, come il suicidio, e per tale ragione devono essere riconosciuti e raccolti dagli adulti significativi, dai pari e dalle agenzie educative con cui il giovane si relaziona.

I Disturbi dell’Umore si dividono in Depressione maggiore, Distimia, Reazione dell’adattamento con umore depresso, Disturbi dell’umore ricorrenti ad andamento bipolare e Ciclotimia.

I Disturbi dell’umore si caratterizzano per la associazione di alterazioni specifiche dell’umore, turbe dei ritmi biologici, compromissione dell’adattamento socio-relazionale e si presentano con sintomi non specifici, quali lamentele somatiche, problemi comportamentali, condotte delinquenziali, enuresi, problemi di inserimento a scuola o di apprendimento, irritabilità e aggressività.

La Depressione si manifesta con espressione triste del volto, lamentale somatiche, agitazione psicomotoria (litigiosità – goffaggine), ritiro sociale, anedonia, ritardo psicomotorio grave, senso di mancanza di speranza (tentativi di suicidio improvvisi), significativa perdita di peso o aumento, insonnia o ipersonnia, sentimenti di autosvalutazione o colpa.

Depressione del Neonato/Lattante (fino a 24-30 mesi): si osservano reazioni depressive che si connettono sia con carenze affettive relative (assenze brevi ma ripetute, più figure materne, madre depressa) sia con una relazione madre-bambino distorta; più il bambino è piccolo, più la sintomatologia rientra nel quadro dei disturbi somatici. Rara è la vera e propria depressione anaclitica.

Depressione del Bambino Piccolo (dai 3 ai 5-6 anni): le alterazioni comportamentali sono spesso in primo piano: isolamento o ritiro, talvolta calma eccessiva ma più spesso irrequietezza, instabilità eccessiva, comportamenti auto o (più spesso) eteroaggressivi, autostimolazioni prolungate, specialmente comportamenti masturbatori ripetitivi e compulsivi. Si notano anche un aspetto confuso dello stato affettivo, disturbi somatici e sensibilità eccessiva alle separazioni. Le acquisizioni sociali tipiche di quest’età non sono generalmente apprese.

Depressione del Bambino Grande (fino ai 12-13 anni): manifestazioni direttamente legate alla sofferenza depressiva, talvolta comportamenti di autodisprezzo, di autosvalutazione con una sofferenza morale direttamente espressa (“non posso”, “non ce la faccio”, “sono stanco”).
Comportamenti legati alla protesta ed all’opposizione, sentimenti depressivi, alterazioni comportamentale frequenti con insuccesso scolastico quasi costante.

Depressione dell’Adolescente: molto frequente e strettamente legata ai cambiamenti psicoaffettivi di quest’età.   

Il decorso è solitamente cronico o ricorrente e le possibili complicanze possono essere il peggioramento del rendimento scolastico, l’ abuso di sostanze, il coinvolgimento in attività devianti e quella più grave è il suicidio che per gli adolescenti rappresenta la 3° causa assoluta di morte e che è possibile anche nei bambini.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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