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17. Oct '07    postato in Home

Disturbi d’Ansia nell’infanzia

L’ansia nel bambino piccolo, fino ai 7 anni, è spesso manifestata mediante espressione somatica, con cefalea, vomito, dolori addominali o agli arti.
Gli esempi più comuni dell’ansia infantile sono il terrore notturno e la fobia della scuola.

A partire dalla preadolescenza, 11-12 anni, si assiste all’espressione mediante azione, mediante agito, con crisi di collera, atteggiamenti di continua richiesta, alterazioni comportamentali.

Il bambino iperansioso è pervaso da una continua sensazione di apprensione, che lo porta a temere sempre il peggio, come se qualcosa di terribile stesse sempre per accadere.
Non di rado questa ansia si tramuta in stati di collera o comunque di irritabilità, che non sono altro che richiami nei confronti delle figure adulte, per poter essere rassicurato.

L’angoscia, che si sviluppa quando il bambino non è in grado di superare o rispondere ad una situazione per lui dolorosa o minacciosa, può portare modificazioni psicosomatiche quali l’aumento del battito cardiaco, l’aumento del ritmo respiratorio e l’eccessiva sudorazione.
Inoltre si accompagna spesso a un disturbo del sonno con difficoltà a sviluppare un ritmo sonno-veglia regolare.

I Disturbi d’Ansia si dividono in Disturbo d’Ansia da Separazione, Disturbo d’Ansia Generalizzato, Fobie, Disturbo Ossessivo Compulsivo, Comportamenti Isterici del Bambino (14-15 anni), Inibizione.

Disturbo d’Ansia di Separazione: ansia inappropriata rispetto al livello di sviluppo ed eccessiva che riguarda la separazione da casa o da coloro a cui il soggetto è attaccato; un Disturbo d’Ansia di Separazione è rappresentato dalla Fobia Scolare.

Disturbo d’Ansia Generalizzato: ansia e preoccupazioni eccessive, che si associano ad irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, tensione muscolare, o disturbi del sonno. L’ oggetto dell’ansia o della preoccupazione non è legato ad un oggetto specifico o ad una situazione specifica. L’elemento caratterizzante è un’esperienza di malessere che, nei bambini più grandi può essere verbalizzata e, nei bambini più piccoli si traduce in correlati somatici.

Fobie: angoscia nei confronti dell’oggetto o dell’evento fobogeno, ansia anticipatoria, condotte di evitamento.

Disturbo Ossessivo-Compulsivo: presenza di ossessioni (idee, pensieri, impulsi o immagini mentali non eliminabili dalla coscienza in grado di provocare turbamento e disagio) e/o compulsioni (comportamenti ripetitivi o mentali che hanno lo scopo di prevenire  o di ridurre il senso di  malessere legato all‘ossessione) che interferiscono con la vita del soggetto.

Comportamenti Isterici del Bambino: conversioni, crisi, fughe, ipoacusia, amaurosi (indebolimento e perdita totale della vista), mutismo.

Inibizione: delle condotte esterne e socializzate; delle condotte mentalizzate (sia fantasmatiche che intellettive)

L’ansia può associarsi ad altri tipi di sintomi quali quelli depressivi,disturbi del comportamento, disturbi dell’attenzione, disturbi nell’ inserimento sociale, comparsa di condotte di tossicomania in adolescenza.
La scuola deve essere attenta, insieme alla famiglia, nel cogliere i segnali significativi.

Nel bambino, infatti, l’ansia può segnare il probabile sviluppo di future psicopatologie ed è quindi importante riconoscerne i segnali al fine di evitare che comprometta la socializzazione, l’impegno scolastico, e conduca verso altri disturbi.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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