
L’ansia nel bambino piccolo, fino ai 7 anni, è spesso manifestata mediante espressione somatica, con cefalea, vomito, dolori addominali o agli arti.
Gli esempi più comuni dell’ansia infantile sono il terrore notturno e la fobia della scuola.
A partire dalla preadolescenza, 11-12 anni, si assiste all’espressione mediante azione, mediante agito, con crisi di collera, atteggiamenti di continua richiesta, alterazioni comportamentali.
Il bambino iperansioso è pervaso da una continua sensazione di apprensione, che lo porta a temere sempre il peggio, come se qualcosa di terribile stesse sempre per accadere.
Non di rado questa ansia si tramuta in stati di collera o comunque di irritabilità, che non sono altro che richiami nei confronti delle figure adulte, per poter essere rassicurato.
L’angoscia, che si sviluppa quando il bambino non è in grado di superare o rispondere ad una situazione per lui dolorosa o minacciosa, può portare modificazioni psicosomatiche quali [… continua]
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli