Bambini ansiosi - studio inglese

Secondo uno studio inglese di recente pubblicazione i ragazzini di età compresa tra i sette e gli undici anni sperimenterebbero ansia pervasiva, stress e paura del mondo che li aspetta.
Lo studio basato su di un campione di 700 individui, composto da bimbi, genitori e insegnanti, ha rilevato timori di ogni genere che vanno dal terrorismo, al riscaldamento globale alla paura per gli esami futuri.
I risultati della ricerca dell’università di Cambridge convergono con i dati comparsi su un report dell’Unicef che situava il Regno Unito all’ultimo posto del benessere infantile nel mondo sviluppato.
Il dato più interessante è che i ricercatori di Cambridge si sono accorti anche del fatto che nelle scuole al cui interno i docenti parlano dei problemi che spaventano i giovani, la situazione è molto più tranquilla e gli alunni più sereni.
Un dato confortante ed a favore del clima di condivisione e scambio dentro e fuori la scuola, che tanto cerchiamo di diffondere.
Che responsabilità hanno i genitori?
I genitori, spesso inconsapevolmente, spingono i bambini verso modelli ed aspettative alti e ad alto rischio di fallimento, procurando vissuti, tempi e timori decisamente gratuiti. Ogni bambino, ogni ragazzo ha delle peculiarità e delle potenzialità che possono certo svilupparsi, ma con i tempi ed i mezzi propri di quel bambino e di quel ragazzo, senza forzature e stress. Nello scambio con l’adulto poi, nella disponibilità dell’adulto ad assumere il ruolo di modello, si favorisce il processo di sviluppo ed acquisizione.
Che responsabilità ha la scuola?
La scuola ha un importante compito educativo oltre che formativo e favorendo un clima di valorizzazione delle risorse e dell’impegno individuale, smorzando quindi il clima spesso competitivo che si respira tra i banchi, con conseguenti valutazioni elastiche e più creative, aiuterebbe i nostri studenti a dare meno peso alla prestazione e più spinta ed interesse all’apprendimento. Lo studio può e dovrebbe essere piacevole.
Che responsabilità hanno i media?
Informare è il loro compito; spesso però l’informazione viene passata con allarmismo e ciò favorisce certamente da un lato l’enfasi sulla notizia ma dall’altro minaccia la capacità di giudizio dell’ascoltatore o lettore, soprattutto se giovane.
Bisognerebbe avere maggior rispetto dell’utenza esposta ai media "sola" e senza il filtro dell’adulto.
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