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03. Oct '07    postato in Home, Bullismo

Nonnismo - quale legame con bullismo e mobbing?

Il termine nonnismo si riferisce alla parola "nonno", che gergalmente identifica il membro anziano del gruppo, in contrapposizione al "nipote", cioè al novizio.

Con il termine nonnismo vengono comunemente definiti quei comportamenti ingiuriosi o intimidatori o violenti tenuti dai militari più anziani nei confronti delle reclute, costituenti l’esercizio di un’autorità tirannica e vessatoria, fondata su un presunto potere derivante dall’anzianità . Indica cioè comportamenti che vanno dalla semplice prepotenza alle prove di iniziazione che i membri anziani di un gruppo impongono ai novizi.

Tali comportamenti, grazie al vincolo di solidarietà fra militari più anziani in servizio , mirano ad imporre nella convivenza all’interno degli ambienti militari un insieme di regole diverse e aliene da quelle proprie della disciplina militare , dando vita ad una vera e propria gerarchia parallela a quella ufficiale.

Il fenomeno del nonnismo, a lungo colpevolmente sottovalutato non solo dai vertici istituzionali ma dalla stessa opinione pubblica, è stato da qualche anno a questa parte oggetto di un profonda analisi, alla luce dell’ allarme sociale suscitato da gravi episodi di violenza verificatesi in ambienti militari.

Fenomeni di nonnismo si osservano generalmente nella truppa di un esercito, ma dinamiche simili vengono osservate anche in altri gruppi strutturati in modo analogo quali collegi, seminari, carceri.

All’interno degli eserciti il nonnismo è ufficialmente vietato e scoraggiato, benché non pochi ufficiali tendano a minimizzarlo considerandolo parte del processo formativo del militare.
Le gerarchie, soprattutto ufficiali subalterni e sottufficiali, tendono a ignorarlo.

Le violenze più comuni sono il cospargere di cera bollente la schiena del nuovo arrivato, obbligarlo a fermare con la testa una monetina che scivola sul muro o a subire un lunga serie di percosse per verificarne la resistenza.
Solo nel ’99 sono stati segnalati 861 casi di nonnismo.

Qual’è il legame con il bullismo?

Si può parlare di un bullismo di inclusione (nonnismo) quando le vittime sono i piccoli che devono sottoporsi a persecuzioni perlopiù ritualizzate per essere ammesse nel gruppo. Si può invece parlare di un bullismo di esclusione (ostracismo) laddove la vittima è interna al gruppo  e viene umiliata e perseguitata in quanto considerata estranea alla cultura e al modello identitario prevalente nel gruppo.


Come si manifesta il nonnismo?

Umiliazioni, sputi, derisioni, insulti. Come per i già noti fenomeni del bullismo e del mobbing si tratta di una violenza psicologica esercitata dall’uomo su un altro uomo in modo del tutto gratuito, che porta all’umiliazione volontaria e continuata dell’altro. Cambia il luogo in cui tale violenza si esplica; si tratta della scuola per il bullismo, dell’ambito di lavoro per il mobbing e dell’ambito militare per il nonnismo. Come per gli altri fenomeni dietro il ruolo di aggressore vi può essere un singolo o un gruppo.

Essere derisi, essere esclusi dal proprio gruppo di appartenenza o demotivati relegandoti a svolgere lavori o attività inutili e degradanti, di secondaria importanza, al solo fine di umiliarti per spingerti ad andartene o per farti scontare una punizione.

Sono comportamenti distruttivi che, alla lunga, in chi li subisce, possono portare a nevrosi e disturbi del carattere o del comportamento, disturbi psicologici e sfociare in vere e proprie malattie, gastriti, ulcere, diarree, cefalee, deficit immunitari.

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Il caso: nonnismo al femminile

Una caporalessa di 24 anni in servizio al centoottantaseiesimo reggimento paracadutisti Folgore di Siena è stata indagata, insieme ad un caporale di 23 anni, per un episodio di nonnismo che sarebbe avvenuto nel marzo 2004 ai danni di una giovane recluta.

La recluta rimasta vittima dell’episodio di nonnismo aveva chiesto al caporalmaggiore di poter utilizzare il telefono. Il graduato gli avrebbe imposto di pompare, ovvero di fare flessioni, per poter ottenere quello che aveva chiesto. Mentre la recluta eseguiva le flessioni, secondo l’accusa, la caporalessa della Folgore, gli avrebbe assestato alcuni calci nel costato, procurandogli traumi e lesioni.

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Nonnismo, video scandalo in Inghilterra

Trasmesse da diversi canali televisivi, le immagini mostrano uomini nudi che si picchiano in un campo, a pugni nudi e con le braccia avvolte da pezzi di gomma; sarebbero state girate nel maggio scorso in segreto da un soldato. Una delle reclute è stata picchiata fino a che non ha perso conoscenza.

Il ministero della Difesa britannica ha aperto un’inchiesta su presunti episodi di nonnismo nel corpo dei Royal Marines proprio a seguito del videoin cui si vede una violenta rissa fra reclute in una caserma nei pressi di Plymouth a sud dell’Inghiterra. L’ipotesi è che le reclute siano state costrette alla lotta in una sorta di cerimonia di iniziazione.

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L’ indagine

La Commissione difesa della Camera ha svolto un’indagine conoscitiva in materia di episodi di violenza e di qualità della vita nelle caserme e da tale indagine è emerso che il nonnismo negli ambienti militari è caratterizzato dall’esistenza di una gerarchia informale, fondata sull’anzianità di servizio, che si affianca a quella ufficiale, e da un sistema di poteri, costituiti in capo ai militari più anziani, cui corrispondono obblighi e imposizioni a carico delle reclute, costrette a subire atti di sopraffazione e violenza.

Per prevenire e contrastare il fenomeno lo Stato Maggiore dell’Esercito prima costituito una commissione di esperti composta sia da soggetti interni che esterni all’amministrazione incaricata di indagare il fenomeno per rinvenirne le cause e proporre soluzioni adeguate (1998), e poi fissato una serie di direttive volte alla prevenzione e alla repressione in sede disciplinare degli atti di nonnismo.
Inoltre, è stato istituito un Osservatorio permanente sulla qualità della vita nelle caserme e sui disagi sofferti dal personale con l’obiettivo di raccogliere ed elaborare le informazioni relative a fatti di violenza in ambienti militari; tra gli strumenti utilizzati un numero verde e un questionario

Le iniziative adottate dai vertici militari hanno sicuramente contribuito al contenimento del fenomeno, che ha subito una regressione; nel 1999, infatti, sono stati registrati non meno di 650 episodi di nonnismo mentre nel 2000 se ne sono contati 199.

La Commissione difesa ha denunciato che alle iniziative operate sul piano amministrativo e disciplinare non corrispondono risposte sanzionatorie sul piano penale.

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Aspetti legislativi

Gli atti di nonnismo vengono sanzionati penalmente facendo ricorso alle fattispecie di abuso di autorità - violenza contro un inferiore, minaccia o ingiuria a un inferiore (artt. 195 s. c.p.m.p.) -, oppure ai reati di percosse, lesioni personali, ingiuria, minaccia e diffamazione, previsti nel codice penale militare di pace (artt. 222 ss.) ed, infine, a reati disciplinati dal codice penale comune quali la violenza privata (art. 610 c.p.), l’estorsione (art. 629 c.p.), il sequestro di persona (art. 605 c.p.).

La disciplina dei reati contro la persona prevista dal codice penale militare appare assolutamente inidonea a sanzionare adeguatamente le condotte riferibili al nonnismo; infatti, la mancata previsione di criteri per l’esercizio del potere di richiesta da parte del comandante e l’assenza di controllo sul suo operato, possono dar luogo a gravi discriminazioni , che nemmeno l’obbligo di motivazione della richiesta può efficacemente prevenire.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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