Droga - ecstasy danneggia cellule cervello attaccando i mitocondri

L’ecstasy, una delle droghe piu’ diffuse tra i giovani, riesce a distruggere le cellule del cervello, attaccando le centraline energetiche dei neuroni.
Uno studio portoghese, condotto su topi e pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience, ha messo in luce il meccanismo che sta alla base di questo processo e cioè che il principio attivo dell’ecstasty danneggia i mitocondri contenuti nei neuroni, che sono le centraline energetiche della cellula nervosa, e ne provoca il malfunzionamento fino ad arrestarle.
Lo studio condotto su animali e’ stato condotto da Felix Dias Carvalho, tossicologo dell’universita’ di Porto.
La consumazione dell’ MDMA (principio attivo dell’ecstasy) avrebbe l’effetto di accelerare il processo di invecchiamento dei neuroni che potrebbe portate anche a malattie neurogenerative come l’Alzheimer.
Il derivato dell’anfetamina agisce direttamente sui mitocondri contenuti nei neuroni ed in particolare l’MDMA danneggia i mitocondri attraverso l’azione deleteria verso una sostanza chiamata monoamina ossidasi B.
Il risultato e’ il malfunzionamento delle centraline energetiche della cellula nervosa fino ad un loro arresto.
Lo studio portoghese dimostrerebbe che l’MDMA, il principio attivo della sostanza, distrugge le cellule del cervello attaccando i cosiddetti ‘mitocondri’, le centraline energetiche dei neuroni.
Ma cos’è l’MDMA?
Si tratta di una sostanza a prevalente azione agonista sui siti serotonergici che va ad inibire la ricaptazione della serotonina, proprio come fanno gli antidepressivi e che causa il rilascio di dopamina.
Quali sono gli effetti a breve e lungo termine?
Tra gli effetti indotti dalla sostanza vi sono la stimolazione del sistema nervoso, l’euforia, il nistagmo, la diminuzione dell’appetito, l’aumento della temperatura corporea, l’acidità di stomaco, la perdita del controllo muscolare, il sovraffaticamento,gli sbalzi di pressione o stress dovuti alla sensazione di euforia.
Il soggetto ha la sensazione che tutto sia giusto e buono, una diffusa sensazione di pace, e le cose appaiono belle ed interessanti; fenomeno noto come Entactogenesi.
I soggetti che consumano questa sostanza spesso riferiscono di una sensazione di maggiore facilità nella comunicazione; fenomeno noto come Empatogenesi.
Inoltre può aumentare significativamente l’intensità delle percezioni sensoriali quali il tatto, la propriocezione, la vista, il gusto e l’olfatto.
Infine è possibile registrare la presenza di sintomi quali irrequietezza, confusione e nei casi più gravi aritmie con ipotensione fino allo shock.
E gli effetti a lungo termine sono devastanti: secondo i ricercatori questa droga puo’ addirittura portare all’insorgenza del morbo di Alzheimer.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli-------------------------------------------------------------------------------------------
