Il ritorno a scuola - stress da rientro

La sindrome da rientro, della quale abbiamo già parlato in un precedente post, si manifesta con nervosismo e affaticamento, stanchezza, irritabilità, disturbi del sonno, tachicardia, sudorazione eccessiva; sono i sintomi che nei primi giorni di lavoro dopo le vacanze colpiscono un italiano su due.
Il soggetto colpito tende a manifestare senso di stordimento, calo dell’attenzione, mal di testa, digestione difficile, raffreddore, mal di gola, tosse e vari dolori muscolari.
Gestire il rientro al lavoro è possibile preparandosi al cambiamento.
Questo stress da rientro non riguarda solo gli adulti; anche i bambini tornano agli impegni quotidiani, a scuola.
L’inizio della scuola spesso fa emergere comportamenti inattesi quali distrazione, iperattività, timidezza, disadattamento, malumore, che sono proprio il sintomo di uno stress che diventa gestibile se adulto e bambino si sono preparati al cambiamento.
Per tutti i bambini la fine delle vacanze rappresenta un grosso cambiamento riguardante sia il tempo che i rispettivi genitori riescono a dedicare loro, che il loro personale tempo libero, il gioco…
Propio come nell’adulto, questo crea dei piccoli disequilibri a livello psicologico e fisico e diventa un momento che l’intera famiglia è chiamata a gestire.
Posso comparire delle somatizzazioni quali mal di testa, mal di pancia, sonnolenza , apatia o al contrario agitazione o irrequietezza. In alcuni casi si può anche avere bulimia, inappetenza oppure forme di diarrea.
Prepararsi al cambiamento significa per adulti e piccini creare un ponte non drastico tra il periodo delle vacanze e la ripresa delle attività, conservando i momenti di aggregazione e divertimento e cercando di orientarsi verso le attività con la sensazione di padroneggiamento e gestione, non quindi come fossero imposte o particolarmente ardue.
Lo studio può essere anche un importante momento di condivisione e socializzazione, e consentire ad un figlio di organizzare lo studio in modo condiviso con dei compagni di classe, potrebbe essere un modo interessante di orientarsi allo studio con piacevolezza e motivazione.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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L’imposizione da parte degli adulti di ritmi temporali del rientro alle normali attività (scuola,sport,palestra,ecc)non deve essere una forma di “violenza” verso il bambino. Questo significa tener conto anche del desiderio di non fare tutto e necessariamente bene; l’ansia da prestazione purtroppo spesso è presente e latente anche nei bambini che per molti genitori devono seguire ritmi spesso stressanti e questo solo per “accontentarli”
Laura Alberico, September 7th, 2007