Vero grande poeta
La distanza si misura in metri?
Eppure ci guardiamo
dai nostri settecento metri in linea d’aria
tu, figura maschile, e tu, figura femminile
siete così vicini eppure ignari uno dell’altra.
Chissà se mai vi siete parlati, o ascoltati, da un terrazzo all’altro.
Vorrei essere io a presentarvi
invece esce il quarto incomodo
in pantaloni neri e camicia bianca,
anche da qui si vede che ha la panza
spunta dal terrazzo e guarda te, figura femminile col vestitino leggero rosa
e lui, figura maschile con canottiera rossa
lo vede e si ritrae.
Il quarto incomodo,
che immagino coi suoi capelli tinti neri da far ridere,
appoggia il gomito sulla ringhiera
tu, figura femminile che forse mi hai salutato
scompari in casa,
io, indubbiamente alzo il braccio ti saluto
la figura maschile spero mi abbia sorriso
il quarto incomodo attende, col suo gomito appoggiato
il tuo ritorno
Gesù bambino martire
E un autobus si mette in gara parallela
con un bambino vittorioso che saluta con la mano
questo bambino così bello così biondo così sereno
che mi viene da rispondergli: ciao Gesù bambino!
il suo sorriso si spezza contro lo sguardo di un meridionale che ti guarda solo come un meridionale ti può giudicare
magia bianca e magia nera,
tanto che mi riporto in luoghi da noi condivisi:
Traditrice notte del tuo pomeriggio
ristora il tuo fisico, illudi il tuo spirito
in questa avvelenata fonte
altra è la tua sete
Può il silenzio donarti l’oblio
desiderarlo
e nel contempo odiarlo
Aggiungerei, quindi, non è più tempo di santi, profeti ed eroi
quando si è destinati obbligatoriamente al sacrificio,
sconfinando nella categoria dei martiri
come un povero impiegato di banca di Parma
che per difendere i propri diritti,
che erano i diritti di tutti gli impiegati di banca d’italia,
è stato perseguitato a termini di legge,
chiuso in manicomio,
e per continuare a far sentire la sua voce,
che era la voce di tutti gli impiegati di banca d’italia,
cominciò, da solo, abbandonato, a scalare grattacieli.
Abbandonato da chi, nella routine del consenso-apparenza commette quotidianamente il suo stesso peccato.
Andrea Boero
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