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03. Sep '07    postato in Poesie

Vero grande poeta

La distanza si misura in metri?

Eppure ci guardiamo
 dai nostri settecento metri in linea d’aria
 tu, figura maschile, e tu, figura femminile
siete così vicini eppure ignari uno dell’altra.
 Chissà se mai vi siete parlati, o ascoltati, da un terrazzo                                           all’altro.
 Vorrei essere io a presentarvi
 invece esce il quarto incomodo
 in pantaloni neri  e camicia bianca,
 anche da qui si vede che ha la panza
 spunta dal terrazzo e guarda te, figura femminile col vestitino leggero rosa
 e lui, figura maschile con canottiera rossa
 lo vede e si ritrae.
 Il quarto incomodo,
 che immagino coi suoi capelli tinti neri da far ridere,
 appoggia il gomito sulla ringhiera
  tu, figura femminile che forse mi hai salutato
 scompari in casa,
 io, indubbiamente alzo il braccio  ti saluto
 la figura maschile spero mi abbia sorriso
 il quarto incomodo attende, col suo gomito appoggiato
 il tuo ritorno

 
 
 

Gesù bambino martire

E un autobus si mette in gara parallela
 con un bambino vittorioso che saluta con la mano
 questo bambino così bello così biondo così sereno
 che mi viene da rispondergli: ciao Gesù bambino!
 il suo sorriso si spezza contro lo sguardo di un meridionale che ti guarda solo come un meridionale ti può giudicare
 magia bianca e magia nera,
 tanto che mi riporto in luoghi da noi condivisi:

Traditrice notte del tuo pomeriggio
 ristora il tuo fisico, illudi il tuo spirito
 in questa avvelenata fonte
 altra è la tua sete
  Può il silenzio donarti l’oblio
 desiderarlo
 e nel contempo odiarlo

Aggiungerei, quindi, non è più tempo di santi, profeti ed eroi
quando si è destinati obbligatoriamente al sacrificio,
sconfinando nella categoria dei martiri
 come un povero impiegato di banca di Parma
 che per difendere i propri diritti,
 che erano i diritti di tutti gli impiegati di banca d’italia,
 è stato perseguitato a termini di legge,
chiuso in manicomio,
e per continuare a far sentire la sua voce,
 che era la voce di tutti gli impiegati di banca d’italia,
 cominciò, da solo, abbandonato, a scalare grattacieli.
Abbandonato da chi, nella routine del consenso-apparenza commette quotidianamente il suo stesso peccato.

Andrea Boero

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