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28. Jun '07    postato in Home

Disturbi dell’ Apprendimento - introduzione

Il compito di sviluppo scuola rappresenta spesso una fase critica e conduce spesso ad una significativa rilevazione di disagio; a volte alla base del disagio derivante dall’insuccesso formativo vi sono disturbi dell’apprendimento non diagnosticati.

Con la sigla D.S.A. si intendono i Disturbi Specifici dell’ Apprendimento ovvero disturbi nell’apprendimento di alcune abilità specifiche che non permettonono una completa autosufficienza nell’apprendimento poiché le difficoltà si sviluppano sulle attività che servono per la trasmissione della cultura, quali la lettura, la scrittura e/o il far di conto.
I disturbi specifici dell’apprendimento  sono: dislessia - disgrafia - disortografia - discalculia.

In un soggetto si possono verificare anche più disturbi insieme, si ritiene che abbiano origine di tipo neuropsicologico e solitamente hanno carattere ereditario.

I disturbi specifici dell’ apprendimento si verificano in soggetti che hanno intelligenza almeno nella norma e con caratteristiche fisiche e mentali nella norma, e, anche la capacità di imparare non è assolutamente preclusa.

Si può porre una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento quando, a test standardizzati di lettura, scrittura e calcolo, il livello di una o più di queste tre competenze risulta di almeno due deviazioni standard inferiore ai risultati medi prevedibili, oppure l’età di lettura e/o di scrittura e/o di calcolo è inferiore di almeno due anni in rapporto all’età cronologica del soggetto, e/o all’età mentale, misurata con test psicometrici standardizzati, nonostante una adeguata scolarizzazione.
 
La compromissione dell’abilità specifica deve essere significativa, che operazionalizzato significa inferiore a -2ds dai valori normativi attesi per l’età o la classe frequentata (qualora non coincida con l’età del bambino; il livello intellettivo deve essere nei limiti di norma, che operazionalizzato significa un QI non inferiore a -1ds rispetto ai valori medi attesi per l’età.

Da notare la differenza con i disturbi non specifici di apprendimento che si riferiscono ad una disabilità ad acquisire nuove conoscenze e competenze non limitata ad uno o più settori specifici delle competenze scolastiche, ma estesa a più settori. Il Ritardo Mentale, il livello cognitivo borderline, l’ADHD, l’Autismo ad alto funzionamento, i Disturbi d’ansia, alcuni quadri Distimici, sono alcune tra le categorie o entità diagnostiche che causano o possono causare disturbi non specifici dell’apprendimento

Per i disturbi specifici di apprendimento sono stati descritti principalmente due fattori, genetici ed acquisiti che possono manifestarsi da soli o in concomitanza ed essere tra loro correlati. I fattori genetici indicano che il rischio di dislessia per i parenti di primo grado si colloca fra il 35 e il 45%.

Per fattori acquisiti intendiamo complicanze o lesioni in fase perinatale o postnatale, come per esempio una sofferenza cerebrale precoce in grado di rallentare la velocità di maturazione, od altre forme lesionali tuttavia non molto frequenti in età evolutiva.

In alcuni casi il disturbo psicopatologico sembra essere una conseguenza del disturbo di apprendimento e dell’insuccesso scolastico che esso comporta; in questi casi il disturbo psicopatologico tende a ridursi spontaneamente in parallelo con la riduzione delle difficoltà scolastiche.
In altri casi il DSA appare agire come un fattore scatenante per la strutturazione di un disturbo psicopatologico già presente, sia pur in forma larvata, negli anni precedenti; in questo caso l’andamento dei due disturbi appare relativamente indipendente.

L’evoluzione è influenzata dalla gravità del DSA e dalla tempestività e adeguatezza degli interventi, dal livello cognitivo e metacognitivo, dall’ampiezza delle compromissioni neuropsicologiche, dalla associazione di difficoltà nelle tre aree (lettura, scrittura, calcolo), dalla presenza di comorbilità psichiatrica e dal tipo di compliance ambientale.

I fattori predittivi per una evoluzione favorevole sono il Quoziente di lettura superiore a 75, ed uno scarto tra età cronologica ed età di lettura inferiore a due anni, diagnosi alla fine della seconda classe elementare, trattamento tempestivo e idoneo, livello cognitivo superiore alla media, assenza di comorbilità psichiatrica.

Per una prognosi sfavorevole sono individuati segni predittivi di polo opposto i disturbi di apprendimento di grado medio-grave, presenza di deficit multipli neuropsicologici, comorbidità psichiatrica, diagnosi tardiva, bassa velocità di lettura, trattamento insoddisfacente e fattori multipli di vulnerabilità tra i quali quello più incisivo è rappresentato da un ambiente familiare non ottimale.

Non rientrano nei disturbi specifici di apprendimento tutti quei problemi scolastici imputabili ad un’altra serie di fattori quali la scarsa motivazione da parte dello studente, ambiente di provenienza privo di stimoli adeguati, una scuola che non è in grado di prendersi in carico i problemi dei suoi alunni, una didattica sbagliata e inefficace e non ultimo a ritardi maturazionali.

Le maggiori difficoltà di apprendimento possono essere:

Basso rendimento scolastico
Disturbi specifici dell’apprendimento
Disturbi del linguaggio
Disturbi di attenzione
Ritardo mentale
Disturbi di personalità
Disabilità plurime
Sordità e ipoacusia

Le difficoltà nelle competenze comunicativo-linguistiche, motorio-prassiche, uditive e visuospaziali in età prescolare sono possibili indicatori di rischio di DSA, soprattutto in presenza di una anamnesi familiare positiva.
Tali difficoltà devono essere rilevate dal pediatra nel corso dei periodici bilanci di salute, direttamente o su segnalazione da parte dei genitori e/o degli insegnanti della scuola dell’infanzia e del primo anno della scuola primaria. Se persistenti nel tempo vanno segnalati ai servizi sanitari dell’età evolutiva per un approfondimento.
    
Al termine del primo anno devono essere segnalati ai genitori i bambini che presentano difficoltà nell’associazione grafema-fonema e/o fonema-grafema; mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura; eccessiva lentezza nella lettura e scrittura; incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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