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26. Jun '07    postato in Home, Bullismo

Bullismo vs ADHD e DCD

Sia i bimbi iperattivi che quelli con problemi di coordinazione dell’attenzione e delle capacità motorie hanno una labilità maggiore e possono più facilmente manifestare interazioni sociali disturbate con i propri coetanei nella scuola.

I bambini iperattivi con disturbi di attenzione (ADHD) e i bambini goffi e con disturbi motori (DCD) sono più a rischio dei loro coetanei di ricoprire il ruolo di bullo e/o vittima.

I bimbi goffi spesso mostrano anche una mancanza di autostima e strategie comportamentali dettate da introversione, che spesso li rendono marginali all’interno di un gruppo di compagni di scuola. I bambini goffi hanno una elevata probabilità di diventare vittime, mentre i bimbi iperattivi possono ricoprire il ruolo di bullo, di vittime o entrambi.

La sindrome DCD è una categoria del DSM 4° che riguarda i disturbi nello sviluppo della coordinazione motoria (bambini goffi).
I bambini affetti da tale sindrome presentano problemi nelle capacità motorie e nell’equilibrio, tali da interferire nelle loro strategie di apprendimento e nelle relazioni sociali.
Da un punto di vista comportamentale questa sindrome e l’atteggiamento della vittima possono essere confusi, ma in realtà hanno una eziologia differente.

La sindrome ADHD è una categoria del DSM 4° che riguarda deficit di attenzione e disturbi relativi all’iperattività.
I bambini affetti da tale sindrome presentano difficoltà nei processi di attenzione, impulsività e iperattività.
Da un punto di vista comportamentale questa sindrome e l’atteggiamento del bullo possono essere confusi, ma in realtà hanno una eziologia differente.

Il comportamento del bullo è caratterizzato da una forte carica aggressiva che si manifesta attraverso una serie di azioni prodotte da una singola persona e dirette verso gli altri, siano esse persone singole o organizzate in un gruppo con lo scopo di recare danno.

È accertato che il fenomeno diminuisce quantitativamente con l’aumentare dell’età; quindi da fenomeno generalizzato negli anni della fanciullezza, nella pubertà con l’evolversi delle capacità sociocognitive e morali, diminuisce il numero di coloro che prevaricano e di quelli disposti a farsi prevaricare, ma si radicalizzano i ruoli di bullo e di vittima; una sorta di nonnismo preludio di più gravi deviazioni future.

Il ruolo dell’insegnante è fondamentale per la rilevazione sia del disagio che di altre forme di disturbo, costituendo una prima e preziosa fonte di rilevazione.

Quando si parla di disagio scolastico è bene ricordare che si possono trovare atteggiamenti di inibizione nella relazione con l’adulto e coi compagni, fino a comportamenti di aperto rifiuto come il pianto o la chiusura, fobie, somatizzazioni, indicatori che consentono ad insegnanti, genitori ed esperti di cogliere il disagio.

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ADHD

ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), o più semplicemente ADD (Attention Deficit Disorder), è la sigla del disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

I bambini appaiono iperattivi, deconcentrati, assumono comportamenti di cui il genitore fa difficoltà a gestire.

Questi bambini hanno difficoltà di apprendimento nelle aree verbali (es la lettura), enormi difficoltà nel completare autonomamente un compito assegnato, nel ricordare di compiere ciò che gli viene detto e programmato di fare e, infine, nel riuscire a portare a termine un progetto già iniziato. Presentano inoltre difficoltà di coordinazione, sono impulsivi e facilmente distratti.

L’ADHD è quindi caratterizzata da deficit di attenzione, impulsività e iperattività.

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DCD

Secondo il manuale diagnostico DSM-IV (1994) il disturbo dello sviluppo della coordinazione (DCD, Developmental Co-ordination Disorder) consiste in una marcata compromissione dello sviluppo della coordinazione , che interferisce con l’apprendimento scolastico e lo svolgersi delle attività quotidiane e che esclude condizioni di ritardo mentale, medicina generale o disturbi generalizzati dello sviluppo .

Diversamente l’ICD-10 (1992), utilizzando un concetto più ampio, definisce “disturbo evolutivo specifico della funzione motoria” quella grave compromissione dello sviluppo della coordinazione motoria non spiegabile in termini di ritardo intellettivo generale o di una specifica patologia neurologica congenita o acquisita, includendo sindrome da bambino goffo e disprassia evolutiva.

Nella maggioranza dei casi il disturbo è caratterizzato da impaccio motorio e compromissione dei compiti visuo-spaziali.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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