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25. May '07    postato in Home, Recenti ricerche

Doping - non solo tra campioni, a rischio gli adolescenti

Le pagine dei giornali sportivi e della cronaca internazionale sono pieni, soprattutto in questo periodo, di clamorose dichiarazioni e ammissioni da parte di grandi sportivi rispetto al loro personale abuso di sostanze stupefacenti; atleti che dopo aver fatto outing si dichiarano pronti ad assumere le conseguenze delle loro precedenti scelte. Ma il doping cos’è? Il doping interessa solo i professionisti?

Con il termine doping ( derivante dalla Dopamina ) ci si riferisce all’uso o abuso di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare  il rendimento fisico e le prestazioni dell’atleta.
Costituisce una grave infrazione sia a livello etico che a livello medico, infatti i regolamenti sportivi vietano questa pratica, regolamentando strettamente le tipologie e le dosi dei farmaci consentiti, e prescrivendo l’obbligo per gli atleti di sottoporsi ai controlli antidoping, che si effettuano mediante l’analisi delle urine e in taluni casi anche del sangue.

tuttavia, nonostante i controlli, l’uso di sostanze e terapie dopanti è diffuso non solo nello sport professionistico ma anche in quello dilettantistico e perfino amatoriale, ed intorno al fenomeno del doping c’è un giro d’affari che solo in Italia è stimato in circa 500 milioni di Euro.

Allarmanti dati riferiti all’uso di Doping da parte degli adolescenti, provengono da uno studio francese che ha interessato una coorte di atleti preadolescenti durante un periodo di 4 anni. Una percentuale del 3% dei ragazzi partecipanti al progamma di ricerca ha dichiarato di aver fatto / fare uso di sostanze dopanti.

L’uso è legato all’esigenza di ottenere ottimali prestazioni sportive e l’uso continuo delle sostanze dopanti è rinforzato dalle vittorie ottenute.
Questi risultati mostrano che il doping può essere presente quotidianamente tra gli atleti preadolescenti.

Si è perso il senso dello sport, la piacevolezza dell’attività in sè come momento ludico, di svago, di socializzazione e di costruzione della propria personalità.
Un società che vuole e tenta di creare solo dei vincenti è una società che non avrà mai un vincitore, ma solo tanti perdenti.
Il vecchio motto dell’importante è partecipare sembra morto e sepolto.
I giovanissimi abbandonano lo sport ai primi insuccessi e sono spesso spinti dai genitori ad investire eccessive energie e false speranze in una attività che dovrebbe portare solo piacevolezza e liberazione. I figli di oggi sono figli programmati per vincere, primeggiare, riuscire…
Lasciamoli giocare, lasciamoli divertire.
Rivalutiamo i giochi destrutturati, quelli fatti in strada con le cose semplici, e lasciamo le divise e la voglia di primeggiare; ritorniamo al gioco!
Lasciamo che ognuno possa esprimere nello sport la propria identità, in modo libero e sereno, con un puro desiderio di aggregazione e di voglia di divertirsi.
Lo sport è benessere solo se vissuto in modo autentico, altrimenti sarà l’ennesima pratica frustrante e selettiva creata da questa società.
Un modello adeguato per i nostri figli…la speranza di un gioco pulito!

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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