Identikit dei detenuti - Indagine Carcere e Povertà

Da un’indagine condotta negli stituti penitenziari di San Vittore, Opera e Bollate tra febbraio e luglio del 2006, l’identikit del detenuto è di un giovane, disoccupato o con saltuarie occupazioni in nero. I dati provengono dall’indagine "Carcere e povertà", che avvalendosi di un questionario ha raccolto le risposte di 1.306 detenuti. Il 62,7% di loro ha un’età compresa tra i 25 ed i 44 anni e il 28,6% di loro al momento dell’arresato era occupato in nero, mentre il 21,5% disoccupato.
Il 48% dei giovani che finiscono dentro le carceri sono disoccupati o con posizioni irregolari, e la percentuale di disoccupazione scende all’avanzare dell’età; inoltre 1/4 dei detenuti non ha neppure terminato la scuola dell’obbligo.
Il quadro allora è di un giovane con bassa scolarità, disoccupato, o con lavoro nero alle spalle.
Dietro cosa c’è? Dietro c’è la povertà giovanile, cha va dall’indigenza economica, a volte estrema, alla precarietà familiare, alle carenze educative, all’impreparazione per il lavoro, allo sfruttamento da parte di terzi, alla discriminazione etnica o sociale, all’impiego abusivo/lavoro nero, alle dipendenze, all’appiattimento delle prospettive di vita, alla mancanza di un progetto per il futuro, alla solitudine affettiva.
Da un contesto di terribile solitudine socio-affettiva, con la cercerazione sprofondano in un mondo per eccellenza luogo di emarginazione e di isolamento: il carcere.
Ecco che salgono i numeri di morti in carcere, persone-numero che seguono il loro destino di "numero" e vanno ad allargare la casistica dei decessi da carcere. Serve un cambiamento culturale.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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