sos

Psicologia

e dintorni

18. Apr '07    postato in Home

FRATELLI: nati e cresciuti nella stessa famiglia ma diversi

Perché i fratelli pur condividendo gli stessi genitori e lo stesso ambiente familiare sono cosi straordinariamente diversi tra loro?
   
Lo studio delle differenze tra fratelli è stato possibile a partire dagli anni Ottanta con il superamento della dicotomia ambientalismo e innatismo, in quanto patrimonio genetico e influenze ambientali devono essere connessi per comprendere le differenze tra fratelli (Dunn & Plomin, 1982).
Partendo da questo presupposto sono sorti diversi studi tra cui
- il Sibling Inventory Differential Experience, un questionario composto da item a cui si chiede ai soggetti di rispondere tramite una scala likert da 1 a 5 mettendo a confronto se stessi con il proprio fratello (Daniels & Plomin, 1985);
- il Colorado Adoption Project (Plomin & DeFries, 1983) e il Cambridge Sibling Study (Dunn, 1996), studi longitudinali consistenti in interviste e osservazioni in contesti naturali di interazione familiare;
- lo Swedish Adoption Twin [… continua]

» Postato da dott.ssa Annalisa De Filippo

18. Apr '07    postato in Fatti di cronaca

Condannata ex-supplente per morso ad un bimbo

Una ex-supplente di un istituto milanese è stat condannata a 4 mesi per aver morso un bambino a seguito di un rimprovero.

L’episodio risale al 2000, e allora il bimbo aveva 9 anni.

 

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli

18. Apr '07    postato in Home, Recenti ricerche

Pedofilia - il rischio è online

 

La polozia Postale ammonisce, 11 piccoli nevigatori su 100 hanno incontrato online possibili maniaci; solo 1 su 4 lo ha detto ai propri genitori.

C’è una generale sottovalutazione del rischio di pedofilia, sia da adulti che da piccini.

L’uso dei minori di internet spesso è senza un adeguato accompagnamento del genitore; è necessario allora sensibilizzare e sollecitare una maggiore vigilanza per un uso sicuro di questo potente strumento di comunicazione.

Si possono avere contatti pericolosi, essere truffati o incontrare liberamente materiale pornografico. L’atteggiamento collettivo è di minimizzazione.

Ciò mi che preoccupa è il timore che la vittima, coltivi l’idea che sia "una cosa di cui non si possa parlare", "da non dire". Idea spesso accompagnata da sentimenti di vergogna o peggio di curiosità. Serve un atteggiamento di profonda accoglienza non-giudicante, che incoraggi il dialogo e la richiesta di aiuto nei propri figli. I rischi sono molto più seri se [… continua]

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli