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14. Apr '07    postato in Home, Bullismo

Il disadattamento scolastico


Nell’ambito scolastico, i bambini, talora, sciorinano disparate incognite psicopedagogiche che, se non celermente fronteggiate, possono impiantare il prologo, per adiacenti forme di disadattamento scolastico e/o di mortalità scolastica.
I bambini che esibiscono un mancato inserimento nella scuola, eclissano vissuti emozionali, affettivi e relazionali che producono, col tempo, una condizione di svantaggio.
Per siffatta causa, tali bambini sono designati, talora,quali bambini inferiori, anche dal punto di vista cognitivo.
Lo condizione sociale di svantaggio, cui essi rinvengono, non sempre è legata ad un disturbo fisico e /o psichico, validamente diagnosticato dagli operatori sanitari,essa  potrebbe trarre origine, altresì,  da occasioni di mancanza economica, affettiva, culturale e sociale.
Solitamente, questa collocazione, poco vantaggiosa,restituisce al soggetto una posizione gregaria e subalterna, anche nei confronti del gruppo classe. Purtroppo, prima delle recenti riorganizzazioni ministeriali in materia di istruzione,vi erano i Programmi dell’85, i quali affidavano un esiguo riguardo al disadattamento scolastico;difatti, tale terminologia non appare  in nessuna parte.
Il disadattamento,altro non è,che l’esito di uno svantaggio latente,o manifesto,di ordine affettivo, cognitivo, e relazionale.
Il soggetto disadattato, per i punti di cui sopra, non riesce a narrare tutto se stesso,poiché prende quota,  già da una posizione di  detrimento, sia per ipotizzabili scusanti personali,sia per la  percezione recalcitrante, che gli altri hanno di lui. La percezione  che gli altri individui hanno di un soggetto svantaggiato, viene percepita,finanche da quest’ultimo, il quale  in base al  modo di essere,potrebbe  dare origine a  rendiconti poco  apprezzabile su di se e sugli altri.
L’alunno disadattato prospetta difficoltà  di adattamento al gruppo classe, palesa instancabilità e/o indolenza,inefficace apertura verso gli altri,o invece tormentoso egocentrismo, elicitato, talora, attraverso comportamenti dispotici. Il disadattamento,si configura così,come una forma di incapacità, da parte dell’allievo, intorno all’interiorizzazione delle regole della classe.
Il disadattamento, diventa a tal punto disagio,allorché il bambino assume condotte di chiusura,oppure nel momento in cui il bambino esplicita segnali di nevrosi,o piuttosto quando l’allievo elicita il suo malessere, con ansia da prestazione e/o  aggressività proattiva.
Il disadattamento scolastico si manifesta,altresì,quale incapacità di porre attenzione
ad un compito cognitivo,oppure come incapacità di lavorare in gruppo.
Il soggetto disadattato ha come equanime scopo quello di compensare le sue manchevolezze ,le sue debolezze,le sue sofferenze, anche mediante relazioni straordinarie,  con alcuni  compagni; relazioni,in cui,spesso domina un eccessivo senso di paternalismo,  da parte del soggetto disadattato nei confronti dell’altro.
Il bambino disadattato, diventa,nondimeno, dinanzi  agli occhi di tutti,un bambino sedizioso, un bambino che fa  una guisa di braccio di ferro con la scuola,un bambino che si fa,sovente,più forte della professionalità dell’insegnante. Non di rado, accade che  il bambino disadattato si avvale di escamotage differenti, per appagare la sua sete di esistenza,per  farsi riconoscere come essere umano e come persona, sia  dal mondo dei piccoli sia dal mondo dei grandi. Diviene,così indispensabile,leggere,istante per istante ,il modo di fare e di agire del soggetto disadattato,evitando che il bambino in questione si trasformi per il gruppo classe,in  un capro espiatorio , o in un modello di personalità con il quale identificarsi. Il disadattamento scolastico trae origine,in larga misura,dalla dinamica di gruppo,dinamica in cui il soggetto disadattato esperimenta sia l’accettazione della propria persona,sia il rifiuto del proprio sé, ricevendone una valutazione  pregevole e/o sfavorevole, che contribuisce ad accrescere il senso di sé, di autonomia,di autostima, di identità personale e sociale.

» Postato da Maria Anna Formisano
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