Disturbi alimentari: Ministero della salute, creare un centro in ogni Asl
Tratto dal Corriere
Disturbi alimentari: Ministero della salute, creare un centro in ogni Asl
ROMA - Un gruppo di esperti del ministero della Salute sta collaborando con il Ministro Livia Turco per la creazione di centri specializzati nella cura dei disturbi alimentari e in particolare dell’anoressia, in ogni Asl. Secondo i dati della Societa’ italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca), sezione speciale della Societa’ italiana di psichiatria, in Italia la prevalenza di tale patologia e’ allineata con le frequenze di altri Paesi industrializzati, registrando 3-5 casi ogni mille giovani donne di eta’ compresa fra 13 e 30 anni. Il che significa circa 4.000 casi per ogni milione di giovani donne.
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Il cibo rappresenta la prima forma di comunicazione con l’ambiente esterno e quindi in primo luogo con la madre. Questo spiega perchè ci sono soprattutto anoressiche e non maschi anoressici.Il rifiuto o l’accettazione passiva del cibo rappresenta una mancata o deficitaria gestione della propria crescita personale. Per questo spesso i soggetti che manifestano un rapporto negativo con il cibo non accettano la loro persona e la loro immagine risulta sempre insoddisfacente e disarmonica.
Laura Alberico, June 29th, 2007
“Quando sono nervosa inizio a mangiare” “Quando sono triste il mio stomaco si chiude” ”Quando sono depressa mangio il cioccolato per tirarmi su”, questi sono esempi che caratterizzano il rapporto cibo-stati d’animo. Reputo affascinante questa manifestazione dell’umore attraverso il cibo; purtroppo in alcuni casi può sfociare in gravi disturbi alimentari. È diffusa la tendenza fra gli adolescenti a dare una dimensione corporea alla sofferenza mentale: come se il corpo fosse diventato lo strumento più adatto per dar voce al proprio malessere. Aumentano cosi i disturbi che fanno del corpo il bersaglio privilegiato: lo si vede nelle forme di dipendenza dal cibo, negato nell’anoressia e divorato nella bulimia. Manifestazione esteriore di un profondo disagio interiore; lotta quotidiana tra un bisogno fisiologico essenziale di nutrimento e un desiderio psicologico di magrezza estrema per affermarsi. Chi osserva l’anoressica da fuori non riesce a concepire che il cibo possa diventare un nemico cosi, all’improvviso, apparentemente senza motivi. Chi la vive, al contrario, non capisce più come sia possibile per le persone riuscire a mangiare senza pensieri, senza ansia, senza angoscia. Attraverso un percorso individualizzato che consideri l’unicità della persona e un approccio integrato non focalizzato semplicemente sul sintomo alimentare ma sulle molteplici variabili coinvolte, è possibile intervenire efficacemente nel trattamento delle diverse forme del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, eating disorder…).
Dott.ssa Annalisa De Filippo
Annalisa De Filippo, June 18th, 2007