Campagna nazionale contro il bullismo - Smonta il bullo
Tratto da Repubblica
ROMA - Osservatori regionali permanenti, un numero verde nazionale, un sito internet, una massiccia campagna di informazione e sensibilizzazione, sanzioni più severe e percorsi di recupero. Sono questi i punti salienti del pacchetto del ministero dell’Istruzione contro la violenza a scuola. Si intitola "Smonta il bullo," ed è costato due milioni di euro.
Osservatorio regionale. Presso ogni regione ci sarà un osservatorio permanente con il compito di lavorare in stretta collaborazione con le istituzioni locali per valorizzare buone pratiche e competenze.
Numero verde nazionale. E’ 800669696, e funzionerà con dieci postazioni di ascolto alle quali segnalare casi, chiedere informazioni generali e consigli su come comportarsi in situazioni critiche. Una task force di psicologi, insegnanti, genitori e personale del ministero si farà carico di fornire pareri e consigli.
Sito web. www.smontailbullo.it sarà punto di raccordo, raccolta e divulgazione delle informazioni utili provenienti dagli osservatori e dagli operatori del numero verde, nonchè una vetrina per le azioni e le campagne promosse dalle singole scuole.
Sanzioni. Il principio sarà quello di grande attenzione e severità, ma soprattutto l’attuazione di percorsi di recupero. Le sanzioni saranno commmisurate alla gravità del gesto; la più grave, è la sospensione che dovrà durare non più di quindici giorni, tranne casi di particolare gravità.
Campagne informative. Il Ministero promuoverà una serie di azioni tese ad educare gli studenti sul corretto utilizzo di internet e delle nuove tecnologie, soprattutto in relazione all’esigenza di far acquisire agli studenti il significato e il rispetto del diritto alla privacy propria e altrui. Non è casuale, dunque, che nella presentazione del piano antibullismo il ministro Giuseppe Fioroni fosse affiancato dal garante della privacy, Francesco Pizzetti.
Ruolo delle singole scuole. Secondo quanto spiegato da Fioroni, le iniziative della campagna serviranno "a monitorare, informare, trasmettere buone pratiche, dare indicazioni, supportare l’autonomia scolastica, sapendo che le azioni educative spettano ai singoli piani dell’offerta formativa nelle scuole e partono da una straordinaria campagna di cittadinanza attiva fatta dai docenti e dagli studenti che si propongono di sostituire il ‘me ne frego’ con il ‘mi interessa’".
Educare al rispetto. "Il modo per vincere la violenza nelle nostre scuole, come negli stadi - ha spiegato ancora Fioroni - sta nell’educare i nostri ragazzi al rispetto della dignità delle persone e al rispetto dell’altro. Per questo docenti e studenti hanno una straordinaria opportunità, quella di non lasciare solo nessuno di fronte alla violenza e soprattutto di far sentire parte della comunità educante sia il diversamente abile che il più debole".
Videogiochi. Si promuoverà una campagna di comunicazione per sensibilizzare i genitori alla scelta dei videogame, ponendo attenzione alla classificazione Pegi - il codice di autoregolamentazione adottato su scala europea dalle ditte produttrici. Saranno anche realizzati videogiochi educativi, da utilizzare come strumento didattico.
(5 febbraio 2007)
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Tratto da TGCom.it
I videogame "smontano il bullo"
Firmato accordo tra Ministero e Aesvi
Educazione e videogame non saranno più acerrimi nemici. A margine della presentazione della campagna nazionale di informazione contro il bullismo (il cui sito internet www.smontailbullo.it suona come un’ottima premessa), il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato una dichiarazione di intenti con Aesvi (Associazione Editori Software Videoludico Italiana).
Con questo accordo, Aesvi e il Ministero si impegnano a collaborare per la promozione nelle scuole della funzione educativa dei videogame, anche attraverso una maggiore informazione sul PEGI (acronimo di Pan European Game Information, informazioni paneuropee sui giochi), cioè il primo sistema europeo di classificazione dei videogame in base ai contenuti proposti e all’età dell’utente. Questa dichiarazione di intenti rappresenta un importante passo avanti nell’avvicinamento tra due realtà che spesso si sono trovate agli antipodi: il mondo dell’educazione e quello dei videgame. Nei prossimi mesi sarà stipulato un vero e proprio protocollo, in cui verranno concretamente definite le attività da intraprendere.
L’Aesvi è nata nel 2001 ed è l’associazione di categoria delle principali aziende produttrici di videogiochi, di software di intrattenimento e di hardware. Nel 2003 si sono aggiunte anche colossi del settore, come Sony Computer Entertainment, Nintendo e Microsoft, permettendo all’associazione di rappresentare ben l’80% del mercato totale di riferimento.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli-------------------------------------------------------------------------------------------
