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19. Jan '07    postato in Fatti di cronaca

Varazze - ex-studenti si trasformano in vandali e penetrano nella scuola media di notte

Raid notturno a scuola per visitare i siti porno
Scritte sui muri, registri rubati e banconote fotocopiate

Tratto da La Stampa Web

VARAZZE

Ex studenti delle medie, ragazzini sui 15-16 anni, che penetrano nottetempo nella loro ex scuola e si scatenano: scritte sui muri (con piccanti «dediche» ad alcuni ex professori), registri trafugati, i computer dell’aula di informatica utilizzati per collegarsi a siti porno, persino un tentativo di trasformarsi in «falsari»: banconote da 50 euro riprodotte con la fotocopiatrice a colori. Quattro di loro sono stati scoperti e denunciati dai carabinieri della stazione di Varazze. In tempi di bullismo scolastico, di violenze sessuali di gruppo riprese con il telefonino, questa storia potrebbe far sorridere e ricordare certe «scorribande» d’altri tempi. Ma probabilmente non è il caso di sorridere troppo. I fatti. Scuola media di via Garibaldi a Varazze, vacanze di Natale. Il preside, professor Domenico Amato rientra per controllare alcuni documenti e scopre che la scuola è stata «visitata» dai vandali: dagli armadi della presidenza mancano alcuni registri, sulle pareti di alcune aule e dei corridoi qualcuno ha tracciato, con lo spray, scritte goliardiche, per così dire, nei confronti di alcuni professori. In più, sia i computer dell’aula informatica che la fotocopiatrice della segreteria risultano utilizzati più volte negli ultimi giorni. Il professor Amato segnala l’episodio ai carabinieri, che decidono di tendere una trappola ai misteriosi «scolari notturni». La stessa sera una pattuglia si accorge che alcuni ragazzi stazionano davanti alla scuola. I militari si avvicinano, è il fuggi-fuggi generale. Una delle porte antipanico della scuola è aperta, i carabinieri entrano, intravedono alcuni ragazzi che cercano a loro volta di fuggire, uno addirittura tenta di scavalcare il muro di cinta. La fuga dura poco, i quattro vengono intercettati. Uno di loro è del ‘90, gli altri tre sono del ‘91. Sono tutti ex studenti di quella scuola. Uno di loro ammette di essere l’autore delle scritte sui muri. I danneggiamenti sono limitati a questo, a parte alcuni registri non manca nulla, e gli stessi computer dell’aula didattica sono intatti, a parte l’utilizzo poco «ortodosso» scoperto dai carabinieri. Nel cestino della carta straccia alcuni foglio accartocciati svelano che i ragazzi hanno fotocopiato a colori alcune banconote: falsari pasticcioni all’opera. Il preside Amato, rintracciato ieri sera, volutamente minimizza: «E’ stato un gesto da condannare ma non voglio drammatizzare: i danni sono molto limitati, non è stato rubato nulla e i responsabili sono già stati identificati dai carabinieri».

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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