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19. Jan '07    postato in Home, Fatti di cronaca

MySpace sotto accusa - troppe ragazze vittime di adescamento

Solo pochi giorni fa, alcune testate si occupavano del sondaggio condotto per telefono dalla Pew Internet and Americal Life Project su un campione di 935 adolescenti tra ottobre e novembre 2006, che dà per la prima volta un quadro completo di come i ragazzi usano i siti di social network come MySpace.

Di oggi invece la notizia di alcuni genitori che a seguito di violenze sessuali ai danni delle proprie figlie minorenni hanno fatto causa proprio a MySpace per negligenza e frode.

Le famiglie, che abitano a New York, in Texas, in Pennsylvania e in Carolina del Sud hanno fatto causa presentando un’istanza alla Corte suprema di Los Angeles, mercoledì scorso. Due delle ragazze, di 14 e 15 anni, sono state adescate per un incontro con alcuni utenti maggiorenni di MySpace e poi violentate, secondo la versione degli avvocati. Un’altra ragazzina di 15 anni è stata prima drogata e poi violentata nel 2006 da un utente di MySpace, ha riferito il legale. le violenze avrebbero riguardato anche altre due minorenni. Lo scorso anno, i genitori di una ragazza di 14 anni di Austin, in Texas, hanno fatto una causa a MySpace da 30 milioni di dollari, dopo che la ragazzina era stata violentata da un 19enne incontrato sul sito web. ( Corriere)

Ma cosa costituisce per gli adolescenti americani MySpace?

Secondo il sondaggio è uno spazio virtuale dove ci si ritrova quotidianamente, dove ci si scambiano informazioni, si condividono interessi, email, foto, audio, video e tanta musica. In particolare le ragazze sembrano essere più interessate all’amicizia, mentre i maschi sono solo alla ricerca di flirt.

Più che aprirsi all’esterno, la tendenza di chi usa i siti di social network , sempre secondo il sondaggio, è quella di restare all’interno del proprio gruppetto. Dal sondaggio emerge infatti che i due terzi dei teenager fra i 12 ed i 17 anni che hanno pubblicato online i loro profili personali, li hanno resi accessibili solo ai loro amici selezionati. Solo il 17 per cento li usa invece per incontrare altre persone e flirtare.

I ragazzi tuttavia mostrano consapevolezza del rischio di fare brutti incontri in Rete e di rivelare troppi particolari su sé stessi, pericolo più che mai sottolineato dai genitori.

Adesso che il pericolo è diventato si è trasformato in azione giudiziaria, è stata messa a punto una nuova arma per proteggere la loro incolumità.  Si tratta di un software gratuito che permetterà ai genitori di "pedinare" i figli all’interno del sito. Questo controllo dovrebbe riguardare i dati forniti dai figli, come la propria età e i propri dati anagrafici, la residenza.

La soluzione sembra essere quindi quella di una continua ed attenta ispezione sui giovani adolescenti americani. Vi sembra risolutivo questo provvedimento? La questione della privacy è tutelata dando ai giovani la possibilità di sapere quando è avvenuto il controllo e mantenendo segreti mail e profilo. Mi riservo qualche perplessità rispetto al  vissuto dei ragazzi oggetto di controllo; non ne risentirà l’utilizzo stesso del social network?

Inoltre se sessanta milioni di visitatori ogni mese accedono a MySpace è forse proprio per uscire dalla dinamiche reali, dal confronto con le figure di riferimento, per concedersi uno spazio altrettanto significativo ma virtuale. Se queste figure possono entrare anche qui, si perde il senso di questa ricerca-costruzione e si immaginano nuove possibilità di evasione.

Forse creare una rete informativa per ragazzi e genitori , che aiuti a sviluppare un utilizzo consapevole potrebbe risultare meno invasivo per un adolescente in via di individuazione-separazione, alla costante ricerca di autonomia e autodeterminazione. Importante poi potrebbe essere la riconquista di quel dialogo famigliare che consenta il confronto tra genitori autorevoli e figli in crescita, che possa fungere da fattore di protezione, che consenta agli adulti di fiferimento di leggere, comprendere e sostenere le dinamiche ed i vissuti dei propri figli.

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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